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Il Rosario: un tesoro da riscoprire (parte6)

Attraverso le 10 Ave Maria, durante le quali prego per una persona, io cresco anche nella carità: entro in comunione con la sua vita e chiedo a Dio per mezzo di Maria che in quella persona si realizzi il progetto di Dio, la sua volontà e sappia dire di sì, sappia accogliere con disponibilità quanto le viene chiesto.


Il Rosario: un tesoro da riscoprire (parte6)

 

Recitare il Rosario è fare comunione con...

Quando ero piccolo, esistevano delle corone del Rosario che erano il sogno di ogni ragazzino. Avevano i grani in vetro con innumerevoli sfaccettature e ogni decina aveva il suo colore: bianco, rosso, giallo, blu, verde. Era il Rosario «missionario»! Ad ogni colore corrispondeva un continente; non imparai mai ad abbinare un continente al suo colore giusto, ma con il passare degli anni mi resi conto della ricchezza di quella trovata «puerile». Pregando le Ave Maria, ti mettevi in comunicazione con i missionari di tutto il mondo, quelli noti e quelli sconosciuti, pregavi per il Regno di Dio sparso su tutta la terra...

La forma della corona è quella di una catena di grani: suggerisce l'idea di un qualcosa che unisce, che crea comunione. Proprio così!

Stando con un gruppo quest'estate, ho visto che lo recitavano in questo modo: prima di ogni decina, uno, a turno, suggeriva un'intenzione. Si trattava di persone in situazioni difficili, amici lontani, coppie in crisi, altri che si preparavano a scelte importanti, le vocazioni, problemi riguardanti il gruppo... ; qualcuno invitava a pregare per i sacerdoti, gli ammalati, gli anziani...

Quale vasta rete di unità si crea! In Maria ci troviamo tutti figli suoi e possiamo presentare a lei le nostre difficoltà, le nostre gioie, il nostro grazie...

Ma c'è di più: attraverso le 10 Ave Maria, durante le quali prego per una persona, io cresco anche nella carità: cerco di capire di più i problemi, le sofferenze, la situazione di quella persona; cerco di fare mio il suo mondo, entro in comunione con la sua vita e chiedo a Dio per mezzo di Maria la cosa più grande: che in quella persona si realizzi il progetto di Dio, la sua volontà e sappia dire di sì, sappia accogliere con disponibilità quanto le viene chiesto.

È un'esperienza straordinaria ricordare le persone con le quali si hanno avuto delle tensioni, con cui non si va d'accordo o che facciamo fatica a perdonare. Pregare per costoro è il primo passo verso la Riconciliazione, è avere la forza per andare loro incontro e riprendere insieme la strada.

Penso agli animatori dei nostri gruppi, ai catechisti; per loro il Rosario può diventare l'occasione di ricordare a Maria i ragazzi loro affidati! Questo ci mette nel clima giusto per essere Educatori.

Il Rosario crea comunione! Recitato in gruppo, in famiglia, unisce il gruppo, la famiglia, dà un nuovo modo di stare insieme, di accogliersi, di affrontare i problemi. Si tocca con mano come davvero Maria è la Madre della Chiesa!

Infine, come si può leggere il giornale, ascoltare le notizie della TV senza farle diventare oggetto di preghiera? Ecco un altro inesauribile modo con cui recitare il Rosario. Nulla è banale quando è fatto per amore! Lo so che sovente si tratta difatti e problemi più grossi di noi: affidarli a Maria è segno di umiltà e di fiducia in lei.

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