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Vi do un comandamento nuovo !

Il test si chiama “comandamento nuovo”: “Che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato”. È chiamato ‚Äònuovo' per la misura alta e impegnativa che propone (come ci ha amati Lui, fino al dono della vita!) e poi perché costituisce il distintivo dei discepoli: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli!”.


Vi do un comandamento nuovo !

 

del 27 aprile 2013

 

 

5° DOMENICA DOPO PASQUA 28 aprile 2013 “Vi do un comandamento nuovo!” Letture: Atti 14, 21-27; Apocalisse 21, 1-5; Giovanni 13, 31-35

 

0.  La liturgia di questo tempo post-pasquale non si stanca di ripeterci questo ritornello: “Se siete risorti con Cristo, vivete da risorti!” Che significa questo? La Pasqua ha rimesso di fronte ai nostri occhi il cuore della nostra fede: l’amore di Dio si è manifestato nel dono della vita (morte e risurrezione) di Gesù, suo Figlio. Credi tu a questo? Se la risposta è affermativa, allora occorre impostare la vita su questa realtà, occorre che Gesù, modello dell’uomo riuscito secondo Dio, diventi norma della nostra vita. Concretamente: Cristo-Dio deve prendere i nostri affetti e le nostre azioni e dare ad essi un orientamento e un’intensità particolare:

 

Orientamento: nel senso del dono della vita, della condivisione, della lotta all’egoismo, della ricerca del proprio tornaconto, della diffusione della Buona Notizia che è Gesù, del lavorare per la diffusione del suo Regno

Intensità: fino al dono della vita, con impegno serio, generoso, senza dare con il contagocce, come Gesù che per noi si è dissanguato e ha potuto dire: “Non c’è amore più grande del dare la vita per i propri amici!”

 

 

1.  É quello che ci presenta la prima lettura, raccontandoci il lavoro straordinario di due giganti della prima ora: Paolo e Barnaba. Se hai una cartina della Turchia di quei tempi ti puoi rendere conto della fatica affrontata nel percorrere tutti quei chilometri a piedi o in nave, con pericoli di ogni genere... Ecco due che, risorti con Cristo, vivono da risorti! Entrambi, instancabili missionari, predicano la Parola, incoraggiano i fedeli a restare saldi nella fede, nonostante le tribolazioni. Visitano le prime comunità cristiane, costituendo in ognuna di loro “alcuni anziani” (il testo greco parla di presbiteri, di capi comunità), pregano, digiunano, animati da questa passione per il Regno di Dio.

Nasce spontanea una domanda per me e per te: chi è risorto con Cristo, è un appassionato di Dio e del suo Regno, prega che “venga il suo Regno” e lavora, facendo tutto quello che può, perché questo si realizzi. Non ti sembra che la maggior parte dei cristiani invece non sia interessata a questo? Che ci sia poca passione? Che ci sia invece tanta delega (è compito dei preti, ci pensano loro!)?

E tu? Se sei risorto/a, qual è la tua passione e il tuo impegno per diffondere la bellezza e la gioia di Dio? Non si può amare (=vivere da risorti!) senza gesti concreti, appassionati, generosi a favore di ciò che si ama! La conclusione è semplice, ma anche un po’ triste: se manca la passione per il Regno di Dio, la sua causa, ... non siamo “risorti”! la Pasqua è passata invano! E’ così?

 

2. Nel brano di Vangelo, Gesù offre un test ai suoi discepoli per verificare se sono “risorti”, se hanno cioè compreso (a livello di cuore e di vita, di opere) il senso della sua Pasqua, che consiste nella consegna della Sua vita al Padre (“Padre, nelle tue mani consegno la mia vita”), una vita offerta per amore degli uomini, crocifissori compresi (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno!”).

Il test si chiama “comandamento nuovo”: “Che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato”. È chiamato ‘nuovo’ per la misura alta e impegnativa che propone (come ci ha amati Lui, fino al dono della vita!) e poi perché costituisce il distintivo dei discepoli: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli!”

Due espressioni semplici, dal significato inequivocabile, che lascio alla tua meditazione, invitandoti ad essere concreto ed esigente, come lo sono le parole di Gesù: “Non chi dice ‘Signore, Signore’, ma chi fa la volontà del Padre” e la volontà del Padre è che ci amiamo gli uni gli altri sulla misura di Gesù.

 

 

don Gianni Ghiglione

 

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