Meeting Giovani MGS - Postomio: il racconto

Un evento che ha coinvolto circa 600 giovani del Triveneto

Ci sono momenti in cui la domanda arriva quasi senza essere invitata: qual è il mio posto?

Succede quando cambia qualcosa, quando ricomincia la scuola, quando un’amicizia prende una strada diversa, quando bisogna scegliere che cosa fare del proprio tempo. Succede anche quando, dopo un’estate piena di Grest, campi, servizi ed esperienze, settembre rimette davanti la vita di tutti i giorni.

È proprio da questa domanda che è partito il nuovo anno del Movimento Giovanile Salesiano del Triveneto.

Sabato 19 e domenica 20 settembre circa 600 giovani provenienti dalle diverse realtà salesiane del territorio si sono ritrovati all’Istituto Don Bosco di Padova per il Meeting Giovani MGS 2026. Il titolo scelto per l’appuntamento diceva già tutto: «Postomio».

Un posto da cercare, certamente. Ma forse, ancora prima, un posto da imparare ad abitare.

Il Meeting era cominciato già sabato con il Pre-Meeting, dedicato in particolare ai ragazzi del Triennio che hanno scelto di mettersi a servizio degli altri giovani. Animazione, comunicazione, logistica, preparazione del grande gioco: dietro una giornata vissuta da centinaia di persone ci sono sempre volti, mani e ragazzi disponibili a spendersi.

È uno degli insegnamenti più semplici e più belli dello stile salesiano: il cortile funziona quando qualcuno decide di non rimanere spettatore. In fondo è quello che Don Bosco chiedeva ai suoi ragazzi fin dall’inizio: diventare protagonisti del bene, capaci di prendersi cura gli uni degli altri.

Domenica mattina Padova si è riempita poco a poco di magliette, zaini, musica, saluti e incontri. Gruppi arrivati da città diverse, storie diverse e percorsi diversi si sono ritrovati dentro la stessa grande esperienza di famiglia.

Al centro della mattinata c’è stato lo spettacolo «Posto mio», ideato e realizzato dai giovani del Don Bosco di Pordenone.

La protagonista è un’adolescente, la sua cameretta e un cuore piuttosto disordinato. Un’immagine nella quale non è difficile riconoscersi. Perché dentro ciascuno di noi convivono desideri, paure, fragilità, domande, aspettative degli altri e sogni che ancora non sappiamo bene come chiamare.

Nel corso della storia, attraverso l’incontro con gli amici e con alcune figure di santità, la protagonista scopre che trovare il proprio posto non significa diventare perfetti. Significa piuttosto imparare a conoscersi, accogliere anche ciò che di noi facciamo più fatica a comprendere e lasciare che qualcuno ci aiuti a mettere ordine.

Il tema è tornato anche durante l’Eucaristia presieduta dall’Ispettore, don Silvio Zanchetta. Il Vangelo della domenica ha ricordato ai ragazzi che il luogo nel quale Dio chiama ciascuno non è necessariamente qualcosa di lontano o straordinario. È la propria vita, così com’è: le relazioni, lo studio, le scelte, le domande, perfino quelle parti che vorremmo nascondere. Dio continua a incontrarci proprio lì.

Nel pomeriggio il cortile è tornato protagonista attraverso l’animazione e il grande gioco a stand preparato dagli animatori dell’Istituto Astori di Mogliano Veneto. Correre, collaborare, ridere, sbagliare insieme: gesti semplicissimi che, nello stile di Don Bosco, continuano a diventare occasioni per costruire amicizie vere.

Il Meeting si è concluso ricordando anche don Francesco Andreoli e Alberto Fioretto, due presenze che continuano ad accompagnare in modo particolare il cammino del Movimento Giovanile Salesiano in questo anno.

A ciascun partecipante è stata poi consegnata una Moleskine. Non soltanto un quaderno, ma un piccolo diario spirituale da portare con sé durante l’anno pastorale dedicato al tema della carità. Pagine ancora bianche, come molte delle pagine che attendono ciascuno nei prossimi mesi.

Forse «Postomio» alla fine non indica semplicemente un luogo da trovare. Il proprio posto si costruisce imparando a conoscersi, lasciandosi incontrare da Dio e scegliendo di spendere qualcosa di sé per gli altri.

Don Bosco lo aveva intuito molto bene: ogni giovane porta dentro un punto accessibile al bene. A volte serve qualcuno che ci aiuti a scoprirlo. Altre volte siamo noi a poterlo indicare a un amico.

Il Meeting è finito. Ora comincia il cammino. E la domanda rimane aperta: qual è il posto che quest’anno sei chiamato ad abitare davvero?

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