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La settimana del sostegno in vicinanza. Intervista a Don Claudio Belfiore

Abbiamo chiesto a Don Claudio Belfiore, Presidente del CNOS, l'Ente civilistico dell'azione educativa dei salesiani d'Italia e promotore della Federazione SCS/CNOS referente per l'iniziativa, alcune riflessioni.


La settimana del sostegno in vicinanza. Intervista a Don Claudio Belfiore

del 28 aprile 2014

 

 

Per dare una speranza ai moltissimi giovani che “bussano” alle porte delle case salesiane l’Ufficio Emarginazione e Disagio della CISI, la Conferenza delle Ispettorie Salesiane d’Italia, propone la settimana del Sostegno in Vicinanza.

Dal 5 all’11 maggio presso le Parrocchie, gli Oratori, le Scuole e i Centri di Formazione Professionale che hanno aderito all’iniziativa si realizzeranno attività di sensibilizzazione e raccolta fondi per conoscere, e sostenere, le opere salesiane impegnate nel contrasto al disagio giovanile conclamato. Abbiamo chiesto a Don Claudio Belfiore, Presidente del CNOS, l’Ente civilistico dell’azione educativa dei salesiani d’Italia e promotore della Federazione SCS/CNOS referente per l’iniziativa, alcune riflessioni.

 

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Don Claudio può spiegarci la finalità di questa iniziativa che la CISI propone, per la prima volta a livello nazionale, coinvolgendo le sei Ispettorie.

 

Con la settimana del Sostegno in Vicinanza i Superiori dell’Italia salesiana vogliono dare rilevanza a una situazione che coinvolge tantissimi bambini e della quale, da molto tempo, ci facciamo carico nelle nostre opere: dare una “famiglia” ai minori soli o abbandonati. Si tratta innanzi tutto di sensibilizzare a questa problematica distribuendo del materiale informativo (brochure e poster). Non di meno vogliamo aiutare concretamente questi minori e le famiglie in difficoltà, per non fermarci alle sole parole.

 

Pensa che la settimana del Sostegno in Vicinanza possa essere un’opportunità per i bambini e i ragazzi poveri e abbandonati in Italia?

 

Normalmente quando sentiamo parlare di bisogno e di povertà il più delle volte pensiamo ai bambini e ai ragazzi dei Paesi in via di sviluppo. Questo rimane ancora vero, tuttavia l’esperienza e i dati ci stanno presentando situazioni drammatiche e urgenti appena fuori della porta di casa.

 

Quale ritiene possa essere un bisogno, immediato, al quale l’iniziativa può dare risposta?

 

Nell’attuale situazione di crisi generalizzata il rischio è che l’attenzione e di conseguenza il sostegno ricada solo su chi ha voce per farsi sentire. Come Papa Francesco ha evidenziato la nostra collettività si configura come una società degli scarti perché mette da parte, direi ancora più in là della periferia, sia i bambini che gli anziani quando gli uni e gli altri rappresentano la memoria e la speranza di una società. I Superiori dell’Italia salesiana hanno deciso di promuovere questa iniziativa come segno di speranza per i minori in difficoltà, ma anche come gesto di maturità per tutti noi, perché ci mette nella condizione di prenderci cura delle nuove generazioni.

 

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Per ulteriori informazioni sull’iniziativa è possibile contattare il Presidente della Federazione SCS/CNOS Don Giovanni D’Andrea, al cellulare 340.9840657, oppure Sara Bernabei all’indirizzo di posta elettronica sara@salesianiperilsociale.it o al numero di telefono 06-4940522.

 

 

http://www.salesianiperilsociale.it

 

 

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