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PRIMO PESCE: MARIA IMMACOLATA, IL MIO PRIMO AMORE

«A Maria affido... le speranze e le attese dei giovani


PRIMO PESCE: MARIA IMMACOLATA, IL MIO PRIMO AMORE

da L'autore

del 01 gennaio 2002

«A Maria affido... le speranze e le attese dei giovani che, in ogni angolo del pianeta, ripetono con lei:

"Eccomi, sono la serva del Signore,

si compia in me la tua parola" (Lc 1,38)...

pronti ad annunciare poi ai loro coetanei, come gli apostoli:

"Abbiamo trovato il Messia!" (Gv 1,41).

(Giovanni Paolo II, Messaggio per la XII giornata mondiale della Gioventù, 1997, n. 10)

«Maria Immacolata, il mio primo amore »: questo pensiero è di Giovanni Maria Vianney, il curato d'Ars. L'ho letto in un libro di François Trochu, quand'ero nel seminario minore.

Mia mamma ha instillato nel mio cuore questo amore a Maria fin da quando ero bambino. Mia nonna, ogni sera, dopo le preghiere della famiglia, recita ancora un rosario. Le ho chiesto la ragione: «Recito un rosario pregando Maria per i sacerdoti ». Essa non sa né leggere né scrivere, ma sono queste mamme, queste nonne, che hanno formato la vocazione nei nostri cuori.

Maria ha un ruolo speciale nella mia vita. Sono stato arrestato il 15 agosto 1975, festa dell'Assunzione di Maria. Sono partito sull' auto della polizia, a mani vuote, senza un soldo in tasca, solo con il rosario, ed ero in pace. Quella notte, sulla strada lunga 450 km, ho recitato più volte il Memorare.

Mi domanderete come Maria mi abbia aiutato a superare le tantissime prove della mia vita. Vi racconterò alcuni episodi, che rimangono ancora vivissimi nella mia memoria.

Quando da sacerdote studiavo a Roma, una volta, nel settembre del 1957, sono andato alla grotta di Lourdes per pregare la Madonna. La parola indirizzata a santa Bernadetta dall'Immacolata mi sembrò destinata anche a me: «Bernadetta, non ti prometto gioie e consolazioni in questa terra, ma prove e sofferenze ». Non senza paura ho accettato questo messaggio. Dopo aver conseguito la laurea, sono tornato in Viet Nam come professore, poi rettore del seminario, vicario generale, e vescovo di Nhatrang dal 1967. Si poteva dire che il mio ministero pastorale fosse coronato da successo, grazie a Dio.

Sono tornato a pregare più volte alla grotta di Lourdes. Mi domandavo spesso: «Forse che le parole indirizzate a Bernadetta non sono per me? Non sono insopportabili le mie croci quotidiane? In ogni caso, sono pronto a fare la volontà di Dio ».

Viene l'anno 1975, l'arresto, la prigione, l'isolamento, più di 13 anni in cattività. Adesso capisco che la Madonna ha voluto prepararmi dal 1957! «Non ti prometto gioie e consolazioni in questa terra, ma prove e sofferenze ». Ogni giorno capisco più intimamente il senso profondo di questo messaggio, e mi abbandono con fiducia nelle mani di Maria.

Quando le miserie fisiche e morali, in carcere, diventano troppo pesanti e mi impediscono di pregare, allora dico l'Ave Maria, ripeto centinaia di volte l'Ave Maria; offro tutto nelle mani dell'Immacolata, pregandola di distribuire grazie a tutti quanti ne abbiano bisogno nella Chiesa. Tutto con Maria, per Maria e in Maria.

Non soltanto prego Maria domandandole la sua intercessione, ma spesso le chiedo: «Madre, che cosa posso fare per te? Sono pronto a eseguire i tuoi ordini, a realizzare le tue volontà per il regno di Gesù ». Allora, una pace immensa invade il mio cuore, non ho più paura.

Quando prego Maria, non posso mai dimenticare san Giuseppe, suo sposo: è un desiderio di Maria e di Gesù, che hanno un grande amore verso san Giuseppe, con titoli specialissimi.

Maria Immacolata non mi ha abbandonato. Mi ha accompagnato lungo tutta la marcia nelle tenebre delle carceri. In quei giorni di prove indicibili, ho pregato Maria con tutta semplicità e fiducia: «Madre, se tu vedi che non potrò più essere utile alla tua Chiesa, concedimi la grazia di consumare la mia vita in prigione. Ma se tu invece sai che potrò ancora essere utile alla tua Chiesa, concedimi di uscire di prigione nel giorno di una tua festa! ».

Un giorno di pioggia, mentre sto preparando il mio pranzo, sento squillare il telefono delle guardie. «Forse questa telefonata è per me! È vero, oggi è il 21 novembre, festa della Presentazione di Maria al Tempio! ».

Cinque minuti dopo, arriva la mia guardia: - Signor Thuan, lei ha mangiato?

- Non ancora, sto preparando.

- Dopo mangiato, si vesta bene e vada a vedere il capo.

- Chi è il capo?

- Non lo so, ma mi hanno detto di avvisarla. Buona fortuna!

Un'automobile mi ha condotto in un palazzo, dove ho incontrato il Ministro dell'Interno, cioè della Polizia. Dopo i saluti di cortesia, mi ha domandato:

- Lei ha un desiderio da esprimere?

- Sì, voglio la libertà.

- Quando?

- Oggi.

E rimasto molto sorpreso. Spiego:

- Eccellenza, sono stato in prigione abbastanza a lungo; sotto tre pontificati, quello di Paolo VI, di Giovanni Paolo I e di Giovanni Paolo II. E inoltre, sotto quattro Segretari generali del Partito comunista sovietico: Breznev, Andropov, Cernenko, Gorbaciov!

Lui,si mette a ridere, e fa segno con la testa: - E vero, è vero!

E voltandosi verso il suo segretario, dice: - Fate il necessario per esaudire il suo desiderio.

Di solito, i capi hanno bisogno di tempo per sbrigare almeno le formalità. Ma in quel momento ho pensato:

- Oggi è la festa della Madonna, la Presentazione. Maria mi libera. Grazie a te, Maria.

Il momento in cui mi sento più figlio di Maria è nella santa messa, quando pronuncio le parole della consacrazione. Sono identificato a Gesù, in persona Christi.

Mi domandate chi è Maria per me nella radicale scelta di Gesù? Sulla croce, Gesù ha detto a Giovanni: «Ecco tua madre!» (Gv 19,29). Dopo l'istituzione dell' eucaristia il Signore non avrebbe potuto lasciarmi niente di più grande di sua Madre.

Per me, Maria è come un vangelo vivente, tascabile, a larga diffusione, più accessibile della vita dei santi.

Per me, Maria è mia Madre, datami da Gesù. La prima reazione di un bambino quando ha paura, è in difficoltà o soffre, è quella di chiamare: « Mamma, mamma! ». Questa parola è tutto per il bambino.

Maria vive completamente per Gesù. La sua missione fu di condividere la sua opera di redenzione. Tutta la sua gloria viene da Lui. Cioè, la mia vita non varrà nulla se mi separo da Gesù.

Maria non si preoccupava solo di Gesù, ma mostrò la sua premura anche per Elisabetta, per Giovanni e per gli sposi di Cana.

Amo molto la parola di santa Teresa di Gesù Bambino: « Voglio tanto essere prete per poter parlare di Maria a tutti ».

Prima correvo da Maria, Madre del perpetuo soccorso; adesso ascolto Maria che mi dice: «Fate tutto ciò che vi dirà Gesù» (Gv 2,5) e spesso domando a Maria: «Madre, che cosa posso fare per te? ». Rimango sempre un bambino, ma un bambino responsabile che sa condividere le sollecitudini di sua mamma.

La vita di Maria si riassume in tre parole: Ecce, Fiat, Magnificat.

«Ecco l'ancella del Signore »: Ecce (Lc 1,38).

« Si faccia di me secondo la tua parola »: Fiat (Lc 1,38).

« L'anima mia magnifica il Signore »: Magnificat (Lc 1,46).

Preghiera

MARIA, MIA MADRE

Maria, Madre mia, Madre di Gesù, Madre nostra, per sentirmi unito a Gesù e a tutti gli uomini, miei fratelli, voglio chiamarti Madre nostra. Vieni a vivere in me, con Gesù tuo amatissimo Figlio, questo messaggio di rinnovamento totale, nel silenzio e nella veglia, nella preghiera e nell'offerta, nella comunione con la Chiesa e con la Trinità, nel fervore del tuo magnificat unito a Giuseppe, tuo santissimo sposo, nel tuo umile e amoroso lavoro per portare a compimento il testamento di Gesù, nel tuo amore per Gesù e Giuseppe, per la Chiesa e l'umanità, nella tua fede incrollabile in seno alle tante prove sopportate per il Regno, nella tua speranza, che ininterrottamente agisce, di costruire un mondo nuovo di giustizia e di pace, di felicità e di vera tenerezza, nella perfezione delle tue virtù, nello Spirito Santo, per divenire testimone della Buona Novella, apostolo del vangelo.

In me, o Madre, continua a operare, a pregare, ad amare, a sacrificarmi; continua a compiere la volontà del Padre, continua a essere la Madre dell'umanità. Continua a vivere la passione e la risurrezione di Gesù. O Madre, mi consacro a Te, tutto a Te, ora e per sempre. Vivendo nel tuo spirito e in quello di Giuseppe, io vivrò nello spirito di Gesù, con Gesù, Giuseppe, gli angeli, i santi, e tutte le anime. Ti amo, o Madre nostra, e condividerò la tua fatica, la tua preoccupazione e il tuo combattimento per il regno del Signore Gesù. Amen.

Nell'isolamento a Hanoi

(Nord Viet Nam),

1°  gennaio 1986,

Solennità di Maria SS. Madre di Dio

card. François Xavier Nguyen van Thuan

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