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La meditazione è bene non venga improvvisata

La vita di orazione mira soprattutto a dare alla fede un carattere sempre più profondo di adesione personale al mistero di Dio conosciuto in Cristo. La contemplazione esercita la fede in modo semplice. La meditazione fa entrare in azione le varie risorse di chi medita. Il termine meditazione è utilizzato impropriamente per descrivere una serie concatenata di successivi stati dello spirito.


La meditazione è bene non venga improvvisata

da Teologo Borèl

del 03 ottobre 2012

 

"Meditazione" significa una riflessione dello spirito, un lavoro di assimilazione di ciò che l’occhio ha “letto”, l’orecchio udito, la memoria ritenuto. È una “masticazione” e “ruminazione” delle idee affinchè queste ci penetrino completamente. Ma quali idee? Semplicemente il contenuto della fede cristiana.

 

Colui che medita, applicando lo spirito ed il cuore alla fede, cerca di donare ad essa un carattere sempre più personale ed assimila così il senso ed il contenuto di un aspetto particolare della fede stessa.           Anche se medita sulla sua vita o su decisioni che deve prendere si muove all’interno della vita di fede ed è questa che cerca di far crescere.          

Il cristiano allora applica la propria intelligenza ad un aspetto della fede e ne approfondisce il senso; a sua volta questo senso meglio assimilato lo conduce ad adottare degli atteggiamenti pratici più conformi al messaggio della rivelazione.          

Varie possono essere le forme di meditazione, come vedrai in seguito. Scriveva in proposito un autore medievale; “Cercate leggendo, troverete meditando, bussate pregando, entrerete contemplando. La lettura porta il nutrimento alla bocca, la meditazione lo mastica e lo trita, la preghiera lo gusta e la contemplazione è questo sapore che lo riempie di gioia e rifocilla” (Guigo II, il certosino).

Il problema della meditazione e dei suoi metodi non può essere separato da quello della preghiera contemplativa, di cui costituisce un aspetto particolare. La vita di orazione mira soprattutto a dare alla fede un carattere sempre più profondo di adesione personale al mistero di Dio conosciuto in Cristo. La contemplazione esercita la fede in modo semplice. La meditazione fa entrare in azione le varie risorse di chi medita.

Ricordiamo tuttavia sempre che l’applicazione dell’uomo alla preghiera, alla meditazione non vanno mai disgiunti dalla scoperta e dalla accettazione della Grazia di Dio che sempre attira e sostiene.

C’è un paradosso nel mondo occidentale; mentre da un lato diminuisce l’attaccamento alle religioni, dall’altro il bisogno spirituale è in piena crescita, in particolare presso i giovani. In questo contesto, tra le varie aspirazioni spirituali, molti si pongono il bisogno di fermarsi, di fare una pausa nel turbine della vita per riprendere fiato.

C’è un desiderio di raccogliersi e di meditare con la speranza di andare alle radici del proprio essere, di tornare alla “Sorgente” comunque la si chiami.          

Ed ecco che il bisogno della meditazione e la sua pratica tornano importanti; il meditare però... non s'improvvisa; occorre scegliere una via, applicarsi ad essa e percorrerla, senza escludere qualche contatto con altre vie adiacenti.

Il termine meditazione indica genericamente un raccoglimento spirituale e un atteggiamento interiore, ma è anche utilizzato impropriamente per descrivere una serie concatenata di successivi stati dello spirito. Rilassamento          

Il rilassamento consente di liberarsi dalle tensioni muscolari e dalle angosce che esse esprimono. A partire da questo abbandonarsi che coinvolge la mente e il corpo, la persona può aprirsi ad una percezione più vasta. Meditare, non allo scopo di sentirsi bene nel proprio corpo, ma per chiedersi chi è che vive in questo corpo. Meditazione          

Il termine deriva dal verbo latino meditari (meditor-meditaris). Meditor è il frequentativo di medeor, che significa curare. Il dizionario dà di meditare questa definizione: “Azione di riflettere profondamente su un soggetto”. Concetto questo che non si trova nelle religioni orientali. Le meditazioni dei cristiani per contro, ricorrono, in una prima tappa al pensiero e a riflessioni dello spirito. Per esse la meditazione che rappresenta un atto della volontà, precede la contemplazione, che è una grazia. Mistica          

Dal greco “mustikos”, indica ciò che in una religione attiene ai riti segreti, riservati agli iniziati. Questo termine, è però andato progressivamente cambiando di significato. La mistica è il frutto di un’esperienza interiore di unità-comunione-presenza con l’assoluto-il Sé, il Grande Tutto, la natura, l’anima del mondo, Dio. Queste esperienze sono presenti in tutte le religioni: presso i monoteisti, l’incontro avviene con un Dio personale. Concentrazione          

La concentrazione è una frase che prepara alla meditazione: focalizzandosi su un oggetto interiore o esteriore, lo spirito si calma e si fortifica. E questo è un modo per vincere una delle principali debolezze dello spirito, la distrazione. Orazione          

Dal latino “oratio”, preghiera, solennità della parola: è una forma particolare della preghiera, una preghiera prolungata. Non si tratta di riflessione intellettuale, ma di moti del cuore e della volontà, che mirano a far raggiungere uno stato di semplicità e autenticità dello spirito: l’orazione diventa allora presenza silenziosa che raggiunge la presenza di Dio. Così l’orazione mentale cede il passo all’orazione di quiete e a quella di unione. La successione delle differenti fasi dell’orazione è stata descritta da Teresa d’Avila. Giaculatoria          

Il termine deriva dal latino “jaculare”, lanciare una preghiera o una orazione giaculatoria è una formula breve che si recita parecchie volte durante la giornata per rivolgersi a Dio interiormente o ad alta voce. Le differenti tradizioni del Libro, vi hanno fatto ricorso. Contemplazione          

L’io si libera da ogni riflessione o considerazione per rimanere nel silenzio di Dio. La contemplazione è abbandono, essa è al di là del sapere. Il fedele prega senza ricorrere alle parole, in una specie di stato di dono di sé. La contemplazione è il compimento di un cammino spirituale, la partenza per un faccia a faccia nel deserto con Dio. È una orazione silenziosa: lo spirito accoglie Dio. Iniziazione          

(da initium, inizio): l’accesso alla contemplazione, richiede un percorso guidato verso la vita e la luce, attraverso la morte, sotto la sua forma sia simbolica che fisica. Partendo da ciò, si può parlare di iniziazione. Numerose sono le forme di meditazione che sono accessibili solo agli iniziati.

P. Franco Gioannetti

http://www.dimensionesperanza.it

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