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Intervista a sr Ana Rosa Sivori, fma, cugina di Papa Francesco

"Ho provato un'emozione molto grande, perché non me l'aspettavo, non pensavo che il Signore potesse scegliere proprio lui, conoscendo quanto lui sia restio a mostrarsi, a presentarsi. Però ho ringraziato il Signore per il Papa che ci aveva dato e poi anche ho pregato per lui perché ha preso su di lui una croce grande."


Intervista a sr Ana Rosa Sivori, fma, cugina di Papa Francesco

 

del 22 marzo 2013

 

          Suor Ana Rosa Sivori, argentina, missionaria delle Figlie di Maria Ausiliatrice (fma) in Thailandia, è cugina di secondo grado di Jorge Mario Bergoglio, il neoeletto Papa Francesco. In occasione della messa che ha inaugurato il pontificato è stata invitata a Roma. Di seguito riportiamo uno stralcio dell’intervista realizzata dalle fma della Thailandia e pubblicata sul sito dell’Istituto.

Che emozioni hai provato quando hai appreso la notizia che il Papa era il cardinal Bergoglio?

          Ho provato un’emozione molto grande, perché non me l’aspettavo, non pensavo che il Signore potesse scegliere proprio lui, conoscendo quanto lui sia restio a mostrarsi, a presentarsi. Però ho ringraziato il Signore per il Papa che ci aveva dato e poi anche ho pregato per lui perché ha preso su di lui una croce grande.

Che tipo di parentela c’è, che ricordi hai di lui?

          Siamo cugini di secondo grado. Suo nonno materno e il mio nonno paterno erano fratelli, quindi mia mamma e il suo papà erano cugini di primo grado, e noi siamo cugini di secondo grado. Era molto affezionato a mio padre, e quando poteva si incontrava con lui. L’ultima volta l’ho visto l’anno scorso. Ero tornata a casa per fare visita a miei parenti, e sono andata a trovarlo come faccio sempre quando torno in Argentina. Abbiamo chiacchierato un po’, mi ha regalato dei libri per me e per le suore, e come sempre mi ha chiesto preghiere. Mi ha chiesto di pregare per lui. Sempre mi diceva: “Ana Rosa, prega per me, ricordati di pregare per me”.

Come descriveresti il nuovo Papa?

          Descriverlo non è semplice, ma in sintesi pensando a lui penso all’austerità, alla semplicità, all’umiltà. È una persona molto umile, molto restio a mostrarsi e nel farsi vedere. Ha sempre vissuto da povero. Anche da cardinale ha sempre viaggiato con i mezzi, aveva un’abitazione povera e semplice.

Come ha vissuto finora il suo servizio alla Chiesa?

          Sono molti anni che non vivo in Argentina, ma quello che posso dire io è che lui ha sempre lavorato per i poveri, per gli emarginati. Il suo pensiero andava sempre agli anziani, ai bambini, a quelli che avevano meno voce nella società e lui ha sempre fatto molto per loro.

Secondo te come questa elezione può essere importante per la nazione Argentina?

          L’Argentina sta attraversando un momento di crisi particolare già da molto tempo. La sua elezione ha riempito di gioia e di speranza tutti gli argentini. Sono molto felici per questa elezione, vedono la mano di Dio, guardando al futuro vedono un risveglio della cristianità in una Nazione che sta soffrendo.

Cosa augura al nuovo Papa?

          Lui ha bisogno della luce dello Spirito Santo per poter fare tutto il bene che lui intende fare per la Chiesa e per il mondo. Lui sta parlando molto di fratellanza nella Chiesa e nel mondo intero e allora per Papa Francesco chiedo al Signore che lo illumini e lo guidi nella sua missione nel miglior modo possibile e noi continuiamo ad accompagnarlo con la nostra preghiera.

 

 

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