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Via Crucis con Maria

È molto più doloroso veder morire il proprio figlio, che morire noi stessi...


Via Crucis con Maria

 

del 22 marzo 2016

 

 

MARIA

Da tre giorni piangeva.  Piangeva, piangeva.  Come nessuna donna ha mai pianto.  Nessuna donna.  Ecco cosa aveva reso a sua madre.  Mai un ragazzo era costato tante lacrime a sua madre Mai un ragazzo aveva fatto piangere tanto sua madre Ecco cosa aveva reso a sua madre.  Da quando aveva cominciato la sua missione. […] Anche lei aveva salito il Calvario.  Che è una montagna scoscesa.  E non sentiva neanche i suoi piedi che la portavano.  Non sentiva le gambe sotto di sé.  Anche lei aveva salito il suo calvario.  Anche lei era salita, salita.  Nella ressa, un po' indietro.  Salita al Golgotha.  Sul Golgotha.  Sulla cima.  Fino alla cima.  Dove egli era adesso crocifisso.  Con le quattro membra inchiodate.  Come un uccello notturno sulla porta d'un granaio.  Lui, il Re di Luce.  Nel luogo chiamato Golgotha.  Cioè il posto del Cranio.  Ecco cosa aveva fatto di sua madre.  Materna.  Una donna in lacrime.  Una poveretta.  Una poveretta di desolazione.  Una poveretta nella desolazione.  Una specie di mendicante di pietà. [...] Quello che è strano è che tutti la rispettavano.  La gente rispetta molto i genitori dei condannati.  Dicevano addirittura: la povera donna.  E intanto picchiavano suo figlio.  Perché l'uomo è fatto così.  L’uomo è cosiffatto.  Gli uomini sono come sono e mai li si potrà cambiare.  Lei non sapeva che al contrario  lui era venuto a cambiare l'uomo.  Che era venuto a cambiare il mondo.  Seguiva, piangeva.  Gli uomini sono così.  Non li si cambierà.  Non li si rifarà.  Non li si rifarà mai.  E lui era venuto per cambiarli.  Per rifarli.  Lei seguiva, piangeva.  Tutti la rispettavano.  Tutti la compiangevano.  Si diceva la povera donna.  Perché tutte quelle persone non erano forse cattive.  Non erano cattive in fondo.  Compivano le Scritture.  Quello che è strano, è che tutti la rispettavano.  Onoravano, rispettavano, ammiravano il suo dolore.  Non l'allontanavano, non la respingevano che moderatamente.  Con delle attenzioni particolari.  Perché era la madre del condannato.  Pensavano: è la famiglia del condannato.  Lo dicevano anche a voce bassa.  Se lo dicevano, tra di loro,  Con una segreta ammirazione.  E avevano ragione, era tutta la sua famiglia.  La sua famiglia carnale e la sua famiglia eletta.  La sua famiglia sulla terra e la sua famiglia nel cielo.  Lei seguiva, piangeva.  I suoi occhi erano così offuscati che la luce del giorno non le sarebbe più parsa chiara.  Mai più. [...] Lei piangeva, piangeva, ne era diventata brutta.  Lei, la più grande Beltà del mondo.  La Rosa mistica.  La Torre d'avorio.  Turris ebumea.  La Regina di beltà.  In tre giorni era diventata spaventosa da vedere.  La gente diceva che era invecchiata di dieci anni.  Non se ne intendevano. Era invecchiata più di dieci anni.  Lei sapeva, sentiva bene che era invecchiata più di dieci anni.  Era invecchiata della sua vita.  Che imbecilli.  Di tutta la sua vita.  Era invecchiata della sua vita intera  e più che della sua vita, più di una vita.  Perché era invecchiata di una eternità.  Era invecchiata della sua eternità.  Che è la prima eternità dopo l'eternità di Dio.  Perché era invecchiata della sua eternità.  Era diventata Regina.  Era diventata la Regina dei Sette Dolori. [...] Gli occhi le ardevano, le bruciavano.  Mai si era pianto tanto.  Eppure piangere le era di sollievo.  La pelle le ardeva, le bruciava.  E lui intanto sulla croce le Cinque Piaghe gli bruciavano.  E lui aveva la febbre.  E lei aveva la febbre.  Ed era associata così alla sua Passione. [...] Piangeva. Si scioglieva. Il suo cuore si scioglieva.  Il suo corpo si scioglieva.  Si scioglieva di bontà.  Di carità. [...] Non ce l'aveva più con nessuno.  Si scioglieva in bontà.  In carità. [...] Era una disgrazia troppo grande.  Il suo dolore era troppo grande.  Era un dolore troppo grande.  Non si può avercela col mondo per una disgrazia che oltrepassa il mondo. [...] Fino a quel giorno era stata la Regina di Beltà.  E non sarebbe più stata, non sarebbe più ridiventata  La Regina di Bellezza che in cielo.  Il giorno della sua morte e della sua assunzione.  Dopo il giorno della sua morte e della sua assunzione.  Eternamente.  Ma oggi diveniva la Regina di Misericordia.  Come sarà nei secoli dei secoli. […]  Lei sapeva quanto soffriva.  Lei sentiva bene quanto male aveva.  Lei aveva male alla sua testa e al suo fianco e alle sue Quattro Piaghe.  E lui in se stesso diceva: Ecco mia madre.  Che cosa ne ho fatto. Ecco cosa ho fatto di mia madre.  Quella povera vecchia. […]  Le aveva fatto fare la sua via crucis, a sua madre.  Da lontano, da vicino.  Lei aveva seguito.  Una via crucis molto più dolorosa della sua.  Perché è molto più doloroso veder soffrire il proprio figlio.  Che soffrire noi stessi.  È molto più doloroso veder morire il proprio figlio.  Che morire noi stessi. 

 

Charles Peguy

http://www.jesus1.it

 

 

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