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Scusa, conosci una scenetta che... da Giovani per i Giovani

Al giorno d'oggi, abituati alle comunicazioni virtuali, si è un po' persa la capacità di esprimersi con la gestualità, con il linguaggio del corpo...


Scusa, conosci una scenetta che... da Giovani per i Giovani

da GxG Magazine

del 13 gennaio 2006

 

 

 

Nell’animazione dei ragazzi dei nostri oratori o nei campi-scuola utilizziamo varie volte delle forme teatrali che solitamente chiamiamo “scenette”.

Ogni campo-scuola, Grest… ha una sua storia sulla quale si sviluppano i vari momenti di riflessione, i giochi, i lavori di gruppo... Per far conoscere la storia solitamente si iniziano le attività con le scenette, ossia un momento “teatrale” in cui si recita una parte del racconto legato alla proposta formativa per poi far iniziare la riflessione tra i ragazzi su quello che hanno visto e ciò che ha detto loro. La scenetta nella maggior parte dei casi non ha un grandissimo valore artistico, ma è comunque uno strumento molto utile per aiutare i ragazzi nella riflessione.

É infatti più facile che si presti attenzione ad una scena visiva (corredata magari da qualche errore, con le seguenti risate di tutti!) piuttosto che ad una lettura semplice della storia. La scena, molte volte realizzata dagli animatori, rimane più impressa ai ragazzi che facilmente riescono a coglierne il messaggio che si vuole lasciare loro attraverso la storia. Mentre leggendo la storia, ciò che vi è raccontato può sembrare “lontano” da loro, nella scenetta quello che accade (in termini emotivi ed educativi) sembra molto più vicino e verosimile.

Nella scenetta educativa il messaggio è visivo, ossia si può realmente vedere come ci si può comportare in determinate situazioni e questo è molto più diretto e immediato per i ragazzi, piuttosto che immaginarsi la scena mentre la storia viene letta. Un gesto d’amicizia è molto più efficace per un ragazzo averlo visto con i propri occhi piuttosto che immaginarlo…; un sorriso regalato ad un amico, è certamente più efficace vederlo…

Se durante una scenetta degli animatori ci sono degli “intoppi” che fanno ridere i ragazzi, non importa… anzi. Quella risata (se “controllata” dagli animatori) aiuterà ad imprimere il messaggio. E poi… gli animatori sono un modello per i ragazzi, e se anche loro sbagliano, sono un modello “umano” che anche i ragazzi sentono di poter raggiungere.

Attraverso le scenette i ragazzi possono imparare ad esprimere le loro emozioni: con il linguaggio del nostro corpo si può ferire una persona (una risata “cattiva” o una occhiataccia), regalare un momento di serenità (un bel sorriso, una carezza)… Al giorno d’oggi, dove si comunica di più tramite cellulare o e-mail, si è un po’ persa la capacità di esprimersi con la gestualità, con il linguaggio del corpo...

Le scenette sono molto importanti nelle attività educative perché oltre a divertire, aiutano a comprendere i valori che si vogliono comunicare, catturano facilmente l’attenzione dei ragazzi e possono far vedere loro l’importanza del linguaggio dei gesti.

Michele Pez

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