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In famiglia per educare alla vita

Si educa alla gioia di vivere riflettendo con i figli sulla vita come dono di Dio, della quale dobbiamo rispondere. I sentimenti da suscitare sono semplici: la gratitudine, l'amore del corpo e della salute, il progetto da sviluppare come risposta alla chiamata di Dio. La gioia è la caratteristica essenziale dell'ambiente familiare ed espressione dell'amore che regna in casa, il risultato di un clima educativo basato sulla ragionevolezza e sulla religiosità.


In famiglia per educare alla vita

da Quaderni Cannibali

del 25 gennaio 2007

Non so se sia stato l’effetto “Erba”, ma domenica pomeriggio, in ora insolita, che solo i preti osano fissare, mi sono trovato a Senago a parlare della famiglia in una sala gremita di oltre 200 persone. Fuori nei cortili dell’oratorio, i figli giocavano, contenti che i loro papà e mamme fossero “a scuola”. Le famiglie sono sotto tiro, papà e mamme trovano sempre maggior difficoltà ad affrontare i vari problemi educativi. Pur essendo l’ambiente primario per la difesa e la promozione della vita, il luogo dove crescere i propri figli, sulla famiglia oggi pesano le contraddizioni della cultura contemporanea, per cui in casa si vivono spesso grandi tensioni, si trovano enormi difficoltà per educare i figli. Questo spiega anche il successo dell’iniziativa del parroco di Senago e di altre parrocchie che, raccogliendo l’invito del Cardinale Tettamanzi a dare sostegno alle famiglie, hanno programmato la festa della famiglia e una serie di incontri su temi educativi.

 

I genitori come educatori, sono invitati a risvegliare nei figli la gioia di vivere, l’apprezzamento per i valori umani più profondi, il gusto del servizio gratuito agli altri. La gioia di vivere! La possono comunicare solo se sono contenti di essere coppia, di essere padri e madri. L’apprezzamento dei valori umani! Se loro stessi apprezzano il valore della buona educazione, della cortesia e della gentilezza del tratto, la capacità del dialogo e dell’ascolto, la sincerità nella comunicazione. Il gusto del servizio gratuito! Su questo, non c’è bisogno di parlare, basta che i genitori lo testimonino nei confronti dei parenti, dei vicini, nella partecipazione a iniziative di carità, di Chiesa.

 

Qualcuno lamenta che vorrebbe fare tutto questo, ma il clima che respira attorno, nel quartiere, nella comunità è tutt’altro! E’ vero, ma il cristiano sarà sempre in minoranza, ma è una minoranza che scuote, suscita interrogativi, stupore! Già mettere al mondo più di un figlio! Frequentare la Chiesa! Fare un piacere, senza chiedere niente in contraccambio! Perdonare un’offesa senza tenere il muso! Pulire le scale sporche del condominio, senza che nessuno lo chieda! Piccoli gesti, che non sono tanto facili da compiere da chi ha una mentalità egoista, individualista, antisolidarista.

 

Si educa alla gioia di vivere riflettendo con i figli sulla vita come dono di Dio, della quale dobbiamo rispondere. I sentimenti da suscitare sono semplici: la gratitudine, l’amore del corpo e della salute, il progetto da sviluppare come risposta alla chiamata di Dio.

 

La gioia è la caratteristica essenziale dell’ambiente familiare ed espressione dell’amore che regna in casa, il risultato di un clima educativo basato sulla ragionevolezza e sulla religiosità. Don Bosco, che amava lo spirito di famiglia nelle sue Opere, viveva con i suoi giovani la pedagogia della vita, della gioia, della festa, della bontà. Scriveva un giorno a un suo ragazzo, Francesco Besucco: «Se vuoi farti buono, pratica tre cose sole e tutto andrà bene… Eccole: allegria, studio, pietà. E’ questo il grande programma, il quale praticando tu potrai vivere felice».

 

Per essere famiglia al servizio della vita dobbiamo, con costanza e coraggio, proporre questi contenuti fin dai primi passi del cammino educativo, che ha come meta la loro formazione di cittadini responsabili e attivi nella vita della comunità e cristiani generosi in quella della Chiesa. «L’amore di papà e mamma. Non abbiamo mai assistito a uno screzio, a un muso, non ricordiamo di avere assistito a un momento di tensione… A tavola tutti ci si raccontava della giornata: gli incontri, il lavoro, le gioie e le contrarietà…» Così hanno hanno insegnato ai loro figli ad amare la gioia del vivere papà Attilio e mamma Noemi. Lui lo hanno proposto alla santità d’altare, lei è stato il suo segreto: i figli non riuscivano a immaginare il loro padre senza la mamma accanto, testimoni di un amore, che è diventato per loro memoria dolcissima e scuola di vita.

don Vittorio Chiari

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