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IL MIO MIGLIORE AMICO da Giovani per i Giovani

Spesso i ragazzi e i giovani parlano di ‚Äòmiglior amico', un amico con cui si ha un legame speciale. Quante volte si sente la necessità di confidarsi con lui, di scherzare con lui...si pensa che ognuno di noi ne abbia uno da sempre...ma è sempre così?


IL MIO MIGLIORE AMICO da Giovani per i Giovani

da GxG Magazine

del 19 aprile 2007

        Nel film “Il mio migliore amico” interpretato da Daniel Auteuil non accade proprio così.

Il protagonista François è un antiquario di successo. Durante una cena per il suo compleanno, la sua socia nel business Chaterine, una intelligente e lucida lesbica, gli fa notare... che non ha un amico e vive in realtà nella solitudine! Un'agenda piena di incontri, appuntamenti e relazioni non basta a dimostrare di avere degli amici. Per provare il contrario lancia una sfida: François avrà dieci giorni per presentare alla sua socia il suo migliore amico! Al termine della festa nel taxi di Bruno (Dany Boon) inizia a setacciare Parigi alla ricerca di ex compagni di scuola, conoscenti, possibili amici, senza rendersi conto che, forse, proprio quel conducente di taxi potrebbe risolvere il suo problema...

        Nel primo tempo, divertente e giusto nei dialoghi, nelle battute e nel ritmo, si assiste, quindi, alla presa di coscienza di François e ai suoi tentativi comici di stilare una lista di persone per vincere la scommessa che ha fatto. Si tratta di presentare alla socia un amico a prova di bomba e di circostanze entro una diecina di giorni. Posta della scommessa è un costoso vaso greco antico, che lui ha comprato ad un’asta e che, guarda caso, è servito al primo proprietario come contenitore delle lacrime versate in morte di un amico. A questo punto entra in scena il secondo protagonista maschile, Bruno, un dolce imbranato tassista, maniaco di quiz, infarcito di conoscenze superficiali e sintetiche, con cui assedia i malcapitati che prendono il suo tassì, ad essi squaderna un prontuario di curiosità culturali su luoghi strade e monumenti. Sarà lui il prescelto da Francois e, come prevedibile, nel corso della strategia messa in atto per conquistarlo, nascerà una vera amicizia. Nella seconda parte il racconto procede in modo più stentato e ovvio, ma lo spettatore non si annoia, grazie alla gradevolezza dei personaggi anche quelli minori. Allo scioglimento finale si arriva con una scelta riuscita, perché sarà nel corso di un quiz televisivo, al quale finalmente è stato ammesso Bruno, che avrà la certezza di non essere più solo.

        Il tema dell’amicizia spesso è affrontato in maniera molto profonda in film e libri, perché valore unico e insostituibile, alla base delle relazioni che legano gli uomini. Attraverso il film Patrice Leconte non vuole solo raffigurare il senso dell’amicizia, ma parte dall’ipotesi di negarla, mostrando con la figura di François come sia possibile vivere solo con l’obiettivo di ottenere soddisfazioni dal lavoro: il protagonista ha un problema, che è quello di non sapere realmente cosa sia un amico. Tutte le conoscenze, le relazioni d’affari, fredde e fugaci, sono l’unica sua fonte di vita sia umana che professionale. La situazione in cui l’antiquario si trova è quindi una solitudine mai accettata, che il regista esprime con leggerezza e ironia, in un parallelo con la vita di Bruno, il tassista che in apparenza è affabile e parla con tutti, ma che in realtà è solo, come François. La differenza di classe, in alcuni casi non conta.

        Il film vuole trasmettere un messaggio: “l’amore si vende, qualche volta, l’amicizia mai”.  Ma è proprio vero?

        L’amicizia è un sentimento che nasce con l’uomo e che lo accompagna per tutta la vita, è un sentimento che cresce giorno dopo giorno nei momenti di gioia e in quelli di tristezza. È qualcosa di assolutamente istintivo e naturale; già da tempi lontanissimi rappresenta l’epicentro della vita umana.

        Purtroppo, come succede nel film, qualche volta si tende a non dare tanta importanza all’amicizia, perché presi dalla vita frenetica di tutti i giorni, perché si da importanza alle cose materiali, ci si concentra solo su se stessi e si pensa che con il successo e la carriera si può essere felici per sempre, ma quando ci si sofferma dopo tutta l’euforia del momento di lancio verso il successo, ci si può sentire soli e smarriti. Trascurando l’amicizia non si saprebbe coglierne la sua importanza e non si saprebbe nemmeno cosa sia. Perché può succedere ciò?     

        Madre Teresa di Calcutta diceva: “Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità.” Questa probabilmente è la nostra risposta; se si riesce a dedicare un po’ di tempo agli altri per cercare di coltivare un legame importante come l’amicizia allora si potrà con il passare del tempo essere felici e far felici anche gli altri. L’amicizia, infatti, deve essere un sentimento reciproco, che aiuta tutte le persone che ne sono coinvolte.

        Nella vita di ciascuno di noi si incontrano diversi tipi di amici: gli amici veri vedono i tuoi errori e ti avvertono, aiutandoti a migliorare; i falsi amici vedono allo stesso modo i tuoi errori e li vogliono far notare agli altri e purtroppo è proprio da questi che spesso siamo costretti a difenderci.

        L'amicizia è uno dei sentimenti più belli da vivere perchè dà ricchezza, emozioni, complicità e perchè è assolutamente gratuita; per questo non può essere comprata e non può essere trovata in un pomeriggio. Solo con la pazienza e con l’amore si potranno incontrare persone significative con le quali poter poi instaurare un legame profondo. QQuando questo legame si sarà formato, allora si potrà dire di avere un vero amico. Sarebbe bello per tutti averne uno con cui potersi confidare, potersi divertire, un amico che sappia rispettare i momenti di tristezza e sappia aiutarti a superarli.  Per poter avere la fortuna di contare su un amico così bisogna essere sempre pronti per aiutarlo, dimostrargli che si può contare su di te per creare un legame speciale, voler scambiarsi reciprocamente sogni e pensieri, gioie e dolori, in pratica bisogna mettersi in gioco in tutto per tutto; in questo modo la bellezza dell’amicizia consisterà nel sapere che c’è qualcuno che è disposto a fidarsi di noi giorno dopo giorno. Si dovrebbe riconoscere che nell'amico c'è anche qualcosa di noi, un nostro possibile modo di essere.

        Bisogna fare attenzione ad una cosa: essere migliori-veri amici non vuol dire perdere la propria personalità oppure fare sempre quello che dice l’altro perché ci si fida; qualche volta vuol dire anche saper riconoscere quando l’altro sbaglia e cercare di correggerlo fraternamente per crescere insieme. Si deve, inoltre, capire che l’amicizia non è possesso dell’altro; se si pensa questo si può rovinare tutto: si deve sempre tenere il proprio cuore aperto, solo così l’amico saprà che nel tuo cuore troverà sempre un luogo tranquillo e sicuro, un luogo dove potersi rifugiare nei momenti di burrasca e dove potersi divertire nei momenti di gioia.  Solo rispettando la libertà dell’amico sarai sicuro che la vera amicizia resterà in eterno, a qualsiasi distanza ci si trovi, a qualsiasi gruppo o religione si appartenga, anche quando la vita ci cambia.

        Vorrei concludere con un’altra frase che sottolinea l’importanza dell’amicizia, con l’augurio a tutti di poter avere vicino a sé pochi ma veri amici perché il segreto di una speciale amicizia non sta nella quantità ma nella qualità degli amici: “Finché abbiamo degli amici, il presente vale la pena di essere vissuto.”~ Anonimo

Giovannella Signoretto

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