Santa Teresa di Calcutta

Oltre i confini

Intervista ai 7 Santi Missionari

La madre dei più poveri tra i poveri (1910–1997)

Madre Teresa, come ama presentarsi e com'è nata la sua missione tra i più poveri?

Di sangue sono albanese, di cittadinanza indiana, sono una suora cattolica. Per vocazione appartengo al mondo intero, ma il mio cuore appartiene interamente al Cuore di Gesù. Nel 1946, sul treno per Darjeeling, ho ricevuto la "chiamata nella chiamata": ho sentito chiaramente la sete di Gesù sulla Croce che mi chiedeva di servirlo nei più poveri tra i poveri.

Che cos’è la "missione" per le Missionarie della Carità?

La missione è saziare la sete infinita di Gesù sulla Croce per le anime. Non siamo assistenti sociali, noi facciamo questo per Gesù. Io dico sempre: "Ogni povero, ogni malato, ogni abbandonato è Gesù sotto un doloroso travestimento". Missione è chinarsi su chi è rifiutato da tutti e fargli sapere che è amato da Dio e che è prezioso ai Suoi occhi.

Lei ha operato nelle baraccopoli di Calcutta e nelle periferie del mondo: qual è la povertà più grande che ha incontrato?

La povertà fisica è terribile, ma "la solitudine e la sensazione di non essere desiderati è la più grande povertà del nostro tempo". Nei paesi ricchi c'è una terribile povertà spirituale. La missione comincia a casa propria: sorridere a chi vive con noi, ascoltarlo, portargli l'amore di Dio.

Qual è il messaggio che desidera lasciare a chi vuole cambiare il mondo?

Non cercate cose straordinarie. Fate cose ordinarie con grande amore. Ricordatevi sempre: "Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno". Iniziate da chi vi sta vicino, diffondete l'amore ovunque andiate e non permettete mai a nessuno di venire a voi senza andarsene migliore e più felice.

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