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Che mal c'è a dir bugie?

Sembra sotto anestesia, perché a differenza della verità, non fa male. Ha il naso lungo, le gambe corte, gli occhi da gatto, le mani attaccaticce come da zucchero filato, un profilo ingobbito, ripiegato su di se. È una farfalla, non è un fiore ma sta volentieri tra i fiori.


Che mal c'è a dir bugie?

da Quaderni Cannibali

del 20 luglio 2012  (function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));  

 

 

Carissimo,

Scompaiono le parole?

Quando fa comodo vengono soppresse o accantonate.

Un esempio? La bugia.

Riguarda i bambini – si dice in coro -.

           Come sostantivo sembra evanescente, di poco conto, banale. Attorno alla bugia c’è un balletto di complicità tale che la giustifica e la fa ritenere innocua: c’è la bugia benevola, amorosa, pietosa, giocosa, infantile, spontanea, dovuta, professionale, necessaria.

C’è la bugia buona, a scopo di bene, c’è la bugia vera, che va detta a onor del vero.

È talmente diffusa che ha cambiato nome: furbizia, astuzia, compromesso, trucco, raggiro.

Tutti dicono bugie: piccoli e grandi; figli e genitori, infermieri, malati, medici, ambulanti, preti e suore, fidanzati e coniugi, politici e giornalisti…

Sembra sotto anestesia, perché a differenza della verità, non fa male.

           Ha il naso lungo, le gambe corte, gli occhi da gatto, le mani attaccaticce come da zucchero filato, un profilo ingobbito, ripiegato su di se. È una farfalla, non è un fiore ma sta volentieri tra i fiori. Ruba la fluorescenza dei colori un po’ qua un po’ là perché ama travestirsi, apparire, dire quello che non si ha o non si è. Assomiglia alle nuvole che si accumulano: ti tolgono il sole, lo splendore.

Perché si dicono le bugie, tu mi chiedi con sofferenza?

Una via d’uscita c’è ti rispondo.

Il tuo prestigio non è in gioco se impari a dire pane al pane.

La sincerità è una zolla di terra dove trova radice la nostra umanità.

Da lì nasce il nostro futuro, la libertà di sognare in grande, la nostra vitalità.

La sincerità non ha prezzo perché non può essere messa in vendita.

È un viaggio misterioso tra le nostre emozioni. Non ci sono mezze verità, o mezze bugie. Il sì è sì e il no è no.

Non è un rullo compressore a differenza della menzogna, che porta alla depressione e spegne ogni slancio. Mentire è tradire la mente. La verità ti rende libero.

Muoiono le parole?

           Preferisco non rispondere. So per esperienza quanto sia vitale sapere che la sincerità, il pudore, il timore, il tremore abitano nello stesso palazzo, crescono nello stesso domicilio, vivono sotto lo stesso tetto: il cuore dell’uomo.

Sii sincero e ti sentirai restituito a te stesso, capace di relazioni, pronto a donare te stesso.

Posso farti una confidenza?

La sincerità esiste: ho conosciuto te.

La sincerità ti fa splendere così come sei alla luce del sole.

Ti avvicina agli altri e ti fa trovare te stesso.

Ci vuole una vita per imparare ad essere genuini.

Basta un attimo perché una sola bugia ti allontani da questo traguardo.

Carlo Terraneo

http://biesseonline.sdb.org

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