Il primo conflitto. Quello con me stesso

Quaresima 2026: Per disarmare i conflitti

Quando si parla di conflitti, il pensiero va quasi sempre alle relazioni con gli altri. Alle discussioni, ai malintesi, alle ferite che nascono negli incontri quotidiani. In realtà il primo conflitto da affrontare è molto più vicino e spesso meno evidente. È quello che ciascuno porta dentro di sé, fatto di tensioni interiori, pensieri contrastanti, emozioni non ascoltate.

Molte reazioni che ci sorprendono, parole dette di troppo, chiusure improvvise o nervosismi apparentemente immotivati hanno origine proprio lì. Quando il cuore è affollato e agitato, la pace fatica a emergere anche nelle relazioni più semplici. Per questo la Quaresima invita a guardare prima dentro, senza paura e senza scorciatoie.

La guerra silenziosa che abita il cuore

Il conflitto interiore nasce quando nel cuore convivono desideri diversi. C’è il desiderio di fare il bene e, allo stesso tempo, la paura di cambiare. C’è la voglia di fidarsi e la tentazione di difendersi. C’è il desiderio di donarsi e la stanchezza che frena. Questa tensione fa parte della vita umana e non indica un fallimento spirituale.

Il problema nasce quando questo conflitto viene ignorato o rimosso. Quando non gli si dà un nome, finisce per governare le scelte senza farsi vedere. E spesso viene scaricato sugli altri, trasformandosi in durezza, giudizio o distanza.

Quando il conflitto prende forma

I conflitti interiori hanno volti concreti e riconoscibili. Per molti assumono la forma dell’ansia, legata al bisogno di controllare tutto e alla paura del futuro. Per altri diventano senso di colpa continuo, una voce interiore che rimprovera senza tregua. In altri ancora si manifestano come rabbia trattenuta, che resta sotto traccia fino a esplodere nei momenti meno opportuni.

A volte il segnale più evidente è una stanchezza profonda, che non passa nemmeno fermandosi un attimo. Una stanchezza che nasce dal tenere tutto insieme, dal non ascoltare mai ciò che accade dentro, dal dover essere sempre all’altezza.

Le fughe che sembrano soluzioni

Davanti a questo conflitto, la reazione più istintiva è spesso la fuga. Si riempiono le giornate di impegni, si resta sempre occupati, si scorre il telefono per non sentire, si scherza per alleggerire, oppure si alza la voce con chi capita a tiro. Sono strategie comprensibili, ma fragili.

Funzionano per un po’, poi il conflitto ritorna. E spesso si presenta con più forza, perché è rimasto troppo a lungo senza ascolto. La Quaresima propone un’altra strada, più semplice e più vera: restare, fermarsi, guardare ciò che accade dentro senza giudicarsi subito.

Un cammino possibile, a piccoli passi

Per affrontare il conflitto interiore non servono grandi tecniche. Serve anzitutto imparare a dare un nome a ciò che si prova. Riconoscere la stanchezza, la rabbia, la paura, la delusione permette di riportare ordine e di non restare in balia delle emozioni.

Un secondo passo importante è accorgersi di quando il conflitto si accende. In quali situazioni, con quali persone, in quali momenti della giornata. Ciò che si ripete non è casuale. Può essere compreso e, col tempo, trasformato.

Il terzo passo riguarda il non restare soli. Portare davanti a Dio ciò che si vive, con parole semplici e vere, apre uno spazio di libertà. Anche il sacramento della riconciliazione può diventare un luogo prezioso per rimettere ordine nel cuore, non come elenco di errori, ma come consegna di ciò che pesa.

Uno sguardo educativo che libera

Don Bosco conosceva bene queste dinamiche interiori. Non chiedeva ai giovani di essere perfetti né pretendeva cuori senza conflitti. Aveva però una fiducia profonda nella possibilità di crescere, di ripartire, di non identificarsi con i propri limiti.

Questo sguardo resta attualissimo. Un cuore che si sente accolto e non giudicato smette lentamente di difendersi. E quando le difese si abbassano, diventa possibile anche il cambiamento.

Un esercizio per questa giornata

  • Dedicati dieci minuti di silenzio, senza telefono, per completare tre frasi: cosa agita il mio cuore? come reagisco? il gesto di pace possibile questa settimana è…
  • Scegli un piccolo passo realistico (rimandare una reazione, silenzio, custodire una parola).

Per continuare il cammino

Il primo conflitto non è con gli altri. È con se stessi. E la Quaresima offre un tempo favorevole per smettere di fuggire e iniziare a fare verità.

Dio non chiede cuori impeccabili. Chiede cuori disponibili. E un cuore che accetta di guardarsi con onestà può, poco alla volta, imparare anche a fare pace.

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