Animatore: compagnia sana e amicizie vere

Una rubrica estiva per vivere al meglio l’essere animatori.

D’estate si sta di più insieme. Si esce la sera, si parte per i campi, si fanno giornate in oratorio, si organizzano partite, viaggi, feste, grigliate, passeggiate, giornate al mare. I gruppi sembrano più vivi, le chat più rumorose, le occasioni più frequenti.

Eppure stare in compagnia non significa sempre vivere amicizie vere.

Si può essere sempre in mezzo agli altri e sentirsi comunque soli. Si può ridere con un gruppo e non sentirsi davvero conosciuti. Si può uscire tutte le sere e tornare a casa con la sensazione di non aver detto niente di importante. Si può avere una compagnia, ma non ancora un’amicizia.

L’amicizia vera è qualcosa di più profondo. Non nasce solo dal fare le stesse cose, ma dal poter essere sé stessi senza paura. Un amico vero non ti usa per riempire il tempo, non ti cerca solo quando gli servi, non ti fa sentire continuamente sotto esame. Un amico vero ti aiuta a diventare migliore, anche quando deve dirti una parola scomoda.

D’estate questo si vede bene. Si vede da chi si accorge se resti indietro. Da chi ti invita senza farti pesare di esserci. Da chi non ride quando vieni preso in giro. Da chi sa ascoltare anche quando la serata non è perfetta. Da chi non ti spinge sempre oltre il limite solo per sentirsi più forte.

Don Bosco dava un valore enorme alle amicizie buone. Sapeva che un ragazzo cresce anche attraverso i compagni che frequenta.

All’oratorio, i legami non erano un accessorio: erano parte del cammino. Pensiamo a Domenico Savio e ai suoi amici, a quel modo semplice e concreto di aiutarsi a fare il bene. Non un’amicizia finta devota, ma una compagnia capace di custodire il cuore.

Anche oggi abbiamo bisogno di amicizie così. Amicizie che non spengono la libertà, non umiliano, non isolano dagli altri, non trasformano ogni cosa in competizione. Amicizie in cui si può ridere tanto, ma anche parlare sul serio. In cui si può sbagliare e chiedere scusa. In cui la fede, se c’entra, non diventa maschera, ma strada condivisa.

Forse questa estate può essere il tempo per guardare meglio i legami che vivi. Chi ti fa respirare? Chi tira fuori il meglio di te? Chi ti vuole bene anche quando non sei brillante? E tu, che amico stai diventando per gli altri?

Perché l’amicizia non è solo qualcosa che si riceve. È anche qualcosa che si impara. Si impara scegliendo di esserci, di non sparire, di non lasciare fuori sempre gli stessi, di non usare le fragilità degli altri per fare battute, di chiedere perdono quando serve.

Un’estate piena di gente non è per forza un’estate piena di amicizia. Ma basta anche un legame vero per cambiare il sapore dei giorni.

Non accontentarti solo di una compagnia. Cerca amicizie che ti aiutino a vivere meglio. E prova a diventare anche tu, per qualcuno, una presenza che fa bene.

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