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Quando i desideri si trasformano in “diritti”

Riconoscono un diritto a colui cui negano il nome di uomo. Affermano il «diritto» di non nascere, ma non quello alla vita. Eppure, di diritti si parla ogni giorno di più. Il vero homo sapiens era il cavernicolo.


Quando i desideri si trasformano in “diritti”

da Quaderni Cannibali

del 21 novembre 2012

 

Ormai quella dei «diritti» è diventata una saga che si celebra quotidianamente sulla stampa laicista. A questa non importa che le recenti sentenze creative di alcuni tribunali e la decisione di una Commissione della Camera (poi annullata dall'omologa Commissione del Senato) abbiano elevato a «diritti» alcuni semplici desideri con la conseguenza che l'oggetto del nuovo «diritto» viene ucciso (e a parte il fatto che un essere umano non è mai un oggetto).

L'elenco dei nuovi pseudo diritti, ben coltivato dall'Associazione Certi Diritti, si allunga: aborto, contraccezione cosiddetta d'emergenza, matrimonio omosessuale (preteso come «diritto alla vita familiare»), procreazione artificiale, diagnosi preimpianto, test prenatale, fino agli assurdi «diritti di morire» e «di non nascere» e, per completezza, quelli degli animali. Se non fossero tragici, i due penultimi sarebbero ridicoli: riconoscono un diritto a colui cui negano il nome di uomo. Affermano il «diritto» di non nascere, ma non quello alla vita. Eppure, di diritti si parla ogni giorno di più. La Cassazione ha assegnato a un figlio un risarcimento per mancato rispetto del suo «diritto di non nascere», perché affetto dalla Sindrome di Down. La Commissione parlamentare ha riconosciuto alla donna che aveva usufruito del «diritto» di essere fecondata artificialmente anche l'assurdo «diritto» (che la legge in questo caso nega) di abbandonare il figlio in ospedale.

L'Unità (mercoledì 14) ha scritto che «finalmente c'è chiarezza» sui «diritti» al matrimonio omosessuale e i giornali laicisti hanno esaltato il «diritto alla diagnosi preimpianto» inventato da un altro tribunale, ma esplicitamente negato dalla Legge 40.

Il Giornale (martedì 13) ha difeso il «diritto di amare» del generale Petraeus.

E La Stampa (giovedì 15) ha condannato i medici irlandesi che avevano rifiutato a una gestante – che purtroppo poi è morta – la terapia richiesta cui aveva «diritto»: l'uccisione del figlio. Con la «Nota 8996 del 26 ottobre» scorso il ministero dell'Interno ha riconosciuto – Il Sole 24 Ore (sabato 9) e La Stampa (lunedì 12) – lo stato di «familiare» allo straniero che abbia «sposato» all'estero un italiano con «nozze gay», e quindi il suo «diritto al permesso di soggiorno». Di questo passo, e se realizzata all'estero da un italiano, avremo tra poco anche la legittimazione della poligamia? EVOLUZIONE INVOLUZIONISTA

Il vero homo sapiens era il cavernicolo. Lo afferma il prof. Gerald Crabtree, dell'Università di Stanford (Il Giornale, venerdì 16), secondo cui l'uomo del Paleozoico aveva bisogno di grande intelligenza per superare le enormi difficoltà del vivere di allora, che stimolavano l'evoluzione del cervello. Oggi, invece, la vita è molto più facile e l'uomo, impigrito, rischia di istupidirsi. L'evoluzione che genera l'involuzione. RAZZI E SCUOLE

Lo scambio di razzi tra la striscia di Gaza e Israele è così commentato da Libero (venerdì 16): «Israele è sotto attacco: fa benissimo a sparare». Almeno un superlativo è di troppo. «La scuola è in precarietà», scrive Pubblico quotidiano (domenica 11), che si chiede: «E se si tagliassero i fondi alle scuole private?». Sarebbe un disastro, perché il costo per studente nelle scuole di Stato è almeno doppio rispetto a quello delle scuole pubbliche non statali.

Pier Giorgio Liverani

http://www.avvenire.it

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