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Don Filippo ci scrive.... n°44

Un saluto da Gambella e specialmente dagli amici di Matar, dove sabato 1 marzo abbiamo inaugurato la nuova Chiesa: una bellissima festa!!! Sono arrivati da tanti villaggi, da Nyinenyang letteralmente due camion di persone, da Muon, Bareyrual, Tormorok, Kodokuen, Kambo, Biromitol, Lare...


Don Filippo ci scrive.... n°44

del 03 marzo 2014

 

 

 

 

Carissimi amici, come state?

 

Un saluto da Gambella e specialmente dagli amici di Matar, dove sabato 1 marzo abbiamo inaugurato la nuova Chiesa: una bellissima festa!!!!

Era ormai da un mese che preparavamo questo giorno ed è andato tutto molto bene. Il giorno prima alla sera abbiamo iniziato a preparare il cibo: uccidendo tre grosse mucche e varie pecore, cominciando a cucinare la polenta, mentre il coro faceva le prove fino a tarda notte e riprendendo alla mattina presto, per dire a tutto il villaggio che quel giorno c’era qualche cosa di speciale nella nostra Chiesa.

Sono arrivati da tanti villaggi, da Nyinenyang letteralmente due camion di persone, da Muon, Bareyrual, Tormorok, Kodokuen, Kambo, Biromitol, Lare… chi alla sera prima, chi alla mattina. Poi tutti insieme siamo andati all’entrata del villaggio ad aspettare e accogliere il Vescovo, abba Angelo, che verso le 9.00 del mattino è arrivato da Gambella, c’erano con lui anche parecchi preti locali e suore del Vicariato e vari salesiani. Dopo un breve ristoro, abbiamo iniziato la Messa, intanto il caldo e l’afa che già in queste settimane avevano esagerato raggiungendo durante il giorno 45° e oltre, all’ombra, si facevano già sentire.

Inaugurare una Chiesa non è una cosa di tutti i giorni, ci sono varie cose da fare: la prima abbiamo girato attorno alla Chiesa per ben tre volte, cantando e esultando, mentre il Vescovo benediva la Chiesa, poi il rito dell’apertura della porta ed entrata di tutti i fedeli nella Chiesa. All’interno il Vescovo ha poi benedetto le pareti, unte con l’olio santo, e ha fatto altrettanto con le persone all’interno . Eravamo circa 300, mentre molte altre erano fuori.

E poi la Messa, le letture, una bellissima predica di Abba Angelo sul diventare comunità, sul non fare distinzioni e sull’aiutarsi come fratelli e sorelle sempre. Abbiamo avuto anche 16 cresime di persone adulte, cristiani della prima ora che hanno completato la formazione con la confermazione.

Dopo circa tre ore, finita la Messa, ci siamo spostati all’aperto, sotto degli alberi e dei tendaggi, per i discorsi, i doni al Vescovo, le danze e per cantare la nostra gioia di avere finalmente una bella Chiesa.

E infine verso l’una abbiamo iniziato a mangiare, divisi per gruppi di villaggi, le tre mucche e tanta polenta. Che pranzo!!!!

Quando poi abba Angelo e gli altri sacerdoti ci hanno lasciato per tornare a Gambella, siamo a tre ore di macchina da Gambella, sono iniziati i tornei di calcio e pallavolo, sfide tra villaggi con premi finali. Verso sera molti sono tornati ai propri villaggi, chi a piedi e chi con il camion.

Il giorno dopo alla Messa di Matar abbiamo ringraziato il Signore per questa bellissima festa che abbiamo vissuto e ci siamo promessi di continuare gli impegni e i gruppi della parrocchia con tanto entusiasmo, preparando la prossima festa che sarà quella di Pasqua. Abbiamo distribuito un santino con la foto di uno dei quadri che sono presenti nella Chiesa, Gesù che spezza il pane con i discepoli di Emmaus, per ricordarci sempre di questo momento.

Vorrei alla fine ringraziare tutti i benefattori, che sono tantissimi, che hanno contribuito e che contribuiscono alla missione qui e specialmente per questa bella inaugurazione che abbiamo fatto della Chiesa di Matar, grazie di cuore!

E’ molto importante portare un pozzo di acqua, l’educazione con l’asilo, il pranzo ai bambini, l’aula studio per gli studenti, l’oratorio, un sala tv…, ma credo sia ancora più importante portare Dio a queste persone, la presenza della Chiesa dice che Dio esiste e ci vuole bene perchè vuole stare in mezzo a noi, vuole vivere in mezzo a noi, vuole condividere la sua vita con la nostra. In mezzo a tanta povertà e a tante difficoltà, la Chiesa è un segno di speranza per questa gente, speranza che Dio c’è e non ci abbandona.

 

Qualche altra notizia circa il nuovo campo profughi che le Nazioni Unite hanno aperto a Nyinenyang.

Ogni giorno stanno arrivando nuove persone dal confine con il sud Sudan e l’organizzazione all’interno del campo sta migliorando: hanno iniziato proprio questa settimana a scavare dei pozzi a mano di acqua con una macchina appropriata, fin’ora ci sono sei autobotti che tutti i giorni vanno al fiume a prendere dell’acqua e a portarla all’interno del campo.

Stanno costruendo varie capanne in legno, fango e erba per trasferire le persone dalle tende a queste nuove case, sotto le tende di giorno fa caldissimo, è plastica e si scalda subito, poi con queste temperature!

Anche l’organizzazione interna sta migliorando: magazzini per il cibo, un posto per i Medici senza Frontiere, che stanno costruendo anche loro un centro di salute dentro il campo, degli uffici…

Proprio ieri abbiamo incrociato circa 15 autobus che arrivavano dalla zona di confine pieni di ragazzi e ragazze dai 7 ai 15 anni, trovati nella savana vicino al confine, fatti scappare dei genitori dai propri villaggi in sud Sudan per paura di qualche rappresaglia, hanno vagato per una o due settimane e poi sono arrivati al posto delle UN e poi sono stati portati nei campi. Mi informerò meglio della loro storia, ma intanto sono al sicuro.

Questo ci ha fatto pensare che in sud Sudan mentre a livello ufficiale hanno firmato un accordo di cessate il fuoco tra i ribelli (nuer) e il governo (dinka), in alcune zone questo non è stato ancora attuato, ci vuole un attimo per iniziare una guerra, ma ci vuole sempre tanto tempo per tornare alla pace reale.

Vedremo come poter aiutare questi ragazzi, intanto la nostra presenza è di una volta la settimane per radunare i cristiani e pregare insieme per poi invitarli alla Messa alla domenica, altre azioni, visto il numero, arrivato ormai a 15 mila, e visto il controllo da parte del governo e dell’UN, altre azioni sono molto difficili ora, vedremo più avanti.

 

Infine notizie da safari: il Vescovo venendo a Matar sabato ha incontrato due leoni sulla strada e ha dovuto fermarsi a distanza, finchè è arrivato un autobus e piano piano sono riusciti a passare perché si sono spostati dalla strada. A Matar siamo riusciti a catturare una antilope, l’abbiamo tenuta fino a sabato per darla in dono al Vescovo per la festa, ma proprio la mattina di sabato è riuscita a liberarsi e ci è scappata. La carne di antilope è la più buona che si possa trovare qui, ve l‘assicuro!

Infine vi lascio immaginare da soli come abbiamo catturato questo serpente, che abbiamo soprannominato “Gedeone il pitone”!!!!!!

Un ricordo speciale per questa gente, soprattutto per i ragazzi che sono arrivati nel campo profughi e che il Signore vi benedica!

 

A presto

Abba Filippo

 

 

Don Filippo Perin

 

 

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