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Nembrini: "Di Padre in figlio"

Per Franco Nembrini l'educazione è la vocazione della vita. "Che cosa è capitato a quella ragazza senza padre? Ha trovato un adulto che le ha detto: “Guarda, son qua io: non sono tuo padre, però un pezzo di strada insieme lo possiamo fare”.


Nembrini: "Di Padre in figlio"

da Quaderni Cannibali

del 20 settembre 2012  (function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));  

Paternità vissuta

          L’unica cosa che posso dire agli insegnanti che vivono in una società senza padri né madri è: “Siate voi i padri e madri per tutti i vostri ragazzi. Le nostre scuole siano case dove questa paternità può essere vissuta; questo forse insegnerà anche agli adulti che incontrerete a essere un po’ più padri e madri”.

          Una volta, al primo giorno di lezione in una quarta ragioneria, entrando nell’aula vedo una ragazzina seduta per terra, che nessun insegnante era riuscito a convincere a mettersi al banco. Passava tutte le mattine seduta per terra e, per un tic nervoso, si strappava i capelli e le sopracciglia, per cui era una ragazza pelata…….Dopo mesi un referto dello psicologo recitava: “La ragazza ha un grave problema di conflitto con la figura paterna (il padre l’aveva abbandonata), di cui il professor Nembrini è diventato il sostituto. Si consiglia l’allontanamento immediato dell’alunna dalla scuola e da ogni possibilità di rapporto con il sopraddetto insegnante”.

La madre era in lacrime: “Che cosa faccio? Mia figlia sta meglio da quando lei l’aiuta un po’”.

Le ho risposto: “Signora, faccia lei…al suo posto straccerei questa lettera. Poi andiamo avanti e vediamo come vanno le cose”.

          Alla fine quella ragazza è guarita: felicemente sposata, laureata (lei, aspirante ragioniera) in lettere moderne con 110 e lode alla Cattolica di Milano, e io sono il padrino di uno dei suoi figli. Che cosa è capitato a quella ragazza senza padre? Ha trovato un adulto che (per quel poco che si può, perché uno è quel che è e fa quel che può e non arriva dappertutto) le ha detto: “Guarda, son qua io: non sono tuo padre, però un pezzo di strada insieme lo possiamo fare”. 

 

Di padre in figlio  Conversazioni sul rischio di educare (il libro sarà anche in vendita alla bancarella domenica 23 settembre in occasione del Convegno di PG)

          Quarto di dieci figli, insegnante, padre di famiglia, oggi rettore della scuola paritaria La Traccia e responsabile degli insegnanti e degli studenti medi superiori del movimento di Comunione e Liberazione, per Franco Nembrini l’educazione è la vocazione della vita; e innumerevoli volte è stato chiamato a parlarne: a genitori, a insegnanti, a educatori di strutture di vario genere, perfino a medici e a funzionari pubblici. Qui sono raccolti alcuni degli interventi più significativi, che – con linguaggio piano e diretto, nutrito dai mille esempi di una lunghissima esperienza – vengono ora offerti a chiunque – in casa, a scuola, in ogni àmbito dell’esistenza – voglia farsi accompagnare nel difficile e affascinante compito di trasmettere ai giovani una speranza per la vita.           «Ebbi l’occasione di conoscere il professor Nembrini al grande convegno della Diocesi di Roma sull’educazione del 2007», scrive il cardinale Camillo Ruini nella Prefazione. «Quel giorno era intervenuto il Santo Padre e aveva ricordato a tutti i presenti in primo luogo che l’educazione, e specialmente l’educazione cristiana, ha bisogno di quella vicinanza che è propria dell’amore; quindi che il rapporto educativo è un incontro di libertà, che implica necessariamente la nostra capacità di testimonianza; infine, la necessità di una “pastorale dell’intelligenza”, vale a dire di un lavoro per allargare gli spazi della razionalità, da quella tecnico-pratica a quella che affronta il problema della verità, del vero e del bene. Poi fu la volta di Nembrini e il dato che rilevai fu la consonanza del suo intervento con quello del Papa, pur secondo una diversa prospettiva: come se quel che Benedetto XVI diceva dall’alto della millenaria sapienza della Chiesa fosse confermato per così dire “dal basso”, da una voce puntuale e concreta che mostrava come i criteri richiamati dal Santo Padre siano effettivamente rintracciabili nell’esperienza quotidiana. I temi di quell’intervento ritornano, ampliati e sviluppati, in questo libro».

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