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Se 40 spinelli sono pochi... I capricci dei nostri figli sono garantiti !

“È mia intenzione elevare il quantitativo massimo di cannabis”, ha detto il ministro, che farà ricorso ad un atto amministrativo che, come tale, non ha bisogno di un voto parlamentare...


Se 40 spinelli sono pochi... I capricci dei nostri figli sono garantiti !

da Attualità

del 27 giugno 2006

Una vera e propria bomba mediatica nella Giornata internazionale contro l'uso e il traffico illecito di droga, promossa dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite. In un messaggio inviato ad un convegno in corso a Roma, il ministro delle Salute Livia Turco ha annunciato l'intenzione di rivedere la legislazione in materia, introducendo già dei ritocchi di carattere amministrativo. Sul banco degli imputati le tabelle previste dalla legge Fini-Giovanardi che definiscono le quantità massime di sostanze stupefacenti che possono essere detenute, senza incorrere nell'accusa di spaccio. “È mia intenzione elevare il quantitativo massimo di cannabis”, ha detto il ministro, che farà ricorso ad un atto amministrativo che, come tale, non ha bisogno di un voto parlamentare. La legge attuale stabilisce per la cannabis il tetto di 500 milligrammi (pari a circa 20 spinelli), che ora potrebbe essere portato al doppio, stando alle dichiarazioni del ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero. Significa cioè che sarà possibile detenere legalmente fino a 40 spinelli per uso personale, senza correre alcun rischio penale.

 

Come era prevedibile, l'annuncio del ministro Livia Turco ha scatenato numerose polemiche, specie nello schieramento del centrodestra che alla fine della scorsa legislatura aveva approvato la nuova legge. Al di là delle posizioni politiche, tuttavia, si è registrata una ferma opposizione da parte delle comunità terapeutiche e del mondo cattolico. Il commento più duro è arrivato da don Oreste Benzi della Comunità Giovanni XXIII, che si è detto “addolorato e costernato”. “In questo giorno, mentre si è impegnati a diminuire e ad eliminare l'uso delle droghe, - ha accusato il sacerdote - l'onorevole ministro si è impegnata ad aiutare lo spaccio sulle droghe. Ciò è orribile”. Don Benzi non ci sta e ribatte con una serie di domande: “Perché, onorevole ministro, prima di prendere inique decisioni sulla droga non chiama a confronto noi che da decine di anni siamo impegnati nella salvezza dei giovani liberandoli dalla droga? Perché non ascolta le madri disperate che hanno figli tossicodipendenti o i cui figli sono morti a causa della droga? Perché non ascolta coloro che scientificamente dimostrano che il tetraidrocannabinolo è micidiale? Perché non si confronta con chi le può dimostrare che con l'uso delle droghe si ferma lo sviluppo della persona degli adolescenti la cui personalita' muore prima ancora di nascere?''. ''Onorevole ministro - ha concluso don Benzi - le chiediamo a nome di chi è impegnato seriamente con i tossicodipendenti un incontro con lei, almeno per ascoltare il nostro parere. Ci salvi dalla devastazione dei nostri giovani, perché ciò che lei propone è devastante''.

 

Forti perplessità sono state espresse anche da don Antonio Mazzi, fondatore della Comunità Exodus, che ha definito la proposta lanciata del ministro ''solo una perdita di tempo''. Il sacerdote, impegnato da anni nel recupero dei giovani tossicodipendenti, chiede piuttosto alcuni interventi concreti per evitare che ''un buco si trasformi in una voragine''. ''Non capisco la strana fretta che alcuni ministri di questo governo hanno nel complicarci la vita - spiega don Mazzi - Nessuno di noi vuole mandare in carcere i nostri figli ma senza tanti innalzamenti, basterebbe indicare alle Forze dell'Ordine una linea di condotta comune, in attesa di definizioni piu' precise. Queste dichiarazioni affrettate ci fanno capire che, dopo due mesi, il governo non ha ancora una linea politica condivisa''. La priorità è un'altra: ''rimettere sul tavolo della discussione l'intero capitolo legato alle dipendenze, con tutti i suoi annessi e connessi. Ed elaborare un piano triennale che consideri la questione in tutte le sue manifestazioni, dalla prevenzione al recupero, dalla comunicazione alla formazione a 360 gradi''. In caso contrario, avvisa don Mazzi, “continueremo a parlare delle quisquiglie alle quali sono tanto affezionati alcuni signori di questo governo''.

 

Sulla stessa linea, Lucio Babolin, presidente del Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza). ''E' tempo di dare il via ad una nuova stagione di dialogo, aperta a tutti coloro che sono interessati al problema della droga, - ha detto - affinchè si incontrino in un percorso condiviso di elaborazione e riforma''. ''E una nuova Consulta per le tossicodipendenze - ha dichiarato Babolin - sarà la giusta sede istituzionale per avviare il confronto con il più ampio ed eterogeneo numero di soggetti impegnati nell'ambito delle droghe''. ''Chiediamo a tutti capacità di innovazione e vero interesse per i tossicodipendenti''.  [fonte: Korazym.org]

 

 

I capricci dei nostri figli sono garantiti. (Parola di Livia Turco!)

 

Non capisco la strana fretta che alcuni ministri di questo Governo hanno nel complicarci la vita. Per quale motivo, proprio oggi, Livia Turco – ministro della sanità - si affretta nel tentativo di innalzare il quantitativo massimo di cannabis detenibile?

Tutti siamo preoccupati e nessuno di noi vuol mandare in carcere i nostri figli. Senza bisogno di tanti innalzamenti, basterebbe indicare alle forze dell’ordine una linea di condotta, in attesa di definizioni più precise.

Mi sembrava che nelle chiacchierate fatte in preparazione alle elezioni ci fossimo detti a chiare lettere che la cosa più urgente da effettuare fosse rimettere sul tavolo l’intero capitolo “dipendenze” con tutti i suoi annessi e connessi. Abbiamo addirittura parlato di un Palermo bis.

Queste dichiarazioni affrettate ci fanno capire che dopo due mesi, il Governo non ha ancora una linea politica condivisa. Mi pare che alcuni manovratori non debbano essere disturbati e non siano consenzienti.

Chiarito che dobbiamo evitare il carcere ai nostri ragazzi (e sul tema carcere voglio capire quando questo Governo aprirà una riflessione seria!), non dobbiamo trasformare un buco in voragine. La complessità delle sostanze, la pericolosità dei principi attivi e la malvagità degli spacciatori non possono fermarci a questi giochetti.

Il Governo deve dirci intanto chi è il ministro di riferimento. Eravamo d’accordo con il Presidente Prodi che si istituisse un Dipartimento presso la Presidenza del Consiglio. Questo non è stato fatto e, per di più, abbiamo ancora un doppio riferimento obbligatorio: il ministro Turco e il ministro Ferrero

Mi sembra di aver letto di commissioni da istituire che spero non siano diverse. Una sarebbe anche troppo…

Mettiamo in atto le forze che già esistono sul territorio ed elaboriamo un piano triennale di prevenzione, recupero, comunicazione e formazione a 360 gradi.

Solo dopo potremo parlare delle quisquiglie alle quali sono tanto affezionati alcuni signori di questo governo. [don Antonio Mazzi]

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