2^ lettera - Febbraio 2026

Don Filippo ci aggiorna sulla missione che sta portando avanti in Etiopia

Carissimi amici, come state?

Spero bene, qui è scoppiata l’estate, cioè il periodo più caldo dell’anno, temperature fisse ormai da settimane sopra i 40°, una luuuuuunga quaresima che ci porterà alla Pasqua, quest’anno faremo Pasqua il 12 aprile, insieme alla Chiesa Cristiana Ortodossa, una settimana dopo quella cattolica.

La situazione nella nostra regione continua a migliorare, grazie alla presenza dell’esercito e dei federali. Ci sono stati alcuni scontri all’inizio e alla fine di febbraio, ma poi le tensioni sono sparite. Molte persone che erano scappate dai propri villaggi non sono tornate perché hanno ancora paura, alcuni villaggi sono ancora deserti, ma speriamo che piano piano possano ritornare. Ogni giorno preghiamo per la pace, solo quando manca ci si accorge della sua importanza.

A febbraio tutte le scuole del paese fanno un periodo di vacanza di circa due settimane, tra il primo e secondo semestre, qui non ci sono le vacanze di Natale. Anche i nostri 6 asili hanno un momento di pausa. Tutti ne approfittano per andare al fiume, distante circa 7 km da Lare per raccogliere il granoturco che avevano seminato tre mesi fa, sulle rive del fiume.

Continuano molto bene le attività della parrocchia, abbiamo appena completato le visite alle varie famiglie. In questo periodo le richieste dalle famiglie sono soprattutto per il cibo, per chi non riesce a coltivarlo al fiume oppure ha qualche altro problema. Ogni settimana cerchiamo di aiutare quattro/cinque famiglie in difficoltà con del granoturco per fare la polenta, oppure con un aiuto per la salute, per pagare la visita all’ospedale o per comprare le medicine...pochi hanno dei soldi in tasca e allora vengono alla missione.

Per tutti comunque cerchiamo di dare un momento di ascolto, di dialogo, di comprensione delle difficoltà, di aiuto e sostegno se possiamo. Questo ci ricorda sempre che siamo qui non solo per portare qualche cosa, qualche aiuto, ma soprattutto per condividere la vita, le difficoltà e aiutare ad avere fiducia in se stessi, a pensare con speranza al proprio domani, a credere in Dio, prima di tutto parlandone, condividendo, sentendo che a qualcuno importa della loro vita. Poi, piano piano, si cerca di fare dei passi insieme. Alle volte è semplice e alla volte è molto complicato e ci vuole tanta preghiera.

Nelle domeniche dopo Natale abbiamo iniziato la "Grande Catechesi", siamo in tre che affrontiamo vari temi, legati insieme con il filo conduttore dei sette segni nel Vangelo di Giovanni, un’appassionante cammino di fede, trasformando l’omelia in un bel incontro interattivo.

Anche le attività nelle varie cappelle continuano, soprattutto adesso che possiamo visitarle tutte, Gok, Kubri e TiaJiak, Pilual e Qua Nual, con le catechesi e la Messa al sabato o alla domenica.

Con i giovani stiamo preparando la Festa dei Giovani Nuer, la Conference nuer, la faremo nella parrocchia di Nyinenyang dal 27 al 30 marzo con circa 500 giovani. Ora ogni parrocchia sta preparando dei canti, delle danze da condividere poi durante la festa.

È iniziata la quaresima e il primo invito è di pregare di più, per noi, per la pace, perché chi ha subito una perdita e trovi sollievo, il secondo invito è di spostare il baricentro della nostra vita da noi stessi agli altri “perché quelli che vivono non vivano più per se stessi..” dice san Paolo.

Da qui vi ricordiamo tutti volentieri e preghiamo per voi.

Grazie e a presto.

Abba filippo

 

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