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Premio Sakharov a Malala

Il Premio Sakharov 2013 per la libertà di pensiero del Parlamento europeo è stato assegnato a Malala Yousafzai, la ragazzina pachistana ferita gravemente un anno fa dai Talebani in un attentato.


Premio Sakharov a Malala

del 22 ottobre 2013

 

 

Il Premio Sakharov 2013 per la libertà di pensiero del Parlamento europeo è stato assegnato a Malala Yousafzai, la ragazzina pachistana ferita gravemente un anno fa dai Talebani in un attentato. Malala è "una ragazza eroica" e il premio Sakharov è stato "deciso all'unanimità", ha detto il presidente dell'Europarlamento Martin Schulz. Il premio sarà consegnato durante la sessione plenaria del Parlamento europeo a novembre. "Attivista coraggiosa per l'istruzione - ha detto Schulz - ci ricorda il nostro dovere verso i bambini, in particolare verso le bambine".

"Malala - ha commentato il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo Joseph Daul - impersona la lotta per l'istruzione delle ragazze in aree in cui il rispetto per le donne e per i loro diritti fondamentali è completamente ignorato. E' un'icona del coraggio per tutte le adolescenti che osano perseguire le loro aspirazioni e che, come una candela, illumina il percorso fuori dall'oscurità"."E' assurdo - ha fatto eco il capogruppo dell'Alleanza dei socialisti e democratici all'Europarlamento, Hannes Swoboda - che oggi donne e ragazze debbano ancora lottare per l'eguaglianza e l'istruzione. Il premio Sakharov simboleggia l'apprezzamento dei suoi sforzi e dovrebbe ricordare a tutti noi che l'eguaglianza ed il diritto all'istruzione non possono essere dati per scontati".

La storia di Malala subisce una drastica svolta il 9 ottobre del 2012, quando, allora quindicenne, viene ferita al collo e alla testa da un talebano dopo che tornava da scuola su un bus. Il mezzo fu fermato, il miliziano salì sul bus e domandò: ''Chi è Malala?''. Nessuno rispose, ma gli sguardi si concentrarono su quella bambina che, da anni, raccontava come una fatwa impedisse alle bambine e alle ragazze di studiare. Insieme a lei furono ferite anche due sue compagne di scuola, Sacia Ramzan e Kainar Riaz, in modo meno grave. Le condizioni di Malala, invece, furono subito giudicate serie. Trasferita in un primo momento nell'ospedale di Peshawar, capoluogo della provincia di Khyber Pakhtunkhwa, con un elicottero inviato dal premier Raja Pervez Ashraf, l'equipe medica consigliò di trasferirla in un ospedale all'estero ''per salvarla''.

Venne scelto l'ospedale Queen Elizabeth di Birmingham, in Gran Bretagna, dove ha subito una delicata ricostruzione del cranio e dal quale venne dimessa solo l'8 febbraio scorso. A marzo è potuta tornare a scuola, la Edgbaston High School di Birmingham. Da allora il suo impegno a favore dell'istruzione femminile ha subito un'accelerazione. Ha scritto un libro, le sue memorie intitolate 'I'm Malala', uscite in occasione del primo anniversario dell'attentato contro di lei. Dura la reazione del movimento dei talebani pakistani, il Tehreek-e-Taliban Pakistan (Ttp): “Malala – ha detto all'Afp il portavoce del gruppo, Shahidullah Shahid - non ha fatto nulla per meritare il premio che le hanno assegnato i nemici dell'Islam perché ha abbandonato la religione musulmana ed è diventata laica" e proveremo di nuovo ad ucciderla. 

 

 

 

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