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Non c'è Oratorio senza Domenica

Messaggio Arcivescovo di Milano alla Diocesi per la Festa di Apertura degli Oratori 2004. «È possibile? Sì! Certamente! Se però conserviamo e sviluppiamo le tre caratteristiche fondamentali della comunità cristiana che educa i propri figli in Oratorio:- un Oratorio che “nasce dalla Domenica”,- un Oratorio che “conduce all'Eucaristia”, - un Oratorio che è sempre “domenicale” anche nella vita di tutti i giorni».


Non c’è Oratorio senza Domenica

da Teologo Borèl

del 01 gennaio 2002

Carissimi,

il cuore vivo della Festa che oggi celebriamo nei nostri oratori è la Messa. Mi piacerebbe celebrarla in tanti, anzi in tutti gli oratori della Diocesi, per mettere la vita di ciascuno di voi nella sorgente dalla quale scaturirà, sempre fresca e rinnovata, la passione educativa che garantisce bellezza e futuro alla nostra Chiesa.

Questa estate, in uno degli oratori che ho visitato, per festeggiarne il centenario, si è celebrata l’Eucaristia in cortile. Dopo la Comunione, a ciascuno dei partecipanti è stato consegnato un palloncino colorato e volante. Al “via”, dopo il mio palloncino rosso, tutti gli altri sono volati in alto, su su, nel cielo, seguiti dai nostri sguardi.

Ecco, vorrei che fosse così ogni Oratorio: capace di partire da dove si trova ognuno di noi, per aiutarlo a esprimere pienamente la propria libertà e a spiccare il volo della propria maturità – e, quindi, della propria vocazione – realizzata fino al suo destino finale, di gioia senza limiti, in cielo, dove tutti saremo uniti in Gesù risorto.

È possibile? Sì! Certamente! Se però conserviamo e sviluppiamo le tre caratteristiche fondamentali della comunità cristiana che educa i propri figli in Oratorio:

- un Oratorio che “nasce dalla Domenica”,

- un Oratorio che “conduce all’Eucaristia”,

- un Oratorio che è sempre “domenicale” anche nella vita di tutti i giorni.

L’Oratorio “nasce dalla Domenica”

Storicamente, diversi secoli or sono, le prime esperienze di Oratorio si svolgevano solo di Domenica e nei giorni festivi. Poi divennero anche feriali.

Ma in quell’origine domenicale c’è una straordinaria suggestione: l’Oratorio dice in concreto la capacità educativa di una comunità, di quella comunità che si raduna nel nome del Signore e che dal suo Spirito trae la forza misteriosa ed efficace di generare e di far crescere autentici figli di Dio.

L’Oratorio nasce, anzi rinasce sempre, ogni Domenica. L’Oratorio nasce là dove la comunità cristiana si riunisce nel Giorno del Signore risorto per essere sempre di nuovo guidata dalla Parola di Dio, ricreata dal suo perdono, nutrita dal Pane dell’Eucaristia. Cosciente di questi doni, la Chiesa li annuncia, li celebra, li vive, educando i suoi figli a riconoscerli, a viverli, a testimoniarli con gioia.

Non c’è Oratorio senza Domenica, perché non c’è Chiesa senza il Giorno del Signore.

L’Oratorio “conduce all’Eucaristia”

Nel cuore della Domenica c’è l’Eucaristia.

L’Oratorio, proprio perché prende vigore dalla celebrazione di Gesù Cristo vivo e presente tra noi, si impegna in ogni modo per condurre tutti i ragazzi, gli adolescenti e i giovani alla gioia di questo incontro benedetto.

Anzi, potremmo dire che ogni Oratorio esiste proprio per tracciare tante strade sulle quali i bambini, i ragazzi, gli adolescenti e i giovani, come i discepoli di Emmaus, possono incontrare personalmente il Signore Gesù e dialogare con lui. Lui è sempre il loro grande compagno di viaggio. Lui desidera svelare loro il vero senso della vita e riempire e scaldare il loro cuore. Lui vuole restare con loro e affidare a ciascuno la particolare missione che dovrà realizzare nella vita.

All’Oratorio ogni iniziativa, ogni impegno e ogni momento hanno valore se servono ad aprire gli occhi di tutti i ragazzi perché riconoscano Gesù e si lascino da lui stupire, guidare e mandare come testimoni e missionari. È ciò che avviene quando i ragazzi, gli adolescenti e i giovani dell’Oratorio partecipano con convinzione e serietà alla Messa. Lì è possibile maturare e rinnovare in continuità la gioia e lo slancio della fede, che all’Oratorio è “in cammino”.

Il dinamismo tra la crescita della fede in Gesù, la partecipazione all’Eucaristia e l’impegno della testimonianza all’Oratorio e fuori di esso è ben espresso dallo slogan di questo anno pastorale oratoriano: SEI TU! ORACORRIAMO.

L’Oratorio è sempre “domenicale” anche nella vita di tutti i giorni

San Domenico Savio, un giorno, così si rivolse a don Bosco: «Mi chiamo Domenico, che vuol dire “del Signore”. Dunque io devo e voglio essere tutto del Signore; e voglio farmi santo, e sarò infelice finché non sarò santo». Poi corse incontro a un ragazzo appena arrivato all’oratorio, invitandolo a non stare in disparte. Gli disse: «Noi qui facciamo consistere la santità nello stare sempre molto allegri, perché siamo con il Signore».

Ecco, questo è anche oggi un bellissimo esempio per ogni Oratorio, perché sia sempre “domenicale” anche nelle tante o poche attività feriali, come il catechismo, lo svago, l’organizzazione, le strutture, la formazione degli educatori… e ogni altra cosa.

All’Oratorio si può, si deve percepire il senso profondo dell’autentica allegria, perché in ogni momento si sente “il buon sapore” dell’essere con il Signore, dello stare nel suo cuore e del rimanere nel suo amore. Allora i ragazzi che “vanno all’oratorio” e gli educatori che “si impegnano per l’oratorio” percorrono insieme una strada molto concreta e del tutto normale, ardua forse, ma affascinante verso la santità, verso il segreto della vera gioia che, sempre e per tutti, consiste nell’essere “del Signore” e nel seguirlo con fiducia e con grande coraggio.

Per un Oratorio secondo il “sogno di Dio”

Ci sono tre compiti che voglio affidare a tutti quelli, grandi e piccoli, che hanno a cuore l’Oratorio e che si impegnano perché il proprio oratorio sia sempre più come piace a Dio.

1.Continuate a fare l’oratorio anche di Domenica. Anche dove è difficile. Arricchitelo, se occorre, di proposte che fanno crescere lo stile di condivisione, l’esperienza di aggregazione fraterna e di vita comune, il momento di preghiera, di gioia e di festa.

2. Nella Messa della Domenica pregate, spesso ed esplicitamente, per l’oratorio e nei giorni feriali dell’oratorio e del catechismo recitate sempre una preghiera riprendendola dalla Messa domenicale.

3.“Sprecate” tutti i giorni il sorriso, con tutti, in ogni momento di vita dell’oratorio. Che il vostro sia veramente il riflesso del sorriso di Dio. E, allora, allegro, bello e santo sarà il vostro oratorio!

Con il mio augurio più sincero per questo anno oratoriano. Con il mio saluto più cordiale per ciascuno di voi, ragazzi, adolescenti, giovani e per i vostri genitori, i vostri preti, le vostre suore, i vostri catechisti, educatori e animatori. Con la più grande e feconda benedizione del Signore.

+ Dionigi card. Tettamanzi

Arcivescovo  di Milano

http://www.diocesi.milano.it

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