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Gli ultimi incontri di don Bosco con Madre Mazzarello

Il 29 agosto 1880 si tiene a Nizza l'assemblea elettiva del Consiglio generale. Don Bosco non può partecipare e delega don Cagliero a presiedere l'adunanza che si svolge in Chiesa. Madre Mazzarello è rieletta all'unanimità! Il 1881 si apre con grandi preoccupazioni per il declino della salute di madre Mazzarello.


Gli ultimi incontri di don Bosco con Madre Mazzarello

da Don Bosco

del 24 ottobre 2012

 

Il fattivo e personale interesse di don Bosco per il nostro Istituto, negli ultimi anni della vita di Maria D. Mazzarello, si esprime attraverso particolari eventi:

la decisione di trasferire la prima comunità delle FMA da Mornese a Nizza Monferrato “dopo lunghe e difficili pratiche”. Don Bosco acquista l’antico convento “Nostra Signora delle Grazie” e prevede un nuovo sviluppo dell’Istituto FMA e delle opere educative. La partenza del primo gruppo delle missionarie per l’Uruguay (11 novembre 1877); l’adunanza speciale delle direttrici e delle Consigliere generali per riflettere sulla realtà delle comunità e sulla formazione delle FMA (agosto 1878); l’edizione a stampa delle prime Costituzioni con la prefazione di don Bosco datata 8 dicembre 1879. Il testo della Regola venne consegnato alle FMA a Nizza il 3 settembre 1879; i primi Esercizi spirituali a Nizza presieduti da don Bosco (21-27 agosto 1879).

A questi ultimi furono presenti quasi 100 laiche, ma la casa non era ancora in grado di ospitare tante persone. A don Cagliero, che faceva notare che la casa non era pronta, don Bosco rispose: «Sta’ tranquillo, vedrai che la Madre saprà aggiustarsi. È Mazzarello, e ha a sua disposizione non solo i mezzi, ma anche i mezzarelli, in tale circostanza! » (Cron. III 69).

Don Bosco scrive in quei giorni alla contessa Gabriella Corsi compiaciuto nel costatare il clima della casa: «Era uno spettacolo indescrivibile il mirare la devozione, la pietà, l’allegria che in tutte traspariva» (Lettera 27 agosto 1879).

Criteri per le nuove fondazioni e prospettive missionarie

Dopo la Pasqua 1879, madre Mazzarello incontra don Bosco a Torino, gli parla delle FMA e da Lui viene informata sulle suore che si trovano a Nice e a La Navarre in Francia. Condivide con la Madre i progetti sulla casa di St. Cyr-sur-Mer che dovrà essere un orfanotrofio femminile e ripete: «Sarà un semenzaio di vocazioni, che un giorno popoleranno tutte quelle colline circostanti». In merito alle proposte di nuove fondazioni in Piemonte, don Bosco aggiunge: «Per adesso va bene accettare gli asili infantili che vi affidano; ma ci sia sempre la condizione di potervi svolgere anche l’oratorio festivo e un laboratorio per le ragazze del popolo» (Cron. III 32).

Il 10 maggio 1880 la Madre è a Torino per incontrare don Bosco al ritorno dalla Francia. La confortano le parole rassicuranti: «Le FMA lavorano, accontentano e si fanno sante». Il 15 agosto 1880 don Bosco giunge a Nizza per gli Esercizi spirituali delle signore. Dopo l’accoglienza festosa con canti e discorsi, sussurra all’orecchio della Madre: «Se avessi avuto qualche fetta di polenta sarei stato contento: ho preso una tazza di caffè stamattina alle 4 e sento il digiuno… ». Don Bosco – commenta madre Mazzarello - ha più bisogno del pranzo che della festa! (cf Cron. III 226-227).

Il 29 agosto 1880 si tiene a Nizza l’assemblea elettiva del Consiglio generale. Don Bosco non può partecipare e delega don Cagliero a presiedere l’adunanza che si svolge in Chiesa. Le elettrici sono 18; (cf Cron. III 238- 239). Madre Mazzarello è rieletta all’unanimità! Il Verbale è approvato e ratificato da don Bosco di suo pugno. Egli riafferma la fiducia in madre Mazzarello ed evidenzia l’orizzonte missionario dell’Istituto.

Gli ultimi mesi della Madre e l’apologo “profetico” di don Bosco

Il 1881 si apre con grandi preoccupazioni per il declino della salute di madre Mazzarello. Eppure il mese di gennaio è quello in cui scrive più lettere: ce ne restano 11 indirizzate alle missionarie o ad altre suore. Sono come il suo testamento!

Il 20 gennaio accompagna le missionarie a Torino per la funzione di addio. Le raggiunge poi a Sampierdarena il 1° febbraio e con loro fa il viaggio sulla nave fino a Marseille (2-4 febbraio).

Il 5 giunge in quella casa anche don Bosco che incontra la Madre e si intrattiene a lungo con lei, quindi la invita ad andare a St. Cyr-sur-Mer a riposarsi. Il 17 marzo la febbre pare darle una tregua e perciò madre Mazzarello va a visitare le sue figlie nelle case di La Navarre e di Nice. Una breve sosta e l’ultimo incontro con don Bosco. La Madre gli riferisce delle sue visite, delle sue impressioni e dei suoi timori e con semplicità gli chiede: “Padre, guarirò del tutto?”. E don Bosco racconta in tono affabile il noto apologo: «Un giorno la morte si presentò a un convento dicendo alla portinaia di seguirla. “Non posso”, rispose questa “non essendoci un’altra che mi sostituisca nel mio ufficio”.

La morte allora entrò liberamente nel convento, invitando a seguirla quante andava incontrando al suo passaggio: maestre, studenti… e perfino la cuciniera; ma ricevette da tutte la stessa risposta: “Abbiamo ancora molte cose da sbrigare”.

“Bene! – disse la morte – andiamo dalla superiora!”. Anche da lei non ebbe che una filza di buone ragioni per una proroga. La morte, però, tenne duro: “La superiora deve preceder tutte col buon esempio, sia pure nel viaggio per l’eternità. Andiamo, dunque!” E la superiora, abbassando il capo, se ne andò» (Cron. III 354-355). L’apologo non poteva essere più chiaro: madre Mazzarello lo capì e si preparò a passare all’altra riva; ormai non era lontana, mancava poco più di un mese: il 14 maggio 1881. 

Piera Cavaglià

http://www.cgfmanet.org

 

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