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Squarci di sottoBosco 1/10

10 cose che non sai sulla vita di don Bosco, da scoprire e riscoprire...


Squarci di sottoBosco 1/10

del 20 gennaio 2015

 

 

 

"Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere." Così l'apostolo Giovanni, in catene sull'isola greca di Patmos a causa della Fede, conclude il suo Vangelo. L'Evangelista parla certamente dei libri che noi tutti conosciamo, che quotidianamente abbiamo tra mano, i testi che ci vedono impegnati a scuola, quelli che troviamo riposti e classificati negli scaffali delle biblioteche o che nuovi e accattivanti, scorgiamo nelle vetrine delle librerie. Eppure nel mondo vi sono altri libri, libri molto speciali, avvincenti ed affascinanti, che pagina dopo pagina continuano, in modo sempre nuovo, a parlarci di Gesù. Questi best-seller sono.... I santi! Le vite dei santi sono pagine vive, esistenze che, giorno dopo giorno, rendono in certo modo Gesù un "nostro contemporaneo". Le vite dei santi sono le pagine su cui, con creatività infinita, Dio scrive la storia del Suo Amore. Come diceva san Giovanni XXIII "non è il Vangelo che cambia, siamo noi che cominciamo a comprenderlo meglio". I santi ci aiutano in questo, sono una specie di "dizionario vivente", che ci aiuta a riconoscere e a comprendere la voce di Dio che parla nella nostra vita. I santi sono un Vangelo vivente, raccontano con l'infinita varietà delle loro vite l'unico mistero della Vita. Un'unica Storia d'Amore, scritta in diverse lingue, con differenti alfabeti, con stile sempre nuovo. Dio è uno Scrittore dalla fantasia inesauribile, un Editore dall'energia infaticabile: la Sua collana editoriale "Santi" da duemila anni in libreria non smette di meravigliarci, sembra non risentire affatto della crisi economica, continua a stupirci con geniali ed inattese pubblicazioni. "Da mihi animas, coetera tolle": questo il titolo, affascinante e misterioso, di uno dei più grandi successi editoriali della storia. Iniziato nel 1815, la sua stesura impegnò l'Autore per ben 73 anni, fino al 1888, quando il capolavoro fu dato alle stampe, nella sua versione definitiva. E' il racconto di un "Primo Passo": il "Primo Passo" dell'Amore di Dio per i giovani. E' la storia, anzi la vita, di don Bosco, "Il Primo Passo" di Dio verso i giovani. Un santo da invocare, un esempio da imitare, un cuore da amare, ma anche una vita da conoscere, da scoprire e riscoprire . Come accade per il Vangelo, di cui spesso conosciamo solo alcune pagine, così anche della vita di don Bosco forse non sospettiamo l'inesauribile ricchezza, custodita nella quotidianità dei giorni, come le vene d'oro nascoste nel cuore della roccia. Proviamo ad addentrarci assieme nel sotto-Bosco...

 

SottoBosco 1/10

ANNO DOMINI MDCCCLIV

 

Non c'è ombra di dubbio: un magnifico edificio desta molta più ammirazione che un cantiere, uno splendido dipinto stupisce più di una tavolozza di colori, una spiga di grano attira il nostro sguardo più di un germoglio che spunta timidamente. Eppure è altrettanto incontestabile che senza progetto non avremmo l'edificio, senza colori non ci sarebbe il dipinto, senza germoglio non crescerebbe la spiga. Così accade anche per la vita di don Bosco: alcuni eventi sono scolpiti nella nostra mente e nel nostro cuore, li conosciamo bene fin nei minimi particolari, magari ne ricordiamo anche la data precisa. Provare per credere! Nascita di don Bosco? 1815! Incontro con Bartolomeo Garelli? 1841! Prima spedizione missionaria? 1875! E così via dicendo.

 

Rischiamo di dimenticarci però che questi fatti, come le perle di una preziosa collana tenute assieme da un sottile filo d'oro, sono preceduti, permessi e preparati da altri eventi, meno noti, ma assolutamente non meno rilevanti e ricchi di significato. Chi ha mai sentito parlare ad esempio dell'Anno del Signore 1854?

Frughiamo nella memoria, cerchiamo di ricordare... Ma proprio non ci viene in mente nulla, approssimativamente possiamo dire che siamo tra la I e la II guerra di indipendenza, don Bosco è già a Valdocco... C'è altro? Assolutamente sì!

Percorrendo i giorni ed i mesi di quest'anno vi scopriamo un'insospettabile ricchezza.

 

26 gennaio 1854: a Valdocco, nella camera di don Bosco, si radunano quattro giovani dell'oratorio, tra cui troviamo Michele Rua e Giovanni Cagliero. Don Bosco propone loro una "prova di esercizio pratico della Carità verso il prossimo" con la possibilità di farne poi una promessa ed un voto al Signore. "Da tal sera fu posto il nome di salesiani a coloro che si proposero tal esercizio". Ecco il primo seme della Congregazione!

 

5 agosto 1854: il colera dilaga a Torino, le vittime si contano a centinaia, la situazione è fuori controllo. Le autorità cittadine chiedono aiuto all'oratorio, Valdocco è tra le zone più colpite dall'epidemia. Don Bosco raduna i suoi giovani, espone la situazione, li chiama a rimboccarsi le maniche, assicurando loro che, se resteranno in grazia di Dio, il male non li contagerà. I ragazzi dell'oratorio diventano gli angeli del colera, soccorrono ammalati e morenti, Margherita dona anche le tovaglie dell'altare per coprire gli agonizzanti, nessuno è colpito dal male. Ecco il segreto della futura Congregazione: con don Bosco giovani per i giovani! In autunno, Giovanni Cagliero, uno dei più promettenti germogli dell'oratorio, cade malato, tormentato da una gravissima febbre che in pochi giorni lo conduce quasi alla tomba. Entrando nella camera del malato per confessarlo un'ultima volta, don Bosco si arresta stupefatto: la camera sfolgora di luce, una colomba lascia cadere un ramoscello d'ulivo sulla fronte del malato, da lontano si fanno avanti alcuni uomini, di alta statura e di carnagione scura, che guardano con speranza verso il letto del ragazzo. Giovanni Cagliero guarirà, nel 1875 guiderà la prima spedizione missionaria in Argentina, nel 1884 sarà il primo vescovo salesiano, nel 1915 il primo cardinale! 2 ottobre: don Bosco è ai Becchi per alcuni giorni di vacanza con alcuni dei suoi giovani. Di buon mattino gli si avvicina un ragazzo, il volto sorridente... E' proprio Domenico Savio! Ecco la "vivente prova del 9" del Sistema Preventivo.

 

Ed infine giungiamo all'8 dicembre 1854: a Roma il beato Pio IX proclama il dogma dell'Immacolata concezione di Maria. All'oratorio vi è grande festa, tutti fanno a gara per prepararsi al meglio a questo evento. Domenico ha in cuore un grande desiderio, fare qualcosa di bello in onore dell'Immacolata. Così la sera di quel giorno, davanti all'altare di Maria, disse: "Maria, Vi dono il mio cuore, fate che sia sempre Vostro. Gesù e Maria siate sempre Voi gli amici miei! Ma per pietà fatemi morire piuttosto che mi acada di commettere un solo peccato". Promesse e premesse: decisamente un anno importante questo sconosciuto 1854!!

 

 

Matteo Rupil SDB

 

 

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