Cercare, amare, pregare

Capitolo 7

In questa terza parte, composta da un solo capitolo, verranno offerte in forma sintetica alcune indicazioni in vista dell'unificazione della propria esistenza personale e comunitaria intorno ad un progetto di santità in chiave educativa e pastorale. Oggi vediamo il settimo capitolo: Cercare, amare, pregare

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«Che tu possa vivere sempre più quella “estasi” che consiste nell’uscire da te stesso per cercare il bene degli altri, fino a dare la vita» (FRANCESCO, Christus vivit, n. 163)

Alzati e vai: tre verbi per dare forma alla tua fede

Ci sono momenti in cui la vita ci invita a ripartire, a rialzarci, a rimetterci in cammino. Il motto “Alzati e vai” non è solo uno slogan: è un progetto di vita, un modo per vivere la fede in modo pieno, autentico, concreto.
Papa Francesco ci ricorda che «la missione è come un viaggio che non finisce mai: ogni passo, ogni incontro, ogni gesto di amore è un piccolo seme che germoglierà un giorno». E aggiunge: «Esorto tutti voi, bambini, giovani, adulti, anziani, a partecipare attivamente alla comune missione evangelizzatrice con la testimonianza della vostra vita e con la preghiera, con i vostri sacrifici e la vostra generosità».

Viviamo in un tempo in cui la fede spesso vacilla. È una fede che, come dice il Vangelo, può dire: «Credo; aiuta la mia incredulità!» (Mc 9,24). Dentro di noi convivono il credente e il non credente, la fiducia e il dubbio, l’entusiasmo e la stanchezza. Ma è proprio questo dinamismo che rende vera la fede: un cammino pasquale di morte e risurrezione, di cadute e ripartenze.
E in questo viaggio, tre parole diventano come una bussola per orientarsi: cercare, amare, pregare.

Cercare ciò che piace a Dio

Don Bosco, inviando i primi missionari in America, scriveva loro: «Cercate anime, ma non danari né onori, né dignità». È la sintesi di tutto il suo cuore: vivere per gli altri, per i giovani, per chi ha più bisogno. Cercare, nella vita, ciò che davvero conta.

Gesù ce lo dice chiaramente: «Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in aggiunta» (Lc 12,31).
Chi mette Dio al centro non resta mai senza risposta: c’è una provvidenza che accompagna chi ha il coraggio di fidarsi, anche quando tutto sembra incerto.

Papa Francesco parla ai giovani con parole forti: «Non rinunciate al meglio della vostra giovinezza, non osservate la vita dal balcone. Non confondete la felicità con un divano e non passate tutta la vostra vita davanti a uno schermo» (Christus vivit, n. 143).
Cercare Dio significa, allora, alzarsi dal divano della comodità e mettersi in gioco, uscire dal proprio guscio e scegliere di vivere per un sogno più grande: quello del Vangelo.

Amare con tutto il cuore

Il secondo verbo è amare. Anche qui Don Bosco è diretto: «Tra di voi amatevi, consigliatevi, correggetevi, ma non portatevi mai né invidia, né rancore…». L’amore vero è quello che costruisce, che unisce, che consola.

Il Vangelo ci racconta la storia di una donna peccatrice che entra in casa di un fariseo e, senza paura, si inginocchia ai piedi di Gesù. «Piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo» (Lc 7,38).
Gesù la difende e dice: «Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato».

La vera fede si riconosce nell’amore che si fa gesto. Non basta credere a parole: bisogna amare con i fatti.
Amare Dio significa riconoscere la sua presenza nei più piccoli, nei poveri, negli ultimi. È Lui stesso che ce lo assicura: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40).
Chi ama così, ama davvero Dio.

Pregare senza stancarsi

Infine, la fede vive e respira nella preghiera. Don Bosco raccomandava ai suoi missionari: «Ogni mattino raccomandate a Dio le occupazioni della giornata… Raccomandate costantemente la devozione a Maria Ausiliatrice e a Gesù Sacramentato».
Pregare è il modo più semplice – e più profondo – per dire a Dio: “Mi fido di te”.

Gesù stesso, nel Vangelo, racconta la parabola della vedova insistente (Lc 18,1-8) per insegnarci a «pregare sempre, senza stancarsi mai».
La donna ottiene giustizia non perché ha potere, ma perché non smette di bussare.
E allora Gesù si chiede: «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?»

Pregare è resistere nella fiducia anche quando sembra inutile. È dire a Dio: “So che ci sei, anche se non ti vedo”. È mantenere viva la fiamma, anche quando il vento soffia forte.
La preghiera ci cambia dentro, purifica le intenzioni, ci dà forza nei momenti duri e ci fa scoprire che Dio non è un’idea lontana, ma un Amico che cammina accanto a noi.

Una vita unificata: cercare, amare, pregare

Ecco allora il segreto di una vita piena: cercare ciò che piace a Dio, amare come Lui ci ama, pregare con fiducia.
Sono tre verbi semplici, ma capaci di dare unità a tutto ciò che viviamo.

Come suor Maria Troncatti, missionaria in Ecuador e prossima santa, che con la sua vita ha mostrato che il Vangelo può diventare carne, sorriso, dono.
Lei ha davvero incarnato l’invito di Gesù: “Alzati e vai”.

E forse, oggi, è proprio questo il nostro compito: alzarsi, andare e vivere la fede come un cammino di fiducia, amore e preghiera.
Perché ogni passo, ogni incontro, ogni gesto di bene — anche il più piccolo — può cambiare il mondo.


SOGNI MISSIONARI E GEOGRAFIA INTERNAZIONALE
Leggi il quinto sogno missionario (cfr. Memorie Biografiche di don Bosco, volume XVIII, pagg. 72-74)

«“Veggo montagne, poi mare, poi colline, quindi di nuovo montagne e mari”. “Leggo, diceva un fanciullo, Valparaiso”. “Io leggo, diceva un altro, Santiago”. [...] E i giovani aguzzavano lo sguardo ed esclamarono in coro: Pechino”. [...] Bene, disse la donzella che sembrava la loro maestra, ora tira una sola linea da una estremità all’altra tra Pechino e Santiago, fanne un centro nel mezzo dell’Africa ed avrai un’idea esatta di quanto debbono fare i Salesiani [...] Qui vedi dieci altri centri dal mezzo dell’Africa fino a Pechino. Ed anche questi centri somministreranno i Missionari a tutte queste contrade. Là c’è Hong-Kong, là Calcutta, più in là Madagascar. Questi, più altri, avranno case, studi e noviziati».

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