“Caffè Teologico” è un dialogo semplice e profondo nato in oratorio, dove le domande dei giovani incontrano la sapienza della fede cristiana senza paura e senza formule preconfezionate. Con Teofilo, “l’amico di Dio”, ogni puntata diventa un’occasione per cercare verità, luce e senso nella vita concreta. Oggi in questo Caffè Teologico parliamo di: Dio c'è davvero?
Dio esiste davvero o è solo un’idea che ci fa sentire meglio?
Se non si vede, come possiamo dire che è reale?
Non potrebbe essere una costruzione dell’uomo, una specie di storia tramandata per trovare consolazione?
Queste domande non negano la fede: la purificano. La tradizione cristiana, fin dalle origini, ha sempre accolto questi interrogativi e ha risposto senza chiedere di mettere da parte la ragione. La fede non nasce dal bisogno di credere, ma da una lettura vera della realtà.
San Tommaso d’Aquino parlava di vie che conducono a riconoscere l’esistenza di Dio. Non le chiamava “prove” in senso matematico, ma percorsi della ragione che osservano ciò che esiste con sincerità. Guardando il movimento dell’universo, la catena delle cause, l’armonia dell’ordine naturale, diceva che la mente umana può giungere a riconoscere un Principio primo, una Causa che non dipende da nessun’altra, un’Intelligenza che precede ogni cosa. Non è fantasia; è prendere sul serio ciò che la realtà mostra.
Edith Stein, da filosofa, percorre un’altra strada, più interiore ma altrettanto solida. Dice che, quando l’uomo ascolta sinceramente il proprio cuore e la propria coscienza, scopre una profondità che non si è dato da solo. È come se al fondo della persona ci fosse una luce che la sostiene dall’interno. Questa esperienza dell’interiorità, se vissuta con verità, non porta a inventare Dio, ma a riconoscere che l’essere umano non è autosufficiente: è radicato in un Altro.
La Bibbia, poi, aggiunge un tassello decisivo: Dio non resta un’ipotesi. Parla, chiama, entra nella storia di un popolo, fino a mostrarsi nel volto di Cristo. La fede cristiana non nasce da un’idea geniale dell’uomo, ma dall’iniziativa di Dio che si rivela. Per questo non diciamo semplicemente “Dio esiste”, ma “Dio si è fatto vicino”.
Ma allora la ragione può davvero arrivare a Dio?
Sì. La Chiesa afferma che la ragione può riconoscere l’esistenza di Dio. Tuttavia, solo la fede permette di entrare nel mistero del suo amore. La ragione apre la porta; la fede risponde alla voce di un Dio che non rimane muto, ma parla e si dona.
E cosa dovrei fare per accorgermene?
Non si tratta di forzare qualcosa dentro di sé, né di aspettare un’emozione particolare. Si tratta di mantenere aperta la domanda e di guardare la realtà con sincerità. Molte persone, lungo la storia, si sono accorte della presenza di Dio quando hanno riconosciuto che ciò che vedevano — fuori e dentro di loro — non si spiegava da solo.
Una domanda piccola ma onesta può aprire un cammino: “Che cosa, nella mia vita, non può essere ridotto al caso o all’istinto?”. Da lì inizia spesso il dialogo con Dio.
Parola: “I cieli narrano la gloria di Dio.” (Salmo 19,2)
Tradizione: San Tommaso d’Aquino e le vie della ragione verso Dio.
Filosofia: Edith Stein e la via dell’interiorità come incontro con l’Essere.
Magistero: Fides et Ratio, nn. 31-35.
Catechismo: Numeri 31-35 sulla conoscenza naturale di Dio.
Arte: Michelangelo, La Creazione di Adamo. Le due mani che si sfiorano non rappresentano un Dio lontano, ma un Dio che dà l’essere e chiama l’uomo alla relazione.
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