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Se la Bibbia entrasse a scuola

Se la ripresa del voto in condotta legato ai risultati scolastici e alla promozione può aiutare al ripristino dell'autorità oggi in molti casi negata e provvedere a risolvere qualcuna delle emergenze come la violenza gratuita del bullismo, l'uso distorto dei telefonini e della Rete, la maleducazione imperante e il cattivo gusto, d'altro lato la conoscenza del mondo biblico e della sua spiritualità garantisce una crescita della sensibilità...


Se la Bibbia entrasse a scuola

da Attualità

del 12 settembre 2008

In un tempo di ripresa della scuola italiana con un concerto di progetti e programmi rinnovati, mentre il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini propone un disegno di legge per il ritorno del voto in condotta agli studenti della media e del liceo, viene spontaneo pensare al ruolo positivo che potrebbe avere l’adozione della Bibbia come testo scolastico. Vicino agli eroi omerici e ai pensatori della letteratura latina avremmo i patriarchi, i profeti d’Israele, certamente non meno esemplari e affascinanti? Non vi è testo antico più pedagogicamente formativo verso la giustizia, l’onestà, la solidarietà, il dialogo e il senso del limite, il rispetto del creato, come la Bibbia. Essa ha una profonda tenerezza per il bambino e una particolare attenzione all’adolescenza. Nell’antica tradizione orale è all’adolescente che affida il deposito della fede, la storia e la tradizione dei padri (Deuteronomio 6,20): «Un giorno tuo figlio ti domanderà...». E qui poggia tutto l’impianto della narrazione che fa memoria della storia della salvezza.

 

Se la ripresa del voto in condotta legato ai risultati scolastici e alla promozione può aiutare al ripristino dell’autorità oggi in molti casi negata e provvedere a risolvere qualcuna delle emergenze come la violenza gratuita del bullismo, l’uso distorto dei telefonini e della Rete, la maleducazione imperante e il cattivo gusto, d’altro lato la conoscenza del mondo biblico e della sua spiritualità garantisce una crescita della sensibilità, una maturazione del carattere, una presa di coscienza verso l’etica sociale, il valore della vita e il senso dell’operare umano. Quello che maggiormente manca all’adolescente del terzo millennio, bombardato da messaggi contraddittori e pressanti, è la distinzione tra bene e male, cosa si deve e cosa non bisogna fare.

 

Nell’alto Medioevo, negli anni del pontificato di Agapito (535-536), Cassiodoro, statista d’eccezione, storico e scrittore spirituale vagheggia di fondare a Roma una grande Schola Christiana sull’esempio di quella antica di Alessandria d’Egitto ma più evoluta e universale. Informa il Papa che in essa maestri laici dovranno insegnare le Sacre Scritture con la stessa preparazione e zelo con cui insegnano le materie laiche e gli autori profani. Flavio Magno Aurelio Cassiodoro senatore, considerato l’inventore dell’Università moderna, è anche il primo 'profeta' dell’Europa unita: voleva fondere la civiltà romana con quella dei goti e ostrogoti usando come elemento unificante la cultura e la morale cristiana. Il 10 agosto 2008 a Squillace, patria di Cassiodoro, l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace monsignor Antonio Giliberti ha avviato con un documento ufficiale l’iter per la causa di beatificazione di Cassiodoro. Parte così l’istruttoria diocesana 'de cultu ricognoscendo' che potrebbe portare sugli altari il fondatore di 'Vivarium', un complesso di monasteri ed edifici sacri che egli costruì nei pressi del fiume Alessi tra Squillace e Copanello.

 

Antonio Tarzia

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