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In Etiopia sta diventando giorno dopo giorno sempre più difficile

Nella nostra zona di Gambella la situazione per ora è tranquilla, le attività continuano in modo normale, in modo quasi surreale


Carissimi amici come state?
Spero bene, la situazione in Etiopia sta diventando giorno dopo giorno sempre più difficile per la guerra civile in corso tra il governo e ribelli.

Recentemente si sono mossi vari Capi di Stato africani per fare da mediazione e speriamo fino all’ultimo che si possa attivare un dialogo di pace, ma il rumore delle armi non e' cessato.
Il centro salesiano di Addis Abeba è stato messo sotto inchiesta dalla polizia, quasi tutti i confratelli salesiani sono stati liberati, ma abbiamo ancora alcuni salesiani e lavoratori tenuti dalla polizia e dobbiamo difenderci presso dei tribunali istituiti dal governo delle accuse mosse alla nostra Congregazione.
Si tiene tra di noi una politica di riserbo per non rovinare le trattative in corso per la liberazione di tutte le persone legate ai Salesiani, specialmente per lavoro, nel centro di Addis Abeba.

Nella nostra zona di Gambella la situazione per ora è tranquilla, le attività continuano in modo normale, in modo quasi surreale, ma siamo tutti sempre attenti alle notizie che arrivano da Addis Abeba. Anche se per la nostra gente dei villaggi nella savana che non hanno radio, tv e non possono accedere a della notizie, tutto questo resta un poco lontanto.

I nostri asili sono partiti bene, a Lare, i maestri James e James, Mary è in maternità, a Gok con Mary e Martha e a Kubri con Peter e
James. I bambini sono in tutto più di 300, cerchiamo di dare a tutti un quaderno, una penna, una maglietta e un pantaloncino come divisa
della scuola, e una piccola cartella.
Molti arrivano presto alla mattina, con tanta voglia di stare insieme, di imparare e di giocare. Due ore di lezione, poi una bella pausa con biscotti e succo di frutta e poi ancora un’ora di lezione fino alle 12.
Non siamo ancora ripartiti con la libreria serale, molta gente e molti giovani sono al fiume a coltivare il granoturco per il secondo raccolto che si fa nelle terre vicino al fiume perché ancora umide dall’acqua, speriamo tra un paio di settimane di aprire la libreria.

È  da qualche mese che alcuni catechisti stanno andando nel villaggio di Pilual, un bel gruppo di famiglie ci ha chiesto di avere la chiesa e di diventare cattolici. Dopo i catechisti anch’io ho iniziato ad andare per il catechismo del giovedì e la preghiera della domenica.
È sempre molto bello iniziare una comunità, conoscere nuova gente, vedere dove abitano, sognare insieme una bella chiesa, un pozzo per
l’acqua, una scuola per i loro bambini...

Infatti ci troviamo sotto un grande albero per la preghiera, abbiamo già portato delle piccole sedie e una lavagna per la scuola e abbiamo
già trovato un terreno per la chiesa, che verra’ costruita secondo le loro usanze nuer, fango, legni e per tetto erba intrecciata bene. Per un nuovo pozzo abbiamo già avvisato una ditta e speriamo tra qualche mese possa venire a scavarlo.

E poi c’è l’incontro giornaliero con le gente dei villaggi, nell’ascolto prima di tutto dei loro problemi, delle loro necessità, di cibo e di medicine per i bambini, di una capanna dignitosa, di una
possibilità di lavoro...
Molte volte di fronte a tutte queste necessità ci sentiamo come una goccia in un mare, ma noi lavoriamo per il regno dei cieli, un regno dei cuori che sorpassa ogni difficolta’ e problema e arriva fino agli estremi confini del mondo, come il nostro.

Una grande preghiera per la pace in Etiopia, perchè possa prevalere il dialogo e la convivenza pacifica, superando tutti i problemi che ci possono essere.
Un saluto e a presto


Abba filippo

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