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Biografie missionarie: don Michele Unia

Dopo un anno e mezzo di lavoro educativo e apostolico nella capitale, don Unia chiese a don Rua e all’arcivescovo di Bogotà l’autorizzazione di occuparsi dei lebbrosi. Il Parlamento Colombiano gli decretò una statua di marmo ad Agua de Dios come espressione di gratitudine nazionale. Per il mondo salesiano l’azione di don Unia è stata apertura di una frontiera nuova: quella verso i malati emarginati.


Biografie missionarie: don Michele Unia

del 11 maggio 2017

Dopo un anno e mezzo di lavoro educativo e apostolico nella capitale, don Unia chiese a don Rua e all’arcivescovo di Bogotà l’autorizzazione di occuparsi dei lebbrosi. Il Parlamento Colombiano gli decretò una statua di marmo ad Agua de Dios come espressione di gratitudine nazionale. Per il mondo salesiano l’azione di don Unia è stata apertura di una frontiera nuova: quella verso i malati emarginati.

 

Don Michele Unia arriva in Colombia nel 1980 con la sedicesima spedizione missionaria.
Dopo un anno e mezzo di lavoro educativo e apostolico nella capitale, don Unia chiese a don Rua e all’arcivescovo di Bogotà l’autorizzazione di occuparsi dei lebbrosi, malattia ben presente in Colombia. Era giunto a questa scelta dopo aver meditato il brano di Vangelo in cui Gesù guarisce dieci lebbrosi.
Il 26 agosto 1891 arrivò ad Agua de Dios, una località sperduta nella campagna, a tre ore di cammino dalla capitale. Qui trovò circa 850 persone infette dalla lebbra.
Iniziò il suo lavoro di assistenza religiosa e materiale, si prodigò in tutti i modi e non negò a nessun ammalato segni di affetto e di accoglienza.
Con l’aiuto delle Suore del Tours aprì un Asilo infantile. Fece quindi costruire un acquedotto per l’acqua potabile. Consapevole del loro valore educativo e rasserenante, introdusse il canto e la musica strumentale per alleviare la sofferenza degli ammalati.
Nel 1893 lo colpì la idropisia. Dovette abbandonare la Colombia e rientrare in Italia per curarsi. Mentre provvede alle cure, coglie occasione per sensibilizzare sul suo lavoro e chiedere aiuti di personale. Tornò nuovamente in Colombia: e con lui anche il giovane don Luigi Variara.
Nel 1895, sempre a causa della malattia, dovette rientrare definitivamente in Italia. Il 9 dicembre 1995, a 46 anni, raggiunge don Bosco in Paradiso.
Tutto il mondo lo considerò il secondo grande apostolo dei lebbrosi dopo Padre Damiano. Il Parlamento Colombiano gli decretò una statua di marmo ad Agua de Dios come espressione di gratitudine nazionale. Per il mondo salesiano l’azione di don Unia è stata apertura di una frontiera nuova: quella verso i malati emarginati.

 

 

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