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Voglio una vita alla grande (Mt 19, 16-22) SERIE: D'amore si muore, di speranza ...

Voglio una vita alla grande, non mi bastano le mezze misure, non sono più appagato dallo stare a parlare. Questa vita mi passa via e non me ne accorgo. Sono stanco di stare a guardare, voglio mettermi nella mischia.


Voglio una vita alla grande (Mt 19, 16-22) SERIE: D'amore si muore, di speranza si vive

da L'autore

del 12 gennaio 2007

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Voglio una vita alla grande, non mi bastano le mezze misure, non sono più appagato dallo stare a parlare. Questa vita mi passa via e non me ne accorgo. Sono stanco di stare a guardare, voglio mettermi nella mischia. Hai una ricetta di bontà da eseguire, il tuo segreto dove sta? Come fai tu ad essere così felice, a farti ascoltare da tutti? Quale è la formula vincente della vita?

Era la domanda ingenua, ma vera che un giovane è andato a fare a Gesù. E’ la domanda che forse anche tanti di noi si sentono di dovere fare a Dio. Dove sta il segreto di una vita pienamente realizzata? Se vuoi entrare nella vita: osserva i comandamenti. Gli risponde Gesù

Gesù lo mette di fronte alla sua vita, ai comportamenti normali di tutti, a quella legge naturale che fa da sola una certa bontà e il giovane è di quelli che queste cose le fa già, ma probabilmente non gli dicono niente. Tutte queste cose le ho osservate. Che cosa ancora mi manca?

C’è un altro giovane nel vangelo che si trova in questa situazione: tutto a posto, tutto in regola, tutto casa e chiesa, azienda e babbo, tutto stalle e vitelli. Io non sono di quelli che fanno storie, quello che c’è da fare lo si fa. Ogni giorno ha i suoi contrattempi, ma si può ben resistere. E’ il figlio maggiore della parabola del padre misericordioso. Non s’accorge che è spento dentro, non c’è più niente che lo entusiasma. Si è abituato ad amare di più i vitelli del padre che suo padre. Non si fa più domande, ha soltanto da riscuotere nella vita.

Il giovane ricco almeno si è accorto che c’è qualcosa che non gira. Che cosa mi manca? E Gesù gli dice: sei troppo attaccato a te stesso: e gli spara quella raffica di verbi, che sono i verbi della felicità: va, vendi, regala, vieni e seguimi. Stàccati da tutto e sta con me. Sei infelice perché ti riempi di cose, non ti decide per niente e per nessuno. La vita è bella se ne fai dono, non se la rubi agli altri. Qui sta la tua infelicità. Quel giovane sta troppo comodo nel suo loculo, col suo cellulare, con la sua automobile, con il suo cavallo o la sua moto, con le sue avventure e non ha forza di fare niente di questo e resta infelice. Come spesso restiamo noi.

La nostra speranza è proprio nel mettere al centro Lui e fidarci: la felicità è immediata.

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