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"Oggi voglio fermarmi a casa tua!"

Nel suo avvicinarsi a Gerusalemme, Gesù attraversa la biblica Gerico, città di frontiera tra la Giudea e la Perea e perciò luogo adatto per la riscossione delle imposte. L'omelia di questa Domenica scritta da don Gianni Ghiglione.


"Oggi voglio fermarmi a casa tua!"

del 03 ottobre 2013

 

 

0.  Penso abbia gustato la bellezza dei brani di Vangelo di queste domeniche: i lebbrosi guariti, le due parabole sulla preghiera... e ora ci troviamo di fronte a un’altra delle perle del terzo Vangelo, in cui Gesù realizza l’amore di Dio per tutte le sue creature, descritto nella 1° lettura: “Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi, non guardi ai peccati degli uomini, in vista del pentimento. Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato!”

Nel suo avvicinarsi a Gerusalemme, Gesù attraversa la biblica Gerico, città di frontiera tra la Giudea e la Perea e perciò luogo adatto per la riscossione delle imposte. Qui esercita la sua professione di esattore un tale Zaccheo “capo dei pubblicani e ricco”.  All’origine delle sua ricchezza non è forse estranea la pratica disinvolta della sua professione!  Completano la descrizione del personaggio la bassa statura e la sua comprensibile curiosità: su un sicomoro, pianta dai rami bassi e dal ricco fogliame, attende che passi il celebre rabbì di Nazaret.

 

1. Mi piace rileggere con te questo brano nell’ottica della preghiera, guardando a Zaccheo, maestro di preghiera. Questo testo è troppo bello per commentarlo: ti lascerò pochi spunti su cui tu puoi soffermarti e pregare (perché la Parola di Dio non ha bisogno di elucubrazioni, ma di preghiera!!!).

Il punto di partenza: “cercava di vedere quale fosse Gesù” e ancora “sperava di poterlo vedere”.

La preghiera nasce dal desiderio di vedere, di incontrare Gesù: Il tuo volto, Signore, io cerco!  All’aurora ti cerco...  Come una cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio! leggiamo nei Salmi

Tu hai il desiderio di incontrare Gesù? Questo lo misuri dalla quantità e dalla qualità di tempo che gli consegni.  Se preghi pochi minuti, se lasci la preghiera alla sera quando sei stanco morto... hai un desiderio ... a parole!

Se è vero che Zaccheo cerca di vedere Gesù, in realtà è quest’ultimo che cerca lui e si ferma all’altezza dell’albero e alza lo sguardo verso le fronde: “Scendi in fretta!”

OGGI DEVO FERMARMI A CASA TUA: ognuna di queste parole si porta dentro un messaggio per te:

  • Oggi: proprio oggi (guarda il calendario!) nella misura in cui lo desideri nei fatti. L’incontro si concluderà con un altro ‘oggi’ la salvezza è entrata in questa casa!  Gesù non ha l’orologio: per lui è sempre il tempo giusto per cambiare vita, per decidersi per Lui.
  • Devo: dice Gesù, devo fer­marmi! Dio deve cercarmi, deve farlo per un suo intimo bisogno: a Dio manca qual­cosa, manca Zaccheo, man­ca l’ultima pecora, manco io. Se Gesù avesse detto: Zac­cheo, io ti conosco bene, so che sei un ladro, se restitui­sci ciò che hai rubato verrò a casa tua. Credetemi: Zac­cheo sarebbe rimasto sull’al­bero.
  • Fermarmi: un verbo importante, che troviamo spesso nei Vangeli. Indica stabilità, quiete, disponibilità di tempo. È il contrario della fretta, del correre, del guardare di continuo l’orologio. Ogni incontro, se vuole essere vero e portatore di gioia, deve essere vissuto all’insegna della tranquillità, della pace e non della fretta.  Sai, i discepoli di Emmaus, quando chiedono al forestiero pellegrino di restare con loro, perché è ormai tardi, usano lo stesso verbo: “Fermati con noi!”   e Gesù ripeterà spesso: “Rimanete in me, nel mio amore!”
  • A casa tua: non tanto quella materiale, ma quella interiore, il cuore di Zaccheo.  Gesù vuole prendere possesso della tua vita con tutto quello che fa la tua vita: i tuoi traffici economici, lavorativi, amorosi, relazionali, di salute, di studio, di bene e di peccato...

 

2. La gioia è il test di un incontro con Gesù ben riuscito.  Quando ero assistente dei ragazzi, notavo che dopo un ritiro spirituale, in cui sempre c’erano le confessioni, il tono delle voci in refettorio era notevolmente superiore a quello ordinario. Era la gioia del cuore che si manifestava attraverso un’esuberanza nel parlare e nello scherzare.  Abbiamo provato tutti la gioia dopo un ritiro, dopo una confessione, dopo un tempo prolungato di preghiera.

Zaccheo accoglie con gioia Gesù e alla fine ha la gioia piena: “La salvezza è entrata in questa casa!”

 

3. Pregare è decidersi per un cambio costi quel che costi! In questo senso Zaccheo è maestro di preghiera: decide di cambiare vita e lo dimostra nei fatti, dando metà dei suoi beni ai poveri (condivisione delle ricchezze!) e restituendo il quadruplo a quelli cui aveva rubato.  Incurante delle critiche (“Ha preso alloggio da un peccatore, da uno strozzino!”), Zaccheo ha compreso il dono che Gesù gli sta facendo e risponde con generosità. “Non chi dice ‘Signore, Signore’, ma chi fa la volontà del Padre mio”.  Gesù è concreto e vuole i segni e i frutti della conversione.

A volte incontro persone che mi dicono: “Come faccio a sapere se prego bene o no?”  Oggi Zaccheo dà la risposta: tu preghi bene se la tua vita cambia;  il tuo incontro con Gesù è vero se la tua carità migliora, se hai perdonato quella persona, se la smetti di parlare male della gente, se vinci la tua sensualità, se vinci la tentazione di essere disonesto nel commercio o nel lavoro, se superi la pigrizia che ti fa trascurare la preghiera, la Messa domenicale...  (continua tu!).

Grazie, Zaccheo, di questa bella scuola di preghiera!

 

 

don Gianni Ghiglione

 

 

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