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Ora la mia vita è piena, prendila Signore - 29 dicembre 2005 SERIE: D'amore si m...

Quel giorno nel tempio però appare un bambino: è povero, non può essere riscattato che da due piccioni; ma è la promessa di Dio. Maria e Giuseppe restano meravigliati delle esclamazioni di questo vecchio Simeone: ora Signore muoio in pace perché l'attesa della mia vita è compiuta.


Ora la mia vita è piena, prendila Signore - 29 dicembre 2005 SERIE: D'amore si muore, di speranza si vive

da L'autore

del 09 novembre 2006

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Che cosa ci aspettiamo dalla vita? Perché viviamo? Quei quattro sogni che abbiamo nel cassetto riusciremo a realizzarli? La nostra vita è una continua ricerca che ci lascia sempre insoddisfatti o c'è un momento in cui possiamo dire di aver raggiunto con soddisfazione ciò che cercavamo?

Nel Vangelo è descritta la insana soddisfazione di un uomo che ha lottato tutta la vita per farsi un nome, per costruire una azienda, per alzare il fatturato, per imporsi sul mercato. Un uomo riuscito che si è allargato sempre di più e che ha il dono di sedersi a contemplare e a sentirsi soddisfatto. Fermarsi a guardare ciò che si è raggiunto è già un fatto positivo rispetto a quell'affanno dell'avere che a molti avvelena tutta la vita per conquistare sempre di più. Ebbene quest'uomo si siede, contempla e pone la sua fiducia in quello che ha.

Invece c'è un altro uomo, carico di anni, saggio, con occhio da sentinella, che sta aspettando da sempre nella sua lunga vita non qualcosa, ma qualcuno. Si chiama Simeone; nella sua lunga esistenza non ha mai smesso di aspettare. “Il Signore è fedele alle sue promesse, la sua parola è per sempre. Ci ha promesso un Salvatore e ce lo darà. Se Dio non ci può abbandonare. Quanti suoi amici gli avevano detto: ecco l'irriducibile, quello che continua ad aspettarsi qualcosa di nuovo da questa vita monotona e annoiata che ci troviamo a vivere. Ecco Simeone, il vecchio sognatore, che non smette di giocare all'adolescente! Dove è il tuo Dio se i pagani, i romani, ci opprimono e bestemmiano ogni giorno il suo nome con i loro riti peccaminosi?

Quel giorno nel tempio però appare un bambino: è povero, non può essere riscattato che da due piccioni; ma è la promessa di Dio. Maria e Giuseppe restano meravigliati delle esclamazioni di questo vecchio Simeone: ora Signore muoio in pace perché l’attesa della mia vita è compiuta. È arrivata quella luce a lungo sognata per dissipare le nostre tenebre. Non aspettava di aumentare i suoi guadagni, ma solo di cambiare la sua attesa in presenza, il suo cercare in un trovare. Si avverava una speranza nel vedere Gesù, non ne registrava un possesso; si apriva a un dono, non si stringeva al petto un oggetto.

Quanto bisogno c'è che nella nostra esistenza ci siano anziani che non si divertono a scoraggiare i giovani con i loro lamenti, Dio non voglia a rovinarli con le loro passioni, ma che siano capaci di tenere sempre viva la speranza! Di incoraggiare ad attendere, di tenere sempre fermo lo sguardo su un futuro diverso come Dio ci ha promesso e manterrà!

Ma questa speranza dove la trovo?

mons. Domenico Sigalini

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