Vocazione Missione

Abba Filippo ci scrive...aggiornamenti dall'Africa

Ecco per cosa lavoriamo, per far provare alla gente la nostalgia di Dio, nostalgia di avere una amicizia con Lui, di poter incontrarsi insieme e pregare, di conoscerlo di più.


Carissimi amici come state?
Spero bene, domenica scorsa abbiamo festeggiato la giornata missionaria, con il saluto a abba Jakob (don Giacomo), originario della nostra parrocchia di Lare che ora andrà in Costa d’Avorio, appartiene alla congregazione degli Yarumal Fathers e insieme abbiamo festeggiato il nostro patrono, san Daniele Comboni, abbiamo posticipato la sua festa che era il 10 ottobre a domenica scorsa. Un bella festa, con battesimi, saluti e abbracci a abba Jakob, con anche la benedizione finale da parte di tutti i parrocchiani che hanno imposto le mani sul capo di abba Jakob in segno di benedizione e saluto e infine visita del Vescovo Abuna Roberto per i saluti finali.

La notizia che purtroppo non cambia qui in Etiopia è che la guerra nella regione del Tigray non è finita, anzi continuano gli scontri tra il governo e gli abitanti della regione, bombardamenti sulla città principale di Makalle, prese di alcune città strategiche per le comunicazioni fuori della regione con apri combattimenti, vendette etniche in una regione vicina a quella del Tigray... non si sono aperti ancora i negoziati e non si sa quando sarà possibile. La notizia più brutta è che essendo tutte le vie al Tigray bloccate, moltissima gente sta morendo di fame, soprattutto dicono negli ospedali dove non ci sono più medicine ne cibo. Le vie umanitarie aperte all’inizio poi sono state anche queste bloccate. La preghiera
resta forte per poter arrivare al più presto alla pace soprattutto per la povera gente che non ha da mangiare.

La situazione covid resta molto tranquilla, negli ospedali di Gambella e Abobo dove fanno quotidianamente dei test, ci sono alcuni casi rilevati, ma con sintomi lievi e la gente guarisce molto in fretta, per cui l’atmosfera generale è di poca preoccupazione per il covid.

Sono ripartite tutte le attività della nostra parrocchia, abbiamo iniziato i nostri asili a Lare, i maestri James e Mary, a Gok con Simon e Martha e a Kubri con Michael e James. I bambini sono in tutto più di 300, tutti si iscrivono, poi vengono a scuola portando anche il fratellino o la sorellina più piccola e così si moltiplicano... per la gioia dei maestri.
Molti arrivano presto alla mattina, con tanta voglia di stare insieme, di imparare e di giocare. Due ore di lezione, poi una bella pausa con biscotti e succo di frutta e poi ancora un’ora di lezione fino alle 12.00.
E’ ripartito l’oratorio pomeridiano mentre per la libreria alla sera stiamo aspettando che la scuola superiore di Lare inizi a pieno ritmo, perchè ancora ci sono dei problemi.

Anche le attività della parrocchia sono iniziate, la Messa della domenica con preghiere, canti, danze, per più di tre ore, con il catechismo dei più piccoli durante le letture, mentre il catechismo dei più grandi dopo la Messa, incontri dei vari gruppi durante la settimana, il coro e i chierichetti.

Abbiamo iniziato da qualche settimana un incontro sulla Parola di Dio con le donne e le mamme nelle varie capanne, a turno ogni mercoledì in una capanna diversa ci si trova per leggere il Vangelo della domenica, condividere le riflessioni e la fede e pregare insieme e alla fine un po’ di the con biscotti. Alla domenica, dopo la mia riflessione durante la Messa, una delle donne che ha partecipato all’incontro dirante la settimana fa anche lei una riflessione sul
Vangelo.

Anche nella capelle di Gok e Kubri è ripresa la santa Messa e il catechismo, mentre giovedì andrò per la prima volta in un nuovo villaggio di Pilual per aprire una nuova capella, molte persone del villaggio hanno chiesto di diventare cattoliche per cui iniziamo con loro l’apertura di questa nuova chiesa.

Ecco per cosa lavoriamo, per far provare alla gente la nostalgia di Dio, nostalgia di avere una amicizia con Lui, di poter incontrarsi insieme e pregare, di conoscerlo di più.

 

Un grande preghiera per la pace nel Tigray e un ricordo reciproco nella preghiera

a presto,

Abba filippo

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