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Il 'Museo delle bufale'

Scagli la prima pietra - o il primo mouse - chi non ha mai abboccato a una bufala o non ha mai creduto a una leggenda metropolitana...


Il 'Museo delle bufale'

da Quaderni Cannibali

del 03 febbraio 2006

L'americano Alex Boese, esperto conoscitore (e autore) di falsi fotografici, ha pubblicato un'interessante rassegna di questo tipo di immagini, accompagnate dalla propria storia e affiancate, a volte, all'immagine vera, cioè quella che è servita da 'spunto' per la creazione dell'hoax, la 'bufala'.

Quest'esposizione virtuale, consultabile per periodo storico o argomento, si chiama Museum of Hoaxes.

Si sa, la storia degli abusi della credulità popolare ha origini lontane se già nel medioevo si raccontava di terre popolate da unicorni, ciclopi e altre creature fantastiche o si fabbricavano reliquie sacre che venivano poi fatte passare per originali.Il 'Museo delle bufale' ospita, per esempio, le immagini di quelli che sono i misteri e le leggende più popolari della nostra cultura: dalla famosa 'foto' in cui è visibile la testa del mostro di Loch Ness affiorare dalle acque del lago scozzese, fino a uno dei tanti scatti in cui è ritratto Bigfoot, il misterioso abitante di montagne e foreste del Nord America.In Italia, più precisamente ad Alessandria, nel 1990 è stato fondato il Centro per la Raccolta delle Voci e Leggende Contemporanee.

Ma anche il secolo appena concluso può vantare dei raffinati inganni, alcuni dei quali messi in atto ad alti livelli, come quello organizzato nel 1971 dal Ministro della Cultura delle Filippine che annunciò al mondo la scoperta di una popolazione rimasta all’età della pietra. La truffa fu scoperta solo nel 1986.

 

C'è anche una serie di link che, sulla scia dei gattini bonsai, porta su siti strabilianti come quello dell’acqua deidratata, dell’isola dei cani o del controverso e defunto humanbeef.com, che pubblicizzava carne umana in vendita.

 

Il Centro si propone di coordinare, a livello nazionale, le attività di raccolta sulle narrazioni e gli episodi derivanti dal folklore dei nostri giorni, nonché promuovere lo studio di questo fenomeno relativamente recente e favorire la circolazione dell'informazione sull'argomento.

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