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Su Google e Facebook sempre meno privacy Ma la maggioranza degli utenti non si r...

Facebook ha deciso che eliminerà una sezione delle impostazioni di riservatezza rendendo ogni profilo utente visibile a chiunque nelle ricerche sul social network. Eppure, quasi nessuno dei vostri amici presenti sul social ‚Äì vedrete ‚Äì deciderà di cancellarsi dalla comunity.


Su Google e Facebook sempre meno privacy Ma la maggioranza degli utenti non si ribella

del 16 ottobre 2013

 

 

A parole gli utenti di internet e dei social network vogliono difendere a ogni costo la propria privacy (l’83%, secondo l’ultimo rapporto Censis-Ucsi). Ma alla prova dei fatti, accettano qualunque intrusione di Facebook e Twitter nelle loro vite, pur di rimanere iscritti ai due social più popolari della Rete.

L’ennesima prova? Facebook ha deciso che eliminerà una sezione delle impostazioni di riservatezza rendendo ogni profilo utente visibile a chiunque nelle ricerche sul social network. Eppure, quasi nessuno dei vostri amici presenti sul social – vedrete – deciderà di cancellarsi dalla comunity. E che dire di Google che ha annunciato che venderà agli inserzionisti commenti e foto di utenti di Google+ e YouTube? In pratica, se in un post avrete parlato bene di un ristorante, il vostro commento e le vostre generalità potranno essere venduti al proprietario del locale per farsi pubblicità. Saprete cosa faranno la maggioranza degli iscritti di fronte a questa nuova intromissione nella loro privacy: nulla. Tanto più che l’opzione può essere (per ora) disabilitata.

A ben vedere, infatti, per la maggior parte degli utenti la perdita della privacy è un problema soprattutto a parole, ma alla prova dei fatti non lo considera tale. Anzi, soprattutto gli under 30 pubblicano sui social network anche i particolari più intimi della propria e di quella dei loro familiari. Sanno benissimo che un giorno tutto questo potrà essere usato contro di loro, ma pensano (sbagliando) che a loro non accadrà mai. Si sentono immuni.

La realtà purtroppo per loro è molto diversa. E man mano che passeranno i mesi la perdita della privacy su Internet sarà sempre più generale e totale. Facebook, Google e Twitter hanno infatti capito che alla maggior parte degli utenti possono essere usati (gratuitamente) per fare profitti. Non solo i più non protesteranno, cancellandosi dai social, ma per molti l’idea di poter determinare il successo o l’insuccesso di un prodotto sarà un «plus». Un modo per sentirsi più importanti. Di valore. E per restare tali – siamo pronti a scommetterlo – saranno disposti a tutto. A perdere la propria privacy e a fare pubblicità gratis. L’importare è e sarà restare nelle community, avere tanti «mi piace» e molti «follower». Tutto il resto, anche se vale molto, per loro non conta.

 

 

 

 

Gigio Rancilio

http://www.avvenire.it

 

 

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