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Lettera dei Vescovi delle Diocesi del Triveneto agli Insegnanti di religione cat...

Se è compito della scuola educare istruendo, è tempo di ravvivare i legami tra scuola, famiglia e comunità cristiane per affrontare insieme una vera e propria emergenza dell'educazione: la scuola dell'autonomia trae infatti la sua originale ricchezza dal rapporto con le realtà presenti sul territorio...


Lettera dei Vescovi delle Diocesi del Triveneto agli Insegnanti di religione cattolica.

da Teologo Borèl

del 15 ottobre 2007

Agli Insegnanti di Religione Cattolica delle scuole,

grazia e pace dal Signore Ges√π Risorto, speranza del mondo!

 

Cari Insegnanti, vi scrivo a nome dei Vescovi del Triveneto, anzitutto per ringraziarvi per il delicato ministero che svolgete con dedizione nella scuola. Desideriamo anche sottoporvi alcune considerazioni sullo status dell’insegnamento della religione oggi, e comunicarvi le nostre speranze per il futuro.

La scuola, luogo di dialogo e d’incontro tra diverse generazioni e tra studenti anche di differente provenienza e cultura, è come un grande laboratorio ove voi, insegnanti di religione cattolica, contribuite a realizzare un profilo alto del confronto tra linguaggi, segni e significati spirituali e religiosi del patrimonio culturale, artistico, scientifico e tecnologico di ieri e di oggi. Aiutate così i giovani ad allargare gli spazi della razionalità e a trovare punti di riferimento per apprendere che cosa sia e che cosa significhi essere uomo.

La presenza numerosa di alunni di altre nazioni e appartenenze etniche, culturali e religiose, rappresenta una sfida per la scuola, che avverte con sensibilità il problema della loro accoglienza ed integrazione. In questo contesto siete chiamati a testimoniare e documentare la tradizione cristiana e quelle verità e valori, che le sono propri e che non contraddicono le esigenze della ragione umana, ma possono anzi illuminarsi attraverso il confronto critico con le diverse forme del pensiero e presenze religiose nel territorio. L’ insegnamento della religione cattolica offerto a tutti gli alunni che ne apprezzano la qualità culturale e formativa, è chiamato a rinnovarsi continuamente grazie alla vostra competenza professionale e alla formazione permanente, che vi viene offerta da vari istituti, ma nello specifico dal vostro Ufficio Diocesano, che annualmente la ripropone con una particolare attenzione alla valorizzazione delle risorse territoriali, alla trattazione di tematiche attuali per la società civile e per gli studenti.

Importanti esponenti del mondo culturale auspicano altresì che in questo laboratorio trovi uno specifico spazio lo studio della Bibbia, documento storico-letterario e rivelazione divina per gli Ebrei e per i Cristiani. Voi insegnanti di religione vantate una particolare competenza per avviare gli studenti a conoscere e ad interrogare le pagine bibliche, con riguardo all’età, ai metodi dell’indagine filologica, storica e archeologica e alla interpretazione critica. Il più vero approccio ai libri della Bibbia aiuta a riconoscere in essa la testimonianza di religioni – l’ebraica e la cristiana – che offrono esperienza di libertà e di liberazione: dal caos, dalla schiavitù anche sociale, dalla superstizione e prima ancora dalla schiavitù del male che pesa nel cuore.

Molti di voi sono stati assunti nei ruoli organici della scuola e lo Stato italiano ha in questo modo riconosciuto alla cattedra dell’insegnamento della religione cattolica uno status di stabilità e dignità pari alle altre discipline. Questa stabilità rinnova l’opportunità per tutti voi di inserirvi con sempre maggiore proficuità nei contesti scolastici nei quali operate, diventando anche punto di riferimento, grazie alla capacità in quanto cristiani di creare un clima di ascolto e di collaborazione.

Questo riconoscimento costituisce inoltre l’occasione per riscoprire in termini ancor più approfonditi il significato della idoneità all’insegnamento della religione cattolica, che avete ottenuto dal vostro Vescovo: essa è segno di un rapporto permanente di comunione e di fiducia, vincolo destinato ad arricchirsi con l’esercizio stesso della professione docente.

 

L’idoneità riconosciuta dal Vescovo è per la scuola, gli studenti e le famiglie, garanzia di onestà morale e di competenza. La vostra professione domanda perciò non solo una solida formazione in ingresso, ma anche in itinere. A tale formazione non deve mancare la dimensione spirituale, che si alimenta nella comunione ecclesiale e si consolida anche con una partecipazione attiva alla vita della propria comunità sul territorio. L’appartenenza ad una concreta comunità parrocchiale aiuta infatti a riconoscere meglio ciò di cui la società e i giovani hanno bisogno e insieme ciò che serve nella scuola stessa per essere davvero comunità educante: come scriveva il card. Ratzinger appena pochi giorni prima della sua elezione al pontificato, servono “uomini toccati da Dio, perché Dio possa abitare tra gli uomini” (cfr L’Europa di Benedetto nella crisi delle culture, 2005). Inoltre, se è compito della scuola educare istruendo, è tempo di ravvivare i legami tra scuola, famiglia e comunità cristiane per affrontare insieme una vera e propria emergenza dell’educazione:  la scuola dell’autonomia trae infatti la sua originale ricchezza dal rapporto con le realtà presenti sul territorio.

Siamo vicini al vostro quotidiano lavoro che apprezziamo molto per l’impegno e la generosità. Vi accompagni la nostra preghiera e benedizione.

 

 

     + Cesare Nosiglia, Vescovo di Vicenza

Delegato per l’Educazione cattolica e la scuola

 

 

Vicenza, 4 Ottobre  2007.

Festa di San Francesco di Assisi

Conferenza Episcopale del Triveneto

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