C’è un film che nasce in silenzio, senza clamore, e poi finisce per farsi strada da solo, perché intercetta qualcosa di profondo. Sacro Cuore è uno di questi. Dopo l’uscita in Francia, dove ha sorpreso per la partecipazione di pubblico e per il dibattito culturale che ha generato, il film arriva ora anche in Italia grazie alla Dominus Production, che ne cura la distribuzione con uno stile essenziale, partecipativo, affidato alle persone e alle comunità.
Sacro Cuore, diretto da Steven e Sabrina Gunnell, è un docufilm realizzato in occasione del 350° anniversario delle apparizioni del Sacro Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque, a Paray-le-Monial. Non è però un racconto chiuso nel passato. Attraverso ricostruzioni storiche e testimonianze contemporanee, il film prova a rispondere a una domanda molto attuale: che spazio ha oggi il cuore, in un tempo che sembra averlo smarrito?
In Francia il film ha attirato centinaia di migliaia di spettatori, andando oltre il circuito del cinema religioso. Molti raccontano un’esperienza intensa, capace di invitare al silenzio, alla riflessione, a un contatto più vero con se stessi. Non un messaggio imposto, ma una proposta che lascia libertà e apre domande. Anche le polemiche e le resistenze incontrate hanno finito per rendere Sacro Cuore un piccolo caso culturale, segno che parlare di fede, se fatto con onestà e qualità, può ancora toccare corde profonde.
La distribuzione italiana segue questa stessa logica. Il film sarà proiettato in date evento all’inizio di marzo 2026, con sale confermate grazie alle prenotazioni del pubblico. Anche il Triveneto è direttamente coinvolto. Lunedì 2 marzo 2026 Sacro Cuore arriverà nei cinema del Veneto, con proiezioni previste a Padova, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza. Nello stesso giorno il film sarà proiettato anche in Friuli-Venezia Giulia, con sale a Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia, offrendo così un’occasione concreta per viverlo come esperienza condivisa sul territorio.
Per il mondo giovanile questa proposta è particolarmente significativa. I giovani non cercano discorsi astratti, ma esperienze vere, capaci di parlare alla vita. Il Cuore di Gesù, raccontato attraverso storie reali, ferite, cammini di rinascita, può diventare una chiave educativa potente. Don Bosco lo sapeva bene: si educa partendo dal cuore e parlando al cuore. E Madre Mazzarello ricordava che l’amore vero è quello che fa crescere, che genera futuro.
Sacro Cuore non offre soluzioni facili, ma apre spazi interiori. È un invito a rallentare, a rimettere al centro ciò che conta davvero. In un tempo che spesso vive di superficie, questo film ricorda che al centro della fede cristiana non c’è un’idea, ma una relazione viva. Un Cuore che continua a battere, anche oggi. E forse proprio per questo vale la pena accoglierlo, accompagnarlo e proporlo come una buona occasione educativa e spirituale per i giovani e per le comunità.
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