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Ricevete lo Spirito Santo! (Omelia di Pentecoste)

«In preparazione alla festa solenne della Pentecoste (la Pasqua dello Spirito Santo) ti offro questa meditazione sul tema: lo Spirito Santo è la FORZA di Dio in noi!». Omelia di don Gianni.


Ricevete lo Spirito Santo! (Omelia di Pentecoste)

 

In preparazione alla festa solenne della Pentecoste (la Pasqua dello Spirito Santo) ti offro questa meditazione sul tema: lo Spirito Santo è la FORZA di Dio in noi!

 

Il Vangelo di Luca si chiude con una promessa e un comando da parte di Gesù: “Io manderò su di voi lo Spirito Santo che il Padre mio ha promesso. Voi però restate nella città di Gerusalemme fino a quando Dio vi riempirà con la sua forza” (Lc. 24,49).

Ed è ancora lo stesso Luca che nelle prime righe del suo secondo Vangelo, il Vangelo dello Spirito Santo, gli Atti degli Apostoli, riprende lo stesso comando e la stessa promessa: “Non allontanatevi da Gerusalemme, ma aspettate il dono che il Padre ha promesso e del quale io vi ho parlato ... Fra pochi giorni sarete battezzati con lo Spirito Santo” (Atti 1, 4-5) e poco oltre: “Riceverete su di voi la forza dello Spirito Santo che sta per scendere. Allora diventerete miei testimoni in Gerusalemme, in tutta la regione della Giudea e della Samaria e in tutto il mondo” (Atti 1,8).

 

Il libro degli Atti ci dà così la prima definizione dello Spirito Santo: è forza!

  • E’ la forza che aveva investito Gesù nel battesimo al Giordano e gli aveva dato il coraggio di iniziare la sua missione di Messia pubblicamente (Lc. 3,22);
  • è la forza che aveva spinto Gesù nel deserto (in un solo versetto lo Spirito Santo viene menzionato due volte: Lc. 4,1) e lo aveva sostenuto nel superare le tentazioni del Maligno;
  • è la forza che lo aveva accompagnato nella sua missione in Galilea (Lc. 4, 14) e di cui aveva dichiarato di essere investito, nella sinagoga di Nazaret: “Il Signore ha mandato lo Spirito su di me ...” (Lc. 4, 18).

 

Potrei continuare: Luca nel suo Vangelo ci presenta il Maestro costantemente guidato, sorretto, rafforzato dallo Spirito Santo e negli Atti è lo stesso Spirito che guida, sorregge e rafforza i primi passi della Chiesa, operando segni e prodigi per mezzo degli Apostoli.

 

L’idea di forza, di potenza legata alla venuta e alla presenza dello Spirito Santo, si esprime negli Atti con le categorie tipiche della mentalità ebraica: ogni teofania, cioè manifestazione di Dio, implica la presenza di fuoco, vento gagliardo, terremoto, lampi ... elementi che ritroviamo nella descrizione della Pentecoste e nelle altre tre piccole  Pentecosti.

 

* “Quando ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono pieni di Spirito Santo e annunziavano la parola di Dio con franchezza” (Atti 4, 31)

* “Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso” (Atti 10, 44)

* “... e non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, scese su di loro lo Spirito Santo e parlavano in lingue e profetavano” (Atti 19, 6).

 

Rilevimo alcuni elementi che caratterizzano questo irrompere dello Spirito Santo agli albori della Chiesa perché ci possono offrire indicazioni preziose per accoglierli a nostra volta.

 

a) Il clima è quello della preghiera: lo Spirito Santo non scende là dove non è atteso, pregato, invocato.

 

  • Gesù nel Giordano, prima di ricevere il Battesimo da Giovanni il Battista, prega 
  • gli Apostoli e i credenti uniti nel cenacolo, con Maria, si ritrovano regolarmente per la preghiera 
  • dopo che Pietro e Giovanni hanno terminato la preghiera, il luogo nel quale erano radunati tremò 
  • Paolo, dopo aver battezzato una dozzina di discepolo a Efeso, impone loro le mani e tutti ricevono lo Spirito Santo.

 

b) Il primo effetto è la luce: gli Apostoli avevano sentito Gesù promettere lo Spirito, che avrebbe fatto ricordare loro tante cose e li avrebbe condotti alla verità tutta intera, aiutandoli a capire meglio tanti suoi insegnamenti. Ebbene la Pentecoste è l’illuminazione folgorante che chiarisce il mistero legato a Gesù: la sua predicazione, la sua passione, morte e resurrezione. Si aprono i loro occhi e comprendono chi è veramente Gesù: il Risorto, il Signore che siede alla destra di Dio. Capiscono anche più in profondità il progetto del Maestro su di loro, perché li ha scelti, chiamati, amati per tre anni con pazienza, spiegando loro tante espressioni e fatti, rimasti nonostante tutto avvolti da dubbi e oscurità; rivedono tanti loro comportamenti meschini.

Non ti è mai capitato di sostare a lungo su una pagina di Vangelo o su di un brano tratto da una lettera di Paolo e di non riuscire a penetrarne il senso, di non trovare indicazioni utili per la tua vita? Poi ad un tratto il cielo si squarcia e lascia passare una luce stupenda: quelle righe acquistano una luminosità inattesa e insperata, capace di mettere in discussione certi atteggiamenti, di smascherare certe abitudini, di dare nuovo slancio al bene, di rafforzare la volontà per decidere per il Signore ... La forza che si porta dentro la Parola di Dio, grazie alla luce dello Spirito Santo, si è sprigionata dentro di te ed è diventata principio di novità. Ecco perché, prima di leggere la Parola di Dio, è importante dedicare un po’ di tempo alla invocazione dello Spirito Santo: “Vieni Spirito Santo: apri il nostro cuore e comprenderemo le parole di Gesù Signore!”.

 

c) “Cristiano diventa quello che sei: un testimone!”

Nei primi capitoli (2-3-4) vengono riportati i discorsi solenni, ufficiali di Pietro alla folla stupita per quello che sta succedendo in Gerusalemme: Sarà ancora lui, il capo della Chiesa, che ricordando questi momenti scriverà ai cristiani: “Siate sempre pronti a rispondere a quello che vi chiedono spiegazioni della speranza che è in voi”. (1 Pt. 3, 15).

 

* Lo Spirito Santo ricevuto, dona loro il coraggio della testimonianza, che si manifesta subito in forma verbale: dibattiti, annunci, discorsi.

 

Più avanti gli Atti parleranno di Paolo: anche lui, trasformato dall’incontro con Gesù nello Spirito Santo, diventerà instancabile nel difendere quella fede che prima aveva combattuto. La sua parola sarà così ricca e appassionata che gli ebrei non sapranno più che cosa rispondergli .

Lo Spirito Santo rende il cristiano coraggioso nell’annunciare che Gesù è il Cristo, il Messia, costituito da Dio Signore dei vivi e dei morti.

  • Ma saper fare dei bei discorsi su Gesù risorto, avere il coraggio di annunciare in pubblico la sua divinità non è tutto e gli Apostoli e i discepoli non si limitano a questo: danno ragione della loro fede con le parole e con il loro stile di vita. Infatti gli appartenenti alla comunità primitiva pregano insieme, vanno d’accordo al punto da rinunciare ai loro beni e metterli a disposizione di chi è nel bisogno, sono lieti e ben visti dalla gente (cfr. Atti 2, 42-47).
  • II vivere unanimi e concordi (Atti 4, 32) è un segno dello Spirito Santo; a questo si aggiunge un terzo elemento: gli Apostoli vengono minacciati, arrestati e gettati in prigione. Segue un lungo dibattito all’interno del tribunale ebraico: alla fine prevale l’equilibrato parere di Gamaliele: “Se Dio è dalla loro parte, non sarete certo voi a mandarli in rovina. Non correte il rischio di dover combattere contro Dio!” (5, 39). Gli Apostoli tuttavia sono puniti e frustrati: “Uscirono dal tribunale e se andarono contenti perché avevano avuto l’onore di essere maltrattati a causa del nome di Gesù” (5, 41).

 

Parola, stile di vita, forza nella sofferenza: la triplice testimonianza cui lo Spirito Santo abilita i suoi amici.

Prova a verificare se e quanto nella tua quotidianità sei testimone di Gesù, grazie alla forza dello Spirito Santo e dove è più lacunosa tale testimonianza.

 

 

don Gianni Ghiglione

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