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Le lettere degli animatori

Riportiamo alcuni stralci delle lettere scritte allo staff dai ragazzi che hanno fatto il corso animatori del primo livello (prima e seconda superiore). Sono solo stralci e sono solo alcune, ma danno l'idea della vita che pulsa nei giovani animatori. [É stato tolto il nome]


Le lettere degli animatori

da MGS News

del 20 giugno 2007

Prima di partire per questo corso pensavo che fare l’animatore fosse una cosa abbastanza semplice, ma devo ammettere che mi sbagliavo. Sarà un impegno non facile e con i vostri consigli cercherò di non sbagliare e se sbaglierò… pazienza, è dai propri errori che si impara; quindi devo ringraziarvi anche per avermi aperto gli occhi!

 

Venendo qua ho ricevuto un dono grandissimo, indimenticabile e per di più inaspettato. Gli animatori mi hanno trasmesso energia, passione, voglia di vivere ed amare e soprattutto voglia di trasmettere, quando noi saremo animatori, queste qualità ai bambini. Ho capito anche quanto importante è (oltre che bello) sentirsi un punto di riferimento per gli altri ed un “modello”, non secondo me da imitare, ma da seguire; perché poi a mio parere spetterà ad ognuno di loro (degli animatori che diventeranno animatori) aggiungere un pizzico di personalità. … Quest’estate nel Grest in cui animerò mi impegnerò ad accogliere tutti i bambini allo stesso modo (braccia) e a non concedere ogni cosa solo per piacere a tutti (addominali).

 

Questi tre giorni mi hanno permesso di capire quanto passione, responsabilità e impegno sono necessari per fare l’animatore. Forse all’inizio non mi rendevo conto che diventare animatrice è un progetto serio da non sottovalutare.

 

All’inizio non ero molto contenta di venire qui, perché in tutta sincerità non ne avevo voglia. Ma ora sono rimasta molta soddisfatta dell’esperienza fatta, perché ho appreso l’arte di essere animatore… Ho capito che per essere un buon animatore ci vuole veramente molta passione e molto impegno.

 

Un grazie di vero cuore! Con questo corso ho avuto modo di conoscere gente nuova, confrontarmi con altri che non la pensano come me, ho imparato a mettermi di più in gioco e che non si finisce mai di imparare! … Ho avuto modo di crescere! Tutte le attività hanno lasciato dei messaggi molto significativi, come siamo persone uniche, speciali e molto importanti, che dobbiamo amare e lasciarci amare, che è bello sognare: è un modo per rendere la vita più interessante ed emozionante. Abbiamo un paio d’ali ma solo sognando impariamo a volare e dobbiamo aiutarci tra di noi nel rispetto delle persone e delle cose!

 

Ne ho dedotto che fare l’animatore richiede molto impegno, pazienza, costanza… ma alla fine da anche molte soddisfazioni….. “Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare!.”

 

La cosa che mi ha colpito di più qui è stata l’area antropologica e apostolica con i temi trattati: l’essere se stessi e non indossare la maschera fidandosi degli altri…. Mi ha stupito anche una frase: “la preghiera è la chiave al mattino e il catenaccio alla sera”.

 

Volevo farvi sapere che quest’esperienza per me è stata di fondamentale importanza per maturare sia nell’animazione, sia nella vita in generale. Ho capito quanto è importante l’animatore per gli animati. Deve essere un esempio, un modello da seguire…

 

Forse è proprio vero che “l’animatore” è un modo di essere.

 

Grazie per il vostro servizio che è molto, molto difficile poiché noi ragazzi siamo sempre restii a conoscerci, a parlare di noi e a condividere le nostre esperienze, però voi tutti animatori, sacerdoti e suore siete riusciti a farci parlare e a farci mettere in gioco. Siete riusciti a donarci qualcosa, la conoscenza e un po’ di esperienza su come animatore i bambini questa Estate.

 

Un grazie cordiale anche agli animatori che ci hanno dato il più grande insegnamento con la loro esperienza e con la loro presenza. La cosa più importante che mi è rimasta da queste giornate è il fatto che l’animatore si deve sempre mettere in gioco.

 

Questa esperienza è stata molto bella, infatti grazie ad essa ho imparato a mettermi in gioco, a dare fiducia agli altri, a collaborare e soprattutto ad ascoltare.

 

E’ un po’ difficile scrivere in un foglio di carta tutte le emozioni, i sentimenti, i pensieri pensati e provati durante questa esperienza splendida ma sono convinta che se provate ad entrare nella mia anima e ad immedesimarvi in me tutto quello che vedrete è fantastico!!

 

Quest’esperienza mi è servita molto a rafforzare la mia fede e mi ha fatto conoscere di più Dio.

 

Spero di essere come voi, di essere completa nel mio cammino di educatrice.

 

Ho imparato che l’essere animatore è un dono della vita e che non è un piacere ma un dovere verso il prossimo. Inoltre, ho avuto modo di riflettere su me stessa, sulla mie scelte e sui perché.

 

E’ divertente venire qui ed incontrare persone assolutamente nuove e dover collaborare con loro, confrontare le idee e soprattutto scoprire le loro aspettative.

 

Essere semplici, se stessi e non mascherarsi per apparire migliore: questo vuol dire essere animatore.

 

Esco da questo corso sicuramente migliore di prima con più idee e con l’intenzione di fare bene.

 

La cosa più bella che mi porterò via è stata l’esperienza fatta nella dimensione antropologica che mi ha insegnato ad essere sempre me stessa, con una frase semplice ma molto significativa: “essere non sembrare”.

 

In questo corso animatori ho capito che devo aiutare gli altri e non pensare solo a me stesso. Mi devo aprire di pi√π verso gli altri e aiutarli se ne hanno bisogno.

 

Il mio sogno più grande è quello di lasciare alle persone che incontro, qualcosa di bello, come tutti voi fate con tutti…

 

Ho capito l’importanza e la gioia di fare l’animatrice, il concetto “dietro le quinte” che credevo non esistesse. Mi hanno insegnato ad andare sempre incontro alla gente… Cosa porterò a casa? Tutto: l’amore, la passione, la gioia, ma soprattutto la capacità di mettere tutto questo insieme per i ragazzi. Cercherò, al mio Grest, di essere come questi animatori: un ottimo punto di riferimento in positivo, donando tutta l’energia, la semplicità e la passione che ho provato stando qui. Ho imparato anche a condividere ciò che provo dentro, perché la gente era lì pronta ad ascoltarmi, attenta ai miei sentimenti.

 

Ho capito che prima di fare l’animatrice bisogna imparare ad essere una persona vera.

 

Grazie agli animatori che sono riusciti a farmi capire che questo “lavoro” non è un gioco ma un impegno da prendersi con molta serietà, allegria e voglia di mettersi in gioco allo stesso tempo.

 

Durante questo breve periodo, ho riflettuto sugli argomenti trattati: il cuore, l’essere animatore, i sogni, la fiducia, l’essere dono per gli altri e tutto il resto. Ho capito che per essere un buon animatore bisogna possedere molte qualità, tra le quali le essenziali sono il cuore, la disponibilità, la fiducia, l’aiuto e la collaborazione.

 

Sono arrivata qui come un uovo e dopo poco mi sono schiusa. Di fronte a me c’erano moltissime uova che, chi prima, chi dopo, si sono schiuse. Tutte dentro ad un gigantesco nido. La seconda cosa che mi sono trovata davanti sono state delle bellissime aquile dalle grandi ali e dalle grandi esperienze. In questi tre giorni sono cresciuta come pulcino ma non sono ancora un’aquila, sono ancora nella fase della muta delle penne. Durante quest’estate saprò cosa diventerò. Potrei diventare una bellissima ed esperta aquila o rimanere un pulcino. Per ora sto cercando di imparare a volare e qualche passo in più sono riuscita a farlo.

 

Ci vuole pazienza, determinazione, passione, amore… anche disponibilità, bisogna essere capaci di aiutare ed essere amici dei bambini. Allo stesso tempo, però, bisogna anche essere capaci di dire anche di no. E’ quello che cercherò di fare nel mio centro estivo, dove ci vuole molta, ma molta energia, pazienza e passione. Oltre tutto, grazie agli stage, ho imparato nuove attività e ho anche capito che bisogna pregare per i ragazzi che si seguiranno durante l’estate e che ci sono molti modi di pregare.

 

Ricorderò il grande cerchio che ci faceva sentire tutti uguali. Voglio impegnarmi a sorridere, a far sorridere.

 

Mi impegno a cercare di essere me stesso (essere non sembrare).

 

Spero di infondere in loro lo stesso spirito di allegria, amicizia e amore verso Dio che hanno trasmesso a me i miei animatori, per poter star loro pi√π vicina e accompagnarli nel difficile cammino della vita.

 

Per essere bravi animatori e, quindi, in qualche modo educatori, bisogna prima conoscersi meglio e capire quali sono le cose veramente importanti, cioè la fiducia verso il prossimo e l’interiorità che va oltre le apparenze.

 

E’ bello non sentirsi arrivati e invece sentirsi insieme a tanti altri, un popolo in cammino.

 

Ho capito che la vita va affrontata sempre con il sorriso e che l’importante è l’interiorità delle persone e non l’esteriorità.

 

La cosa più bella che ho scoperto è il fatto che non devo “apparire, sembrare”, ma “essere” e che dai miei gesti, comportamenti, parole, quindi da cose esteriori, gli altri possono capire come io sono interiormente e che perciò devo stare “attenta” a non fare cose che potrebbero far capire qualcosa che io non sono. Mi impegnerò a non mollare mai, a continuare quando non ho voglia e a migliorare, con la forza di volontà.

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