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I cristiani siano missionari anche nel web

Credo che siamo molto assenti, latitanti, non solo su internet. Nei media i profeti di menzogna sono molto presenti e aggressivi, portano tanto veleno e ci accorgiamo dei frutti di questo veleno. E' devastante e lo dico con assoluta cognizione di causa. Dovremmo fare nostra la Parola di Dio: “Guai a me se non testimoniassi”...


I cristiani siano missionari anche nel web

 

del 18 dicembre 2012

 

 

          A sei giorni dal primo tweet di Benedetto XVI, il suo account, in otto lingue, @Pontifex, ha superato i due milioni di follower. In un’intervista al Catholic News Service, mons. Paul Tighe, segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ha esortato sacerdoti, religiosi e laici a “dare un’anima ad internet” e a non rinunciare alla sfida presentata da Twitter. Un invito rivolto anche ai movimenti.

Abbiamo intervistato Chiara Amirante, fondatrice della Comunità “Nuovi Orizzonti.

          Ritengo questo invito già da tempo rivolto anche a noi che abbiamo iniziato andando nelle strade per incontrare i giovani, soprattutto giovani in situazione di disperazione, per portare un messaggio di speranza. Poi ci siamo accorti anche di quante ore, ormai, i giovani e non solo i giovani passano su internet e quanti bombardamenti, certamente non positivi, si ricevono su internet. Per cui, utilizzare questi nuovi areopaghi per portare un messaggio di gioia, di pace, di speranza, di luce, è assolutamente urgente. Giudico questa iniziativa del Papa una cosa meravigliosa perché è assolutamente in piena linea con questo invito che lui fa a tutti noi di nuova evangelizzazione. Già Giovanni Paolo II, parlando per la prima volta di nuova evangelizzazione, aveva sottolineato il concetto di “nuova” non certo nei contenuti perchè resta sempre la grande buona e meravigliosa notizia del Vangelo, ma nell’ardore e nelle modalità di comunicazione ed espressione. Quindi, oggi si comunica continuamente attraverso internet. Molte sono state le critiche quando Benedetto XVI è approdato su Twitter. Credi che la presenza cattolica sia ancora debole e soprattutto incapace di rispondere chiaramente…

          Certamente, siamo un po’ latitanti. Per essere stati raggiunti da una notizia straordinaria come quella del cristianesimo, sembra che noi cristiani spesso dormiamo, però magari fanno sempre più rumore quelli che attaccano, quelli che sono irrispettosi… C’è da dire che anche il successo che ha avuto il Santo Padre su Twitter è stato un bel segno perché ha avuto subito tantissimi follower, per cui è segno che ci sono anche tante persone desiderose di ascoltare, di vivere quanto lui ci comunica. Noti comunque che ci sia una sorta di debolezza della risposta cristiana su internet?           Credo che siamo molto assenti, latitanti, non solo su internet… Nei media i profeti di menzogna sono molto presenti e aggressivi, portano tanto veleno e lo vediamo nelle scuole, ci accorgiamo dei frutti di questo veleno che passano attraverso i media alle nuove generazioni. E’ un veleno devastante e lo dico con assoluta cognizione di causa. Dovremmo fare nostra la Parola di Dio. “Guai a me se non testimoniassi”: dice san Paolo e ci invita ad annunciare la Buona Notizia sui tetti. Sicuramente facciamo troppo poco o lo facciamo in maniera molto disincarnata: non riusciamo a presentare il Vangelo con quelle caratteristiche straordinarie di una parola che ci viene consegnata dal Signore della Creazione che conosce il nostro cuore meglio di chiunque altro e quindi dà risposte fondamentali alle esigenze fondamentali del cuore umano, la Parola di Dio dà risposte all’uomo di oggi. Il Santo Padre lo sa fare molto bene, ma troppo spesso viene strumentalizzato da persone che non credo siano sempre di buona fede perché se uno fosse un ricercatore onesto della verità si renderebbe conto che i messaggi che il Santo Padre dà sono belli e universali al di là di quello che possa essere il credo, la fede o il non credo di ciascuno, quindi vanno rispettati a prescindere dalle proprie ideologie.

Su Facebook, Chiara, tu sei molto presente e ogni volta che metti qualche link, immagine o frase hai sempre tantissime persone che cliccano “mi piace”…           E’ un segno assolutamente positivo che ha sorpreso anche me! Io sono su Facebook perché un’altra persona aveva creato una pagina e la gente era convinta di parlare con me, allora a quel punto ho pensato che visto che in comunità si prova a vivere una frase del Vangelo ogni giorno e questa esperienza ci sta cambiando la vita, ho creduto che si potesse comunicare questa Parola di luce -come la chiamiamo noi - a tutti gli amici, usando questo mezzo veloce. Quindi, è partita così la mia presenza su Facebook. Mi ha stupito che, in pochissimo tempo, non solo si siano iscritti più di 45 mila alla pagina ma in una settimana ci sia stato un milione di persone che seguono e si collegano a queste iniziative che noi chiamiamo “parole di luce”. Questo mi conferma che c’è sete di spiritualità anche su internet e ci sono tante persone desiderose di fare un percorso insieme usando i vari mezzi di comunicazione.

 

 

Benedetta Capelli

 

http://it.radiovaticana.va

 

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