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Un esame non a sorpresa (Mt 25, 31-46) SERIE: D'amore si muore, di speranza si ...

Quante volte vorresti vedere Dio, vorresti incontrare Gesù, essere oggetto di un suo sguardo d'amore, avere il suo sorriso sulle tue vicende, la sua voce per la tua solitudine. Come saresti contento di poterlo incontrare, potergli esprimere un gesto di amicizia, rivolgerli un grazie per tutto quello che ti ha dato...


Un esame non a sorpresa (Mt 25, 31-46) SERIE: D'amore si muore, di speranza si vive

da L'autore

del 13 novembre 2006

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Vi sarà capitato qualche volta di essere stati a parlare su qualche aereo o in qualche stazione o su un treno o in uno stadio con qualcuno, piuttosto dimesso, semplice, affabile, tranquillo. Una conversazione piacevole, la sensazione di un dialogo utile, un momento molto casuale, ma che ti è rimasto in mente. Il giorno dopo guardi la Tv e te lo vedi: era un notissimo magistrato che tu non avevi mai visto in faccia, o un cardinale o un giocatore di calcio o un noto regista. Ti sembrava una persona qualsiasi invece era un grande personaggio.

Se tu l’avessi saputo gli avresti parlato in altro modo, lo avresti interrogato su cose che tante volte gli avresti voluto chiedere. Insomma hai avuto la sensazione di aver perso una occasione unica per fare una conoscenza bella per te, senza dire che forse ti avrebbe potuto pure aiutare a risolvere qualche preoccupazione che avevi in cuore.

Ecco Gesù ci dice che nella vita capita proprio così. Quante volte vorresti vedere Dio, vorresti incontrare Gesù, essere oggetto di un suo sguardo d’amore, avere il suo sorriso sulle tue vicende, la sua voce per la tua solitudine. Come saresti contento di poterlo incontrare, potergli esprimere un gesto di amicizia, rivolgerli un grazie per tutto quello che ti ha dato…

Ebbene Gesù dice che il suo volto, la sua presenza, la sua fame, la sua persona tu la incontri ogni giorno. Quello che avete fatto al più piccolo, al più semplice degli uomini è a me che lo avete fatto. Ci trova gusto a prestare il suo volto all’affamato, al carcerato, all’ignudo, al povero, allo straniero.

Certo, questi poveri visti così non assomigliano proprio a Gesù: sono troppo insolenti, bestemmiatori, sporchi e violenti. Gesù non sarà uno di questi? Non sarà un drogato o un ladro? Anche Maria Maddalena, credeva di aver davanti un ortolano mentre cercava disperata Gesù dopo che ne aveva visto vuota la tomba, anche i discepoli di Emmaus credevano di aver incrociato un turista quando disperati fuggivano da Gerusalemme dopo la crocifissione di Gesù. Invece quell’ortolano, quel turista erano proprio lui. Da quando Gesù è risorto è nostro contemporaneo e ha il volto di tutti quelli che incontriamo, soprattutto dei deboli e di quelli che hanno bisogno di aiuto. E’ così che è la nostra speranza. Ma io la so trovare?

mons. Domenico Sigalini

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