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Omelia: Vale chi si fa servo!

Il vangelo di questa domenica ha un accenno al servizio. Quanta fatica, quanto tempo occorre per scorgere negli avvenimenti faticosi, duri della nostra vita quotidiana il segno di una presenza, misteriosa ma vera, che vuole fare di noi dei “collaboratori” per la salvezza del mondo.


Omelia: Vale chi si fa servo!

da Teologo Borèl

del 19 settembre 2012  (function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));  

 

Letture: Sapienza 2, 12-20 Giacomo 3, 16-4,3 Marco 9, 30-37

           Siamo all’inizio di un nuovo anno di lavoro: ogni inizio ha il profumo della primavera, l’entusiasmo della novità, la speranza del mattino. Il vangelo di questa domenica ha un accenno al servizio: vorrei tentare una riflessione su questo tema per riscaldare il tuo cuore e spronare la tua volontà a vivere questa dimensione centrale del messaggio cristiano in un’ottica di verità e di concretezza.

1. Nuovo annuncio della Passione: ci sono molte ripetizioni nei vangeli, ma non sono mai casuali. La moltiplicazione dei pani, la disputa fra i discepoli su chi fosse il più grande, la replica del Maestro a queste pretese, l’abbraccio di Gesù ai bambini sono episodi che Marco riferisce due volte. L’annuncio della passione è ribadito addirittura tre volte, sempre accompagnato da una reazione riprovevole da parte dei discepoli, incapaci di capire una proposta di vita che appare del tutto insensata.

          Domenica scorsa abbiamo visto la reazione di Pietro e la conseguente risposta di Gesù: “Tu ragioni secondo gli uomini e non secondo Dio!”  Nel brano odierno continua nei discepoli questa incapacità di comprendere ed accettare lo scandalo della passione e morte di Gesù, riconosciuto come il Messia, come Dio! Marco annota: “Essi non osavano porgli alcuna domanda”: essi sanno per esperienza che quando si tocca questo punto il Maestro diventa duro, intransigente.

          Non è la nostra condizione? Quanta fatica, quanto tempo occorre per scorgere negli avvenimenti faticosi, duri della nostra vita quotidiana il segno di una presenza, misteriosa ma vera, che vuole fare di noi dei “collaboratori” per la salvezza del mondo. Nota che la croce, la fatica, la sofferenza acquistano un sapore di salvezza per il mondo solo se partono da un cuore che ama e proprio per questo vive e offre tutto con Gesù al Padre.

          Ogni volta che nel cuore della Messa sentiamo ripetere le parole “Questo è il mio corpo…. Questo è il mio sangue” dovremmo pensare che è in gioco il corpo e il sangue di me, di te che “partecipi” al dono di Gesù; solo così la Messa è vera, viva e la nostra piccola croce consacrata e trasfigurata.

          2. Diventare servo: la mancata sintonia con il pensiero di Cristo conduce inevitabilmente al ripiegamento sulle convinzioni degli uomini e l’episodio narrato nella seconda parte del brano ne dà conferma.  Essi, i discepoli, continuano a seguirlo verso Gerusalemme, ma proprio lungo la via che conduce alla croce, coltivano sogni opposti a quelli di Gesù. Non è così anche per noi? Tante parole, tanti bei sentimenti, tanti propositi di bene e poi… i nostri pensieri e le nostre energie sono indirizzate a dare la caccia ai primi posti, ad “essere i più grandi”, a fare in modo che tutti ci battano le mani e riconoscano la nostra bravura!

          Marco costruisce accuratamente la scena. Mentre i discepoli imbarazzati tacciono, il Maestro si siede, assume cioè la posizione del rabbino che si appresta a impartire una lezione importante; poi chiama a sé i discepoli, perché li sente lontani e infine pronuncia il suo solenne giudizio sulla vera grandezza dell’uomo: “Se uno vuole essere il primo , sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti”. 

Vorrei rivolgermi ora soprattutto ai giovani e ai loro Educatori, che leggeranno queste righe e fare con loro e per loro alcune riflessioni.

          Gesù ci parla con chiarezza inequivocabile di servizio, che per Lui si spingerà fino a lavare i piedi ai suoi apostoli e a donare tutto se stesso sulla croce. Dunque questo atteggiamento non è un tassello trascurabile, ma un muro portante nella costruzione della identità cristiana.

          Molti risolvono il problema del servizio mettendo mano al portafoglio: offrono soldi grazie ai quali certe realizzazioni sono possibili; altri ritengono di servire i poveri inviando loro aiuti di vario genere….

Qui c’è un primo equivoco: il servizio è sempre e solo visto in funzione degli altri.

          “Ama il prossimo tuo come te stesso!” L’amore per gli altri passa attraverso un sano amore verso se stessi! Lo stesso vale per il servizio: devi servire te! come? Per te che sei giovane e vuoi essere un credente in Gesù, il primo servizio è conoscere Gesù e il suo messaggio. È nota l’ignoranza religiosa che caratterizza i cattolici italiani (e non solo!).   E allora comprendi perché in tutti questi anni mi sono dato da fare per la scuola di Teologia per giovani: perché quando la fede si sposa con la ragione e la conoscenza e in esse trova solidità e forza, allora diventa adulta e quindi capace di “rendere ragione della speranza” di cui è portatrice.

          Che senso ha essere cristiani in chiesa soltanto?  Occorre che la fede informi la nostra vita e sia parlante là dove operiamo e viviamo. Chi porta Gesù (la fede in lui) nelle Università? Dove sono i cristiani nel mondo della cultura? Ecco un servizio stupendo da offrire ai tuoi compagni di corso: invitarli, insistendo “a tempo e fuori tempo”, a partecipare a qualcosa di bello e di arricchente. È chiaro che chi propone deve essere entusiasta e convinto della proposta che fa: la gioia contagia!

          Tu che sei studente non hai grandi possibilità economiche né tantissimo tempo: sei ancora in un tempo di formazione “culturale” della fede. Pensaci e decidi di fare qualcosa in questo campo per te!

          E quest’anno hai una ragione in più: siamo nell’anno della fede, momento propizio per far camminare il tuo cuore e la tua mente verso Gesù.

Coraggio! 

          3. L’esempio del Papa: ti lascio alla lettura di parte dello stupendo  discorso rivolto da Benedetto XVI ai giovani (cristiani e musulmani) del Libano.

          “La Chiesa ha fiducia in voi. Conta su di voi. Siate giovani nella Chiesa! Siate giovani con la Chiesa! La Chiesa ha bisogno del vostro entusiasmo e della vostra creatività! La giovinezza è il momento in cui si aspira a grandi ideali e il periodo in cui si studia per prepararsi ad un mestiere ed ad un futuro. Ciò è importante e richiede tempo. Cercate ciò che è bello, e abbiate il gusto di fare ciò che è bene! Testimoniate la grandezza e la dignità del vostro corpo che «è per il Signore». Abbiate la delicatezza e la rettitudine dei cuori puri! Nella scia del beato Giovanni Paolo II, anch’io vi ripeto: «Non abbiate paura. Aprite le porte dei vostri spiriti e dei vostri cuori a Cristo!». L'incontro con Lui «dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva». In Lui, troverete la forza e il coraggio per avanzare sulle strade della vostra vita, superando le difficoltà e la sofferenza. In Lui, troverete la sorgente della gioia. Cristo vi dice: Vi do la mia pace!. Qui è la vera rivoluzione portata da Cristo, quella dell'amore.

          Le frustrazioni presenti non devono condurvi a rifugiarvi in mondi paralleli come quelli, tra gli altri, delle droghe di ogni tipo, o quello della tristezza della pornografia. Cercate e vivete relazioni ricche di amicizia vera e nobile. Abbiate iniziative che diano senso e radici alla vostra esistenza, contrastando la superficialità e il facile consumismo! Voi siete sottoposti ugualmente ad un'altra tentazione, quella del denaro, questo idolo tirannico che acceca al punto da soffocare la persona e il suo cuore. Gli esempi che vi circondano non sono sempre i migliori. Molti dimenticano l'affermazione di Cristo che dice che non si può servire Dio e il denaro (cfr Lc 16,13). Cercate dei buoni maestri, delle guide spirituali che sappiano indicarvi la strada della maturità, lasciando ciò che è illusorio, ciò che è apparenza e menzogna.

          Siate i portatori dell'amore di Cristo! Come? Volgendovi senza riserve verso Dio, suo Padre, che è la misura di ciò che è giusto, vero e buono. Meditate la Parola di Dio! Scoprite l'interesse e l'attualità del Vangelo. Pregate! La preghiera, i Sacramenti sono i mezzi sicuri ed efficaci per essere cristiani e vivere «radicati e costruiti su di lui [su Cristo], saldi nella fede ». L'Anno della fede che sta per iniziare sarà l'occasione per scoprire il tesoro della fede ricevuta con il Battesimo. Potete approfondire il suo contenuto grazie allo studio del Catechismo, affinché la vostra fede sia viva e vissuta. Allora diventerete, per gli altri, testimoni dell'amore di Cristo. In Lui, tutti gli uomini sono nostri fratelli. La fraternità universale che Egli ha inaugurato sulla Croce riveste di una luce splendente ed esigente la rivoluzione dell'amore”.

 

Don Gianni

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