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Il mistero della libertà

La libertà indeterminata è la possibilità di fare quante più cose possibili, ma questo tipo di libertà è solitudine...


Il mistero della libertà

del 24 aprile 2015

 

 

Il mistero della libertà è innanzitutto il mistero del corpo, di un corpo che non sceglie né il proprio aspetto né il proprio stato di salute o malattia, di bellezza o bruttezza.

 

Il corpo è il primo vincolo che incontra “la nostra libertà”, se per libertà intendiamo il movimento di una foglia nel vento che inconsapevole danza e muore. Ma è subito chiaro, come questa libertà, sia carica di tristezza e di effimero. Un lasciarsi guidare che poco condivide con la nostra natura di esseri senzienti. Libertà di un corpo leggero che fluttua, appunto, altro che scelta.

 

Un altro vincolo che sfugge alla nostra pretese di scelta è il tempo, l’età che il destino ha per noi scelto nel mazzo dei secoli. E poi c’è il luogo in cui veniamo alla luce, una stamberga o un castello, un prato spazzato dal vento o la stiva di una nave. Una semplice casa.

 

Ma torniamo al corpo, non è anch’esso vincolato ad un preciso patrimonio genetico, da una fitta rete di predisposizioni, estetiche e somatiche? Ma allora chi siamo veramente e a qual poca cosa si riduce la libertà?

 

Veniamo al mondo costretti dentro maglie, veniamo al mondo determinati da altro. Fatta questa premessa, ecco un passo ulteriore, un vincolo che deriva dalla nostra natura; ciascuno di noi si” realizza”, cioè vive e spera, soltanto riconoscendo se stesso come relazione. Tutto fin dal primo istante è relazione. Relazione con una madre, relazione con un padre, relazione biologica e affettiva. L’equilibrio fra questi eventi ha un ruolo fondamentale nel determinare il nostro destino. Ma la forma privilegiata di ogni relazione è l’amore. Tutte le altre relazioni, commerciali, lavorative, amicali, legate a ruoli e funzioni, possono condizionare il corso della nostra vita, ma non sono relazioni necessarie. Solo la relazione d’amore è necessaria e l’amore è l’incontro misterioso di due libertà che si legano e legandosi si limitano, a volte fino ad annullarsi.

 

Nella relazione d’amore la libertà vive dentro e attraverso il vincolo, che di fatto mi libera dalla solitudine, mi libera dalla “morte”, cui conduce inevitabilmente la chiusura egoistica dell’io. La morte della foglia che si estingue preda dell’indeterminatezza di una libertà senza legami.

 

La libertà indeterminata è la possibilità di fare quante più cose possibili, ma questo tipo di libertà, che si identifica con la possibilità che l’uomo rifiuti ogni scelta, cioè ogni vincolo, è solitudine, negazione del mio essere più profondo; in una parola: Inferno.

 

Quanto più l’uomo si apre ed entra in dialogo, tanto più si realizza e tanto più costruisce ponti. Un solo spazio non è dato raggiungere all’uomo, un solo ponte gli è impossibile costruire, il ponte che gli spalanchi la vita eterna. Per questo, spesso l’uomo, nonostante la libertà di scegliere, vive infelice. Perché si rifiuta di comprendere come l’unica relazione che lo liberi veramente sia quella con il suo Creatore.

 

Questa relazione è la vitale radice che fa dono della vita, un bene sacro e indisponibile. Tutti nel momento in cui cominciano a vivere sono del Creatore; perché Egli é la vita. Nel riconoscimento di questo legame prende forma la fede umana. Essa è un percorso che si avvale della forma concreta della vita e questa “forma” ha un nome é persona; Gesù di Nazaret. Nel legame con Cristo, attraverso la Sua imitazione ogni uomo entra, s’in da subito, nella vita eterna.

 

 

Marco Luscia

http://www.libertaepersona.org

 

 

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