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OLIMPIADI - Più dell'ORO

Cosa guida la volontà di un concorrente, cosa è che fornisce l'ispirazione e la forza interiore necessaria per diventare un 'mito'? Per molti questa forza interiore proviene dalla loro fede in Dio. È una fede che dà loro uno scopo maggiore, uno scopo che alcuni dichiareranno valere più dell'ORO. «Essere cristiano è la vittoria più bella» (Ole Kristian Furuseth).


OLIMPIADI - Più dell’ORO

da Teologo Borèl

del 31 marzo 2006

Molto tempo prima dello sparo dello Start, prima che sia stabilita la linea d’arrivo, c’è il viaggio, il viaggio che mette se stesso da parte per superare le barriere e creare un posto tra i migliori del mondo. Si decide in un momento, ma dura una vita intera. Un movimento, una mossa verso l’eccellenza, un flash brillante di vittoria oppure una disfatta catastrofica, il tempo si ferma. Questo è l’oro olimpico. Quanti hanno visto il proprio riflesso nella sua lucentezza, le loro vite dedicate ad un traguardo che fa paura. Quanti ne hanno sentito il peso e la fierezza che ne deriva, quando il maggior premio è la gloria dell’incoronazione. Molto tempo prima che l’oro sia vinto, molto tempo prima dell’evento finale, il viaggio comincia. Ciascuno costruirà una base per cominciare la sfida, mentale e fisica, aldilà di se stesso. Ispirato da sogni che conducano alla linea di partenza. Il cuore che freme, la mente agitata e il corpo pronto per raccogliere la sfida di una vita intera. Ispirazione e motivazione vengono dal desiderio di competere al più alto livello, qui la vittoria è dolce e rapida e qui i sogni sono infranti in un istante. Anni di lavoro e di speranza si mischiano sotto il ruggito della folla, il tempo è sospeso e lo sforzo trionfa o crolla miseramente. Ma cosa guida la volontà di un concorrente, cosa è che fornisce l’ispirazione e la forza interiore necessaria per diventare un mito? Per molti questa forza interiore proviene dalla loro fede in Dio. È una fede che dà loro uno scopo maggiore, uno scopo che alcuni dichiareranno valere più dell’ORO.

 

Vonetta Flowers, partecipante dei giochi olimpici di Torino 2006, è la prima donna afro-americana ad aver vinto una medaglia d’oro ai giochi olimpici invernali (bob). In quell’occasione disse: “Ringrazio il Signore per questa vittoria, perché senza di Lui non sarei qui. Prima di diventare cristiana, non mi sentivo per nulla una persona cattiva, eppure ero perduta. La decisione di accettare Cristo quale mio Salvatore personale aveva un solo significato: seguire le orme di Gesù 24 ore 24. La mia Bibbia divenne più di un libro da portare in chiesa la domenica. La Parola di Dio fu come rivitalizzata; ad essa mi rivolgo spesso per ricevere forza, sia in competizione che nella vita. Un consiglio da amica per vincere sempre: «fai lo stesso anche tu».”

 

Ole Kristian Furuseth, per due volte vincitore della coppa del mondo nello slalom gigante. Conquistò il secondo posto nel campionato mondiale 1989/90. Ma Ole Kristian sa che nella vita ci sono cose più importanti che vincere gare di sci: “Essere cristiano è la vittoria più bella. La fede in Gesù Cristo ha un ruolo importante nella mia vita. Non riesco ad immaginare una vita senza fede. È magnifico accettare Gesù come proprio Signore e Salvatore. Nella vita possono succedere molte cose, la carriera di uno sportivo può venire stroncata da un incidente, ma io so che posso sempre trovare conforto in Gesù. Io credo nel perdono ed in un Dio che sempre vuole il meglio per noi. lo credo che Lui ha un piano per la mia vita. Non ho problemi a parlare della mia fede, non ci si deve vergognare del Vangelo di Gesù Cristo ed assieme ad altri campioni sportivi vogliamo dimostrare che chi crede in Dio non è diverso o più misterioso degli altri. La lettura della Bibbia e la preghiera sono importanti per me. Quando leggiamo la Bibbia è Dio che parla a noi, quando preghiamo invece siamo noi a parlare con Dio. È importante ed utile avere ogni giorno questo colloquio con Lui, che ti riempie di gioia, di pace, serenità, speranza e conforto in qualsiasi bisogno. Un vero cristiano non può digiunare da queste cose. Il salmo biblico 37 ha sempre avuto una grande importanza per me. Lì sta scritto: «Affida a Dio il tuo cammino; confida in Lui, ed Egli agirà per te... Sta in silenzio davanti al Signore, e aspettalo; non adirarti per chi ha fortuna nelle sue imprese... Il Signore conosce i giorni degli uomini integri; la loro eredità durerà in eterno… Poiché il Signore ama la giustizia e non abbandona i suoi santi; essi sono conservati in eterno.» Questo non significa che Dio mi aiuta a vincere le gare. Certo che no! In questo Salmo c’è la promessa che Dio farà sempre parte della mia vita e si occuperà di me. In questo posso aver fiducia, in fin dei conti l’arrivare primo o ultimo in una gara per me è lo stesso, poiché posseggo già la vittoria più bella. La mia esistenza eterna è nelle mani di Dio e la vivrò eternamente con Lui. Questo è quello che ho sempre augurato ai miei fans ed anche a te.”

 

Abbiamo sentito da questi grandi atleti olimpionici quanto hanno sofferto per diventare i migliori, le difficoltà dell’allenamento, le pressioni durante le competizioni, sia nella vittoria che nella sconfitta, benché  le olimpiadi abbiano portato loro notorietà, successo e popolarità, ciascuno di loro ha trovato che la propria vita doveva essere costruita sulla base solida che dà il Cristo. Senza Lui i giochi offrono poco, per ognuno di noi Dio ha promesso una vita piena ed abbondante, una vita che voglia significare qualcosa, piena di traguardi. Duemila anni fa c’era un uomo che viveva in Galilea, offriva una vita piena di speranza a chi sarebbe venuto a Lui, le Sue parole continuano a vivere, a quelli che l’ascoltano continuano a dare pace e forza e indica loro una vita piena di significato, il suo nome è Gesù.

Nicola Andrea, Lina Scorsone

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