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Prefazione

Non sappiamo come fosse, quel giorno, il cielo di Mornese. Forse s'era infuocato di nuvole a cumuli che inondavano di riflessi luminosi i vigneti.


Prefazione

da Spiritualità Salesiana

del 01 gennaio 2002

 

 

 

 

 

 

 

 

INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE

 

 

 

 

 

Titolo Maria Domenica Mazzarello. Una vita semplice e piena di amore

 

 

Autore Giudici M. Pia, Borsi Mara

 

 

Editore Ellenici www.elledici.org

 

 

EAN 9788801039146

 

 

Prezzo 13,00 €  

 

 

Pagine 208

 

 

Data gennaio 2008

 

 

Collana Santi e figure della Famiglia Salesiana

 

 

ISBN: 880103914X

 

 

ISBN-13: 9788801039146

 

 

 

 A pochi mesi dalla morte di Maria Domenica Mazzarello, avvenuta il 14 maggio 1881, venne scritta la prima sintesi biografica redatta dal suo direttore spirituale, il salesiano don Giovanni Battista Lemoyne. Uscì a puntate sul Bollettino Salesiano per far conoscere alla grande Famiglia di don Bosco, che a quel tempo contava presenze in Europa e in America, la santità di colei che aveva collaborato alla fondazione dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

 

 

Da allora sono state pubblicate numerose biografie sulla Santa di Mornese. Molte sono tradotte in diverse lingue e diffuse nelle comunità educanti dei cinque continenti dove operano le religiose educatrici che a lei si ispirano per la formazione delle giovani generazioni.

 

 

L’esemplarità di Maria Domenica è nota non solo nell’ambito della Famiglia salesiana. Anche una comunità di bonzi che vive in Cambogia ha espresso simpatia per questa donna educatrice, sapiente e umile, nata in un piccolo paese del Monferrato, ma dal cuore missionario che sognava di annunciare il Vangelo in Patagonia.

 

 

In Germania, un gruppo di famiglie di Magdeburg non appartenenti ad alcuna confessione religiosa ha dato vita a un’associazione di solidarietà a favore dei bambini poveri intitolandola a Maria Mazzarello.

 

 

In Brasile è stata addirittura dedicata a lei, che aveva imparato a scrivere da madre generale, la biblioteca dell’Università cattolica di Brasilia.

 

 

I santi e le sante sono un grande regalo di Dio al mondo, una fonte preziosa di ispirazione che non perde mai la sua attualità.

 

 

Essi appartengono alla schiera di coloro che Jacques Maritain definisce “i veri educatori dell’umanità”. La loro vita, infatti, continua a far risplendere quella pienezza di umanità che affascina e che sola potrà ridare al mondo la giusta direzione del cammino verso il futuro.

 

 

I santi non solo parlano di Dio, ma lo rivelano nella sua identità più profonda: l’amore.

 

 

 

 

 

A 170 anni dalla nascita di Maria Domenica Mazzarello, ci è parsa opportuna la pubblicazione della seconda edizione della nota biografia Una donna di ieri e di oggi scritta da suor Maria Pia Giudici con profondità di indagine e vivacità di stile.

 

 

L’attuale biografia, più sintetica e agile rispetto alla precedente, è stata aggiornata e riveduta, con la collaborazione di sr. Mara Borsi, sulla base delle recenti ricerche interidisciplinari intorno alla figura della Confondatrice dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

 

 

Dalle pagine di questo volume emerge il profilo storico-spirituale di una donna dallo sguardo aperto e lungimirante, dal cuore appassionato e umile, dal messaggio profetico radicato nella freschezza del Vangelo e del carisma salesiano.

 

 

Auguro che la rinnovata edizione biografica della prima Figlia di Maria Ausiliatrice contribuisca a riaccendere in tutti il fuoco dell’amore evangelico e faccia di ogni comunità e famiglia la casa dell’amor di Dio.

 

 

 

 

 

Roma,        8 dicembre 2007

 

 

170° anno dalla nascita di Maria D. Mazzarello

 

 

 

 

 

                                                                                               Suor Antonia Colombo

 

 

                                                                                          Superiora generale delle FMA

 

 

 

Che cosa faceva Dio?

 

 

 

 

 

 

 

 

Non sappiamo come fosse, quel giorno, il cielo di Mornese. Forse s’era infuocato di nuvole a cumuli che inondavano di  riflessi luminosi i  vigneti.

 

 

Alla cascina della Valponasca s’era spento anche l’ultimo vociare dei garzoni che da poco avevano deposto i loro attrezzi.

 

 

Giuseppe Mazzarello sedeva all’uscio di casa. Era un contadino di cui difficilmente si sarebbe indovinata l’età. Sul volto scavato dalle rughe e annerito dal sole si leggeva quella pacatezza serena, volitiva e austera che caratterizzava, un tempo, l’uomo dei campi.

 

 

A un tratto sbucò dalla cascina Maria: una bimbetta che avrà avuto poco più di cinque anni.

 

 

Guardando suo padre, si lasciò scivolare sull’erba accanto a lui.

 

 

«Me lo dici» - chiese - «che cosa faceva Dio prima di creare il mondo?».

 

 

Il contadino, quasi rimbalzando la domanda a quella parte di sé ch’era più in familiarità con il catechismo imparato in chiesa e sulle ginocchia di suo padre, rispose: «Che cosa faceva?».

 

 

Una pausa e poi:«Beh, contemplava se stesso, amava se stesso, era felice in se stesso».

 

 

La risposta, teologicamente parlando, non faceva una grinza. Però per la bambina era come lo scafandro d’un sub. Lei non poteva starci a suo agio.

 

 

Quando, molto più tardi, confidò quel lontano ricordo dell’infanzia alla sua più intima amica Petronilla, aggiunse: «Quella risposta di mio padre non me la sono più dimenticata. Naturalmente capii poco allora, ma non so perché mi stimolò sempre a interessarmi di Dio. Non avrei lasciato il catechismo per tutto l’oro del mondo».

 

 

Le prime volte vi aveva partecipato, timida e silenziosa come in genere le ragazze delle cascine, se ne stava rincantucciata quasi temesse il confronto con le sue coetanee, sbarazzine e disinvolte. Ma appena cominciava la lezione non perdeva una sillaba.

 

 

Don Domenico Pestarino, di cui diremo in seguito, s’accorse presto che Maria registrava tutto nella sua felice memoria. Non solo ma, stimolata a riflettere, dava certe risposte in tema di fede che stupivano le compagne e forse ancor più gli adulti.

 

 

Sempre quelle testimoni, di cui alcune furono invitate a deporre per il processo di canonizzazione, si ricordarono proprio quel che don Pestarino diceva, qual cosa che, allora, doveva averle toccate sul vivo: «Vedete: questa è delle cascine e non può venire sempre, eppure sentite un po’ come sa. Voi state in paese, siete sempre presenti e non sapete rispondere alle mie domande. Perché questo? Perché non studiate e non state attente come Maria».

 

 

È un fatto: Maria era una ragazzina sveglia e profonda. A guardarla negli occhi si coglieva, fin d’allora, quella volontà tenace che è preludio di grandi ardimenti.

 

 

«Non voglio restare inferiore a nessuno -  diceva -  i ragazzi li voglio vincere tutti. Non mi fanno paura».

 

 

Di fatto avveniva così.

 

 

Alla domenica don Pestarino, finita la spiegazione del catechismo, passava alla gara. Chiamava un ragazzo e una ragazza perché s’interrogassero a vicenda. E quelli giù a sparar domande su domande. «Maria - dicono - veniva sempre». Più tardi qualcuno le ricordò quel suo prestigio di piccola celebrità tra i ragazzini.

 

 

E lei a dire: «Era tutto amor proprio: studiavo per non essere vinta e per non fare brutta figura».

 

 

È dal cielo del mattino che prevedi lo splendore del meriggio. Se qualcuno sin dall’infanzia si appassiona a Dio e ha il coraggio della verità con se stesso, c’è da aspettarsi cose grandi. Anche la santità.

 

 

 

Maria Pia Giudici, Mara Borsi

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