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Io sono senza misura contento di Dio da Giovani per i Giovani

Ricordiamo mons. Vincenzo Savio, Vescovo 'salesiano' della diocesi di Belluno-Feltre che da poco ci ha preceduto in paradiso...


Io sono senza misura contento di Dio da Giovani per i Giovani

da GxG Magazine

del 01 gennaio 2002

Mons. Vincenzo Savio SDB, originario di Osio di Sotto (Bg), dopo aver compiuto la sua istruzione e la sua formazione presso le istituzioni salesiane, è ordinato sacerdote il 25 marzo 1972, a Roma. Fin dall’inizio della sua attività pastorale dimostra tutto il suo carisma, trasformando l’Oratorio di Savona nel centro propulsore di una proposta non violenta e originale negli anni successivi alle proteste del ’68, e il suo coraggio di sacerdote, mettendo a rischio la sua vita con una decisa predicazione contro la malavita nella Parrocchia di Isola Capo Rizzuto in Calabria. Viene nominato parroco a Livorno, lasciando un ricordo bellissimo sia per la sua animazione nella Pastorale Giovanile sia per l’attenzione dimostrata verso il mondo della sofferenza. Destinato a Firenze, dove è nominato dall’arcivescovo, mons. Piovanelli, segretario generale del Sinodo fiorentino, riceve poi la nomina a Vescovo di Garriana e succesivamente quella a Vescovo ausiliare e Vicario generale della Diocesi di Livorno.

Il 9 novembre 2000 è nominato Vescovo della Diocesi di Belluno-Feltre. Si fa subito notare per una straordinaria capacità relazionale in grado di mettere a proprio agio le persone, persino i bambini più piccoli, che saluta immancabilmente battendo il “cinque” con il palmo della mano. La sua attenzione verso la società civile lo porta a organizzare nelle Quaresime 2002 e 2004 due Convegni diocesani, il primo dedicato al disagio psichico e alle malattie mentali, il secondo al problema dei giovani lavoratori bellunesi. Mette al servizio della diocesi la sua esperienza nella preparazione del Sinodo, operando in prima persona e preparando questa avventura con grande dedizione ed entusiasmo. Cogliendo il forte nesso tra missione pastorale e arte, organizza a Feltre la mostra delle Iconostasi di Livorno e, allarmato dall’indifferenza per la persona di Gesù Cristo, fa esporre a Belluno il Cristo del Beato Angelico, il cui volto sofferente i Bellunesi assoceranno d’ora in poi sempre a quello del loro Vescovo. Valorizza in modo particolare l’opera dei sacerdoti missionari, che indica come splendido esempio di Fidei Donum, e organizza un convegno a loro dedicato, esperienza inedita nel panorama ecclesiale italiano. Comunica personalmente ai suoi fedeli la notizia della malattia che lo ha colpito e le tappe della sua evoluzione, non cessando di spendersi a favore della sua diocesi e invitando tutti alla preghiera a Dio per intercessione di papa Luciani, di cui aveva aperto il Processo di beatificazione.

La semplicità e l’umanità con cui vive la sua malattia lo avvicinano alla gente, anche non credente, e sono di aiuto e di sostegno per tutti coloro che vivono esperienze di dolore e malattia. Ormai gravemente provato, sempre assistito dai familiari e da Suor Assunta Stocco, FMA, riceve la visita del Rettor Maggiore dei Salesiani don Chavez, di molti dei suoi sacerdoti e dei fedeli che sono ammessi in Vescovado per un’ultima preghiera. Migliaia di persone lo hanno voluto accompagnare nel giorno dei funerali, per ringraziarlo dello splendido esempio di fede dimostrato.

Questo il testamento dettato da mons. Savio domenica 25 marzo, Solennità della Annunciazione: Nel nome del Signore Dio, certo della materna vicinanza di Santa Maria, in fraterna compagnia di tutta la Chiesa celeste. Se dovessi solo abbozzare un testamento spirituale, la mia confessione di lode e di richiesta di perdono non finirebbe più e, soprattutto, mi lascerebbe insoddisfatto.

Ad ogni buon conto la cosa più importante è dire a tutti che IO SONO SENZA MISURA CONTENTO DI DIO. Una meraviglia! Una sorpresa continua tale da poter dire a me, con convinzione, che in ogni istante la Sua misura era piena e pigiata.

Avrei potuto salutare la vita terrena in ogni istante sentendomi “riempito” di gratuità e di stupore.

Credo, anzi sono certissimo, che Lui ha molte cose da far quadrare in me e non di poco conto. Kyrie eleison!

Tre le sorprese la fraternità, le collaborazioni e tutte le amicizie. Una gratuità impensabile. Come faccio a elencare?

Non mi sono risparmiato nel dire alle persone che volevo bene intensamente.

Chi lo deve sapere lo sa, e resta vero oltre ogni momento umorale. In modo perenne. I miei familiari soprattutto: con affetto. Vi benedico tutti e voi tutti beneditemi.

+ Vincenzio Savio

Vescovo della Chiesa Cattolica

Michele Zecchin

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