Testamente spirituale di don Francesco

Pubblichiamo parte del Testamento spirituale che don Francesco scrisse due anni fa.

Il testo che segue raccoglie alcuni passaggi essenziali del testamento spirituale che don Francesco Andreoli scrisse a Schio il 24 settembre 2024, quasi due anni prima della sua improvvisa morte, avvenuta il 25 giugno 2026 in un tragico incidente stradale insieme al giovane animatore Alberto Fioretto.

Sono parole semplici e profondissime, nelle quali emerge il cuore della sua vita salesiana: la gratitudine al Signore, l’amore per la famiglia, il legame con Schio e con i giovani, il desiderio di appartenere totalmente a Dio per loro. Non viene riportato qui il testo integrale, ma solo alcune parti particolarmente significative, capaci di restituire il tratto più autentico della sua fede e della sua vocazione.

Rilette oggi, queste parole non sono soltanto un ricordo: diventano una testimonianza viva. Don Francesco consegna la sua vita nelle mani del Signore con la semplicità di chi ha amato molto, ha cercato di donarsi fino in fondo e desiderava, anche dal Paradiso, continuare a “correre” per i suoi ragazzi.

 


 

Schio, 24 settembre 2024

“Seguimi” (Lc 17,8)

“Davvero non aveva a cuore
altro che le anime”

 

Signore,
io ti posso dire solo GRAZIE!

Grazie per questa vita che mi hai fatto vivere con entusiasmo; grazie per mamma, papà, Laura e Ico che sono state le persone che mi hanno custodito e amato da sempre … una famiglia e una casa speciali! Nulla di quello che sono ci sarebbe stato senza di loro.

Grazie per Schio, per i ragazzi, i genitori, le famiglie, la comunità [salesiana ndr] , [...] qui ho trovato casa, qui ho intuito il tuo amore, qui voglio scegliere di essere tutto tuo per loro.
Grazie per la vocazione a essere salesiano, a essere prete … grazie per l’allegria e il sorriso di cui la certezza del tuo amore è la radice.

Papà, muoio felice… non posso chiederti altro da questa vita, perché ho avuto tutto … spero e prego di dare tutto a te e, nel tuo nome, a chi vorrai!
[...]

Nella cassa vestitemi con la maglietta, la tuta e le scarpe da ginnastica … non vuole essere una presa in giro … questo è il modo che ho avuto per non pensare di avere un ruolo importante, il modo per ricordarmi che l’unico ufficio che conta è il cortile, la cosa più importante è la confidenza con i ragazzi. Chiedo al Signore di correre ancora per i miei ragazzi dal Paradiso … quindi devo essere attrezzato per poterlo fare.
[...]

Ho cercato di fare del mio meglio … chiedo al Signore di decidermi in maniera radicale di diventare santo, di fare di tutto per amarlo sinceramente, fino alla fine!

Nelle tue mani Signore affido la mia vita
e a te affido tutte le persone che mi hanno voluto bene e che hanno faticato per la mia felicità!

Sempre IN CORDE JESU
don Francesco Andreoli
 

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