Donboscoland

Testimonianza da Fianarantsoa, Madagascar

Cari amici, vi allego una lettera testimonianza di un confratello che lavora a Fianarantsoa, a 700 chilometri dalla mia città. E' per farvi conoscere come la triste realtà del Madagascar sia uguale in tutta l'isola.Il mondo ci sta dimenticando. Chi avrà sulla coscienza il nuovo ennesimo eccidio che si sta preparando sotto gli occhi 'bendati' delle potenze straniere, UE in testa? Help! Graziano


Testimonianza da Fianarantsoa, Madagascar

da Attualità

del 01 maggio 2002

 

Fianarantsoa, 28 maggio 2002.

 

 

 

 

 

Carissimi amici,

 

 

 

 

 

è da troppo tempo ormai che non vi scrivo e sicuramente ne sarete sorpresi. Il motivo non è che mi sono dimenticato di voi o che abbia dimenticato la nostra amicizia reciproca. No, non è questo. In realtà, il fatto è che la situazione che stiamo vivendo in questi mesi in Madagascar ci ha in qualche modo sconvolti e sta cambiando profondamente e in peggio la vita di tutti i malgasci. Tutto questo vi assicuro che è estremamente difficile da raccontare&

 

 

In questi giorni e da qualche mese (anche se sarebbe meglio dire: da 25 anni!!!), la dignità e i diritti di un popolo stanno per essere sacrificati sull altare degli interessi della comunità internazionale e di chi è al potere da 25 anni. Senza alcuno scrupolo di coscienza l Organizzazione dell Unità Africana, l Unione Europea e Didier Ratsiraka (presidente uscente) rinnegano l accordo che hanno firmato a Dakar il 18 aprile scorso. In questo accordo Didier Ratsiraka e Marc Ravalomanana (presidente neo-eletto del Madagascar) avevano entrambi accettato un nuovo scrutinio delle votazioni del 16 dicembre scorso. L accordo prevedeva che se al termine dello scrutinio nessuno dei due candidati avesse ottenuto la maggioranza assoluta, sarebbe stato fatto un governo di transizione che avrebbe organizzato un referendum popolare. Ma il nuovo scrutinio ha dimostrato ciò che il popolo reclama da gennaio, cioè che Marc Ravalomanana è vincitore delle elezioni al primo turno con il 51,46% delle preferenze contro il 37% di Didier Ratsiraka. Il 06 maggio, la Corte Costituzionale ha così proceduto all investitura ufficiale e legale di Marc Ravalomanana a nuovo Presidente del Madagascar.

 

 

È a questo punto che comincia (o meglio continua& ) la grande menzogna, l ipocrisia internazionale e l attentato alla democrazia, alla dignità e all integrità di un popolo. Didier Ratsiraka, nonostante abbia lui stesso firmato l accordo, rifiuta la vittoria di Ravalomanana e inoltre lo accusa di non aver rispettato un fantomatico accordo orale (di cui nessuno è a conoscenza& ) fatto a Dakar, secondo il quale avrebbe dovuto essere occultata la verità sui risultati delle votazioni per poter fare il referendum. Con questo pretesto, Ratsiraka continua a tenere i blocchi stradali che stanno letteralmente soffocando il paese e lo stanno trascinando in una sempre più drammatica crisi economica e umanitaria. La comunità internazionale, la quale, ormai è chiaro, ha grandi interessi in tutta questa faccenda, naturalmente ormai non può più negare che Ravalomanana è il nuovo presidente, dato che facendo ciò verrebbe palesemente contro ciò che ha approvato a Dakar, ma allo stesso tempo si rifiuta di accettarlo come tale, commettendo così una palese e indebita ingerenza nella politica di un paese sovrano. Continua inoltre ad affermare che Ravalomanana sarebbe intollerante, perché rifiuta di sottoporsi al referendum e perché si ostina a prendere alla lettera l accordo di Dakar. Ma allo stesso tempo non una parola viene spesa per condannare l atteggiamento di Ratsiraka e dei suoi partigiani, che fanno i blocchi antieconomici, seminano l odio etnico, in provincia terrorizzano la popolazione fedele al nuovo presidente, vogliono dividere il paese e distruggono i ponti sulle grandi arterie nazionali per isolare la capitale. A livello internazionale è in atto una campagna con la quale si cerca di screditare il presidente Ravalomanana e il suo entourage, mentre Ratsiraka continua ad essere foraggiato di armi provenienti dall estero. La sola cosa che la Comunità Internazionale è capace di dire è che Ravalomanana deve accettare il referendum, in caso contrario sarà la guerra civile& Perché? Perché si vuole ad ogni costo mettere il nuovo presidente di fronte al dilemma se continuare a lottare con il popolo per la verità e la democrazia (a prezzo forse di una guerra civile) e la ragionevolezza ingiusta di una pace sociale fondata sulla menzogna e l ipocrisia? (in poche parole e in termini crudi si tratta di un vero e proprio ricatto in cui si tiene in ostaggio un intero popolo& ). Perché non si rispetta il diritto alla democrazia del popolo malgascio che ha già scelto il suo presidente? Viene da pensare che il vero scopo è quello di trascinare il paese nella guerra civile, nel caos, nell odio interetnico. Tra l altro la televisione Super Plus di proprietà di Ratsiraka, che dispone di collegamento via satellite, sta invadendo il paese con incitamenti alla lotta tribale sul modello delle radio che con la loro propaganda scatenarono l eccidio tribale in Rwanda. In questo momento abbiamo l amara sensazione che il popolo malgascio, sulla sua isola, sia più che mai solo e contro tutti. Il popolo ne è scandalizzato e deluso. Dopo quattro mesi di lotta non-violenta, ora la gente chiede insistentemente al Presidente Ravalomanana di liberarsi una volta per tutte di Ratsiraka e dei suoi terroristi utilizzando l esercito. Nell attesa  molti sono stufi e frustrati. Se durerà ancora a lungo, si rischia che alla fine il popolo farà una sommossa contro lo stesso Ravalomanana. Infatti la situazione sta divenendo di giorno in giorno più insostenibile. I beni di prima necessità cominciano a scarseggiare, mancano medicinali e i primi a farne le spese sono i bambini, il carburante è introvabile, a Fianarantsoa un contadino per poter comprare un litro di petrolio per illuminare la sua casa deve vendere circa otto kg di riso, l economia è bloccata, i prezzi aumentano, le imprese chiudono e si perdono migliaia di posti di lavoro& la gente soffre e non si trova una via d uscita se la comunità internazionale non uscirà dal suo atteggiamento ambiguo e non prenderà finalmente posizione per la democrazia e contro il terrorismo economico e dinamitardo di Ratsiraka.

 

 

Per quanto ci riguarda, all'Oratorio di Fianarantsoa, anche se tra mille difficoltà, in questi mesi abbiamo sempre continuato e continueremo il nostro lavoro, anche nei momenti più difficili e drammatici come quelli che abbiamo già vissuto in marzo ed aprile. I ragazzi hanno perduto quattro mesi di scuola e ora si sta cercando, con molta fatica, di recuperare il tempo perduto. C è chi si è scoraggiato e ha abbandonato la scuola. Oppure c è chi l ha abbandonata per il semplice motivo che la vita in questi mesi è diventata maledettamente cara, i prezzi aumentano e le famiglie hanno bisogno del lavoro dei loro figli per sopravvivere. Anche se le prospettive future sono ancora alquanto incerte, conserviamo ancora la speranza e per questo stiamo preparando a pieno ritmo l apertura del Centro di Formazione al Lavoro per ottobre prossimo. Inoltre a cominciare da dicembre abbiamo intenzione di aprire le celebrazioni per il decimo anno di presenza dell Oratorio a Fianarantsoa. Cominceremo l 08 dicembre (giorno dell Immacolata e tradizionale compleanno dell Oratorio& ) e durante tutto l anno 2003 si organizzeranno diverse manifestazioni che vedranno protagonisti i giovani e i ragazzi dell Oratorio, ma che vogliono anche avere una risonanza a livello cittadino. Cercherò di farvi conoscere il programma appena lo avremo stabilito. Speriamo e preghiamo vivamente che in quei momenti avremo ritrovato la pace, la giustizia, la verità, la dignità e la serenità.

 

 

Per terminare vi ringrazio ancora per i tanti aiuti che ci inviate e per tutto il resto che ancora fate per noi e per i nostri ragazzi. Vi chiedo di pregare per il nostro paese e per il suo popolo che soffre profondamente e in silenzio. Se vi è possibile cercate di sensibilizzare e di informarvi e informare correttamente e con verità su quanto accade in Madagascar. Da ciò che leggo sui siti Internet italiani e europei in genere, infatti, mi accorgo che attualmente si sta dando una informazione alquanto parziale, inesatta e deformata, quando non del tutto menzognera. Bisogna. Bisogna, è dovere di tutti, DIRE LA VERITA .

 

 

 

 

 

A presto, e dato che abbiamo appena celebrato la festa della Trinità vi auguro con tutto il cuore che

 

 

La Pace di Gesù

 

L Amore di Dio Padre

 

 

E l Unità nello Spirito Santo

 

 

Siano sempre con voi

 

 

Illuminino i vostri cuori e le vostre menti

 

 

 e vi accompagnino sempre.

 

 

Con affetto, don...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

padre Graziano de Lazzari

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