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Una notte d'angoscia in cerca del padre...

Il bimbo, svegliatosi di soprassalto, non trovando nessuno, in casa si era spaventato ed era sceso in strada alla ricerca del papà. Di fronte a tanta confusione e incertezza degli adulti in campo educativo, mi viene quindi da concludere con le parole di Peguy, che scriveva...


Una notte d'angoscia in cerca del padre...

da L'autore

del 01 gennaio 2002

Il bimbo, svegliatosi di soprassalto, non trovando nessuno, in casa si era spaventato ed era sceso in strada alla ricerca del papà. Con sé aveva il Diario scolastico con i dati anagrafici, per cui ai Carabinieri è stato facile rintracciare madre e padre, denunciato poi per abbandono di minore. Di notte, solo per strada! La notte, con le sue luci e le sue ombre, le sue tenebre, affrettano anche il passo dell’adulto, che torna a casa. La notte, il bimbo che ha un brutto sogno, si rifugia nel lettone di papà e mamma, non va per strada in cerca di loro! Quanti lo avranno incontrato, senza intervenire? E se fosse capitato nelle mani di qualche malintenzionato? Alle due di notte, è difficile imbattersi per strada con premi Nobel della pace!

Caso raro? Le segnalazioni dei vari “telefoni”, che raccolgono i disagi dei bimbi e delle famiglie, dicono che sia frequente! Tra i tanti motivi, questo: ci sono troppi genitori che vorrebbero che i bimbi si comportassero da adulti e che, nel più breve tempo possibile, non avessero più bisogno di loro. Dimenticano che i bimbi non sono piccoli uomini, ma i piccoli di un uomo! Sanno crescendo e hanno bisogno di guida, di essere amati da qualcuno più grande di loro! Genitori che si comportano così, rivendicano il loro diritto alla libertà, i bimbi gliela limitano e con facilità cedono dinanzi alla fatica quotidiana del tirarli grandi!

Qualcuno di loro rimpiange i tempi di Gesù, quando gli stessi apostoli allontanavano i bambini dal Maestro, facendo né più né meno quello che faceva ogni buon fariseo dell’epoca. La demagogia dei Potenti, che si fanno fotografare mentre baciano o accarezzano dei bimbi, è un’ipocrisia che i farisei di allora non erano ancora arrivati ad imparare. Ma è pur sempre rischioso richiamarsi a quell’epoca, perché, a differenza delle mentalità correnti, Gesù accoglieva i bambini, non li allontanava: con loro era tenero, li accarezzava, li abbracciava, li prendeva sul serio, rimproverava chi li guardava con disprezzo e annunciava duri castighi per chi li scandalizzava. Sembrava quasi un’esagerazione la sua affermazione: chi accoglie un bambino, accoglie me.

Il Vangelo aveva e ha il sapore dell’infanzia, ritornasse Gesù, tra noi, ci spronerebbe a diventare bambini, se vogliamo entrare nel regno dei cieli. Ma il mondo si sta allontanando da Dio e dal Vangelo, per cui si allontana sempre più anche dai bambini. Di qui il sorgere di fenomeni che ci spaventano, perché raccontano storie di bimbi offesi, violati, feriti, rapiti, uccisi.

Di fronte a tanta confusione e incertezza degli adulti in campo educativo, mi viene quindi da concludere con le parole di Peguy, che scriveva: «Si mandano i bambini a scuola, ma io penso, dice Dio, che sia perché si dimentichino il poco che sanno. Sarebbe molto meglio mandare a scuola i genitori perché sono loro che hanno bisogno, sempre che, naturalmente, fossi io il maestro di questa scuola!”. Dio educa il suo popolo, ci diceva il cardinal Martini: forse è tempo che si prenda sul serio questa scuola di formazione! Sarebbe un bene per tutti!

don Vittorio Chiari

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