Pace disarmata, pace disarmante

Da dove si comincia davvero

Quaresima 2026: Per costruire una pace disarmata

Un tempo armato, dentro e fuori

Viviamo in un tempo armato. Armato di guerre che tornano a occupare la scena mondiale, ma anche di parole dure, reazioni istintive, relazioni tese. Basta osservare il modo in cui discutiamo, sui social e nella vita quotidiana, per accorgerci di quanto sia facile passare dal confronto allo scontro.

La pace è desiderata da tutti, ma spesso resta uno slogan. La invochiamo, la difendiamo a parole, ma facciamo fatica a costruirla nella concretezza delle relazioni. Forse perché continuiamo a cercarla nel posto sbagliato.

Non è difficile riconoscere la guerra nel mondo. È molto più difficile riconoscere la guerra che ci portiamo dentro.

La Quaresima come tempo di verità

La Quaresima arriva ogni anno come un tempo scomodo e necessario. Non è una parentesi triste, né un esercizio di moralismo. È un tempo di verità. Un tempo in cui fermarsi, fare silenzio e guardare con onestà ciò che abita il cuore.

Il Mercoledì delle Ceneri segna l’inizio di questo cammino. Non con grandi discorsi, ma con un gesto povero ed essenziale. Un po’ di cenere sulla testa, poche parole, nessuna illusione.

La Quaresima non ci chiede di apparire migliori. Ci chiede di essere veri.

La cenere, segno che disarma

La cenere dice una verità semplice e spesso dimenticata. Siamo fragili. Non siamo invincibili. Non controlliamo tutto. È una verità che può dare fastidio, perché smonta molte delle difese che costruiamo per sentirci forti.

Eppure è proprio da qui che può nascere la pace. Molte tensioni interiori e relazionali nascono dal bisogno di proteggerci, di non perdere, di non mostrarci vulnerabili. Ci armiamo per difenderci, e senza accorgercene trasformiamo la vita in un campo di battaglia.

La cenere non umilia. Disarma. E un cuore disarmato è un cuore più libero.

Una pace disarmata e disarmante

Papa Leone XIV ha indicato una strada chiara parlando di una pace “disarmata e disarmante”. Non è una formula suggestiva. È una provocazione evangelica.

Una pace disarmata è una pace che rinuncia alla logica della forza, del dominio, dell’umiliazione. Una pace disarmante è una pace che interrompe la catena delle reazioni automatiche, che non risponde colpo su colpo, che apre spazi nuovi.

Non è una pace debole. È una pace esigente. Chiede di rinunciare a qualche arma che usiamo spesso: il giudizio rapido, la parola che ferisce, l’orgoglio che non cede, il bisogno di avere sempre ragione.

“Ritornate a me con tutto il cuore”

La Parola di Dio all’inizio della Quaresima è diretta e senza giri di parole: “Ritornate a me con tutto il cuore”. La conversione non è prima di tutto un elenco di cose da fare o da evitare. È un ritorno.

È il cuore che smette di disperdersi. È la vita che rientra al centro. È la persona che accetta di non bastare a sé stessa.

La pace nasce così. Non dallo sforzo di apparire migliori, ma dall’affidamento. Quando il cuore torna a Dio, smette lentamente di essere armato.

Che cosa significa disarmare il cuore

Disarmare il cuore non è un’idea astratta. È una scelta quotidiana, concreta.

Significa imparare a disarmare le parole, quando diventano taglienti. Disarmare lo sguardo, quando il giudizio sugli altri diventa un’abitudine. Disarmare l’orgoglio, quando impedisce di chiedere scusa. Disarmare la paura, quando ci chiude o ci rende aggressivi.

La pace non si costruisce con grandi dichiarazioni. Si costruisce con piccoli disarmi ripetuti, giorno dopo giorno.

Uno sguardo salesiano sulla pace

Il carisma salesiano ci offre una prospettiva preziosa. Don Bosco, infatti, non promuoveva la pace attraverso semplici discorsi, ma la creava attraverso la costruzione di ambienti accoglienti. Questi spazi erano pensati per eliminare la necessità di difendersi costantemente.

Il suo metodo educativo si basava sulla fiducia anziché sulla severità, sulla presenza attiva piuttosto che sul controllo, sulla relazione al posto della paura. Un giovane che si sente accolto depone le armi della difesa e, liberato da questa necessità, è in grado di intraprendere un cammino di cambiamento.

La vera pace non scaturisce dalla sorveglianza e dal controllo, ma fiorisce dall'incontro autentico.

Un primo passo concreto

Per questa Quaresima scegli un disarmo concreto: una parola taciuta, una polemica evitata, un giudizio sospeso, un piccolo passo di riconciliazione.

Oppure, nomina a Dio la tua guerra interiore con verità. La pace inizia da lì.

Per iniziare il cammino

Possiamo portarci dentro tre domande, come compagne di strada:

  1. Qual è l’arma che uso più spesso per difendermi.
  2. Con chi sto vivendo un conflitto non riconosciuto.
  3. Che cosa mi impedisce davvero di fidarmi.

Cristo non è venuto ad armare il mondo, ma a disarmare il cuore dell’uomo.

E forse la Quaresima serve proprio a questo. A ricominciare da lì.

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